"No a sconti mirati, bonus o
social card riservati solo ad alcune fasce di reddito: qualsiasi
nuova misura del governo contro il caro-carburanti deve
riguardare tutti gli automobilisti". Lo afferma il Codacons,
criticando l'orientamento dell'esecutivo verso aiuti concentrati
"esclusivamente" sulle fasce di reddito più bisognose. Una
scelta che per il Codacons sarebbe "profondamente sbagliata:
limitare gli aiuti alle sole famiglie con redditi o Isee più
bassi non abbasserebbe i prezzi alla pompa e lascerebbe milioni
di automobilisti completamente esposti ai rincari. Il risultato
sarebbe quello di scaricare ancora una volta il peso del
caro-carburanti sul ceto medio, troppo 'ricco' per accedere agli
aiuti ma non abbastanza da poter assorbire senza conseguenze
l'aumento continuo dei costi per gli spostamenti, spiega
l'associazione. "Il caro-carburanti non è un problema di
assistenza sociale e non può essere affrontato attraverso social
card o bonus selettivi, sostiene il Codacons. Benzina e gasolio
hanno lo stesso prezzo per tutti e gli aumenti colpiscono
indistintamente lavoratori, famiglie, pendolari e imprese. Se il
governo vuole realmente contrastare l'emergenza deve quindi
intervenire sui prezzi con misure universali, capaci di produrre
effetti per la generalità degli automobilisti, superando la
logica delle proroghe di pochi giorni e degli interventi una
tantum", sottolinea.
In Italia esiste già il meccanismo delle accise mobili, che
consente in determinate condizioni di utilizzare le maggiori
entrate Iva generate dall'aumento dei prezzi dei carburanti per
ridurre le accise. Uno strumento che, secondo il Codacons, deve
essere rafforzato e affiancato da un meccanismo di prelievo
sugli extraprofitti e sui maggiori margini realizzati dalle
grandi aziende nei settori che beneficiano maggiormente delle
fasi di forte crescita dei prezzi, a partire dal comparto
energetico e petrolifero. "Il governo non commetta l'errore di
trasformare l'emergenza carburanti nell'ennesima lotteria dei
bonus. Social card e sconti legati all'Isee non fanno scendere
benzina e gasolio e lasciano fuori milioni di famiglie del ceto
medio, che finirebbero per pagare integralmente il conto dei
rincari. Servono misure universali: quando i prezzi esplodono,
lo Stato deve intervenire per tutti gli automobilisti,
finanziando gli interventi anche attraverso chi da quelle stesse
fiammate dei prezzi ricava maggiori profitti", conclude il
Codacons.
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