Coach Bianchi ha le idee chiare. “Città e società da primo livello. Ora sta a noi dimostrare chi siamo»

2026/09/27

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Il diesse Mannucchi: "Simone è stata la prima nostra scelta e siamo contenti di essere riusciti a prenderlo". E lui: "Vincere vuol dire divertire, il campionato non è scontato. Noi siamo qui per migliorarci e dare tutto". . .

Il diesse Mannucchi: "Simone è stata la prima nostra scelta e siamo contenti di essere riusciti a prenderlo". E lui: "Vincere vuol dire divertire, il campionato non è scontato. Noi siamo qui per migliorarci e dare tutto". . .

Il diesse Mannucchi: "Simone è stata la prima nostra scelta e siamo contenti di essere riusciti a prenderlo". E lui: "Vincere vuol dire divertire, il campionato non è scontato. Noi siamo qui per migliorarci e dare tutto". . .

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A condurre l’Adamant nella prossima stagione di B Nazionale sarà Simone Bianchi, 44enne tecnico pavese reduce da un’ottima stagione a Piombino che ha convinto l’entourage biancazzurro a puntare su di lui. In passato per lui, tanta gavetta in serie A come assistente in club blasonati e con tecnici di nome.

"Sappiamo – spiega il coach – che tutti noi abbiamo una grossa possibilità, a partire da me che sono l’allenatore fino ai membri dello staff e ai giocatori, che è quella di fare sport in un ambiente come Ferrara che non è banale. Facciamo parte di una società con la ‘s’ maiuscola e giocheremo per una città con la ‘c’ maiuscola. Dobbiamo sfruttare questa possibilità, singolarmente e di gruppo. Chiaramente vincere vuol dire divertire, vuol dire mostrare un qualcosa, mostrare senso di appartenenza. Sappiamo – aggiunge subito – che il campionato non è scontato e non è facile, ma siamo qua per migliorarci giorno dopo giorno".

Le idee sono chiarissime. "La prima cosa – precisa – da fare, anche questa sembra banale, ma non lo è affatto, è creare un gruppo di giocatori con lo stesso intento, che deve essere quello di migliorare singolarmente per mettersi poi al servizio della squadra. Quest’estate, partendo dalle nostre idee, siamo arrivati ad avere un prodotto finale che è questo roster, il quale rispecchia principalmente il modo di pensare la pallacanestro mia e dello staff. Abbiamo cercato ragazzi che possono innanzitutto avere ampi margini di miglioramento. Infatti abbiamo scelto atleti che non hanno finito il loro percorso, ma che hanno voglia e devono esprimere ancora un qualcosa. Siamo contenti di quello che abbiamo portato a casa. Sappiamo di aver pescato prima degli uomini e poi dei giocatori: adesso viene il bello".

Il livornese Gianluca Mannucchi, un altro volto nuovo, neo digì e diesse reduce dalla promozione con Caserta, riassume l’estate di lavoro biancazzurra e guarda al futuro: "L’allenatore – dice – è stata la nostra prima scelta e siamo stati veramente contenti di essere riusciti a chiuderlo. Abbiamo allestito la squadra cercando di coniugare gli aspetti tecnici e quelli umani, scegliendo ragazzi che in qualche modo conoscevamo e su cui ci siamo informati ancora di più. E’ una squadra abbastanza omogenea come caratteristiche, sono tutti nella parabola ascendente del loro percorso cestistico, quindi siamo veramente contenti. Ferrara è una città che ha grande passione per lo sport, ricordo la tifoseria negli anni ’80 nel basket ma anche quella della Spal, che da tifoso del Livorno tante volte ho visto. E’ una città che sa essere calorosa come forse poche al nord Italia e ora tocca a noi fidelizzare e fare accendere il pubblico".

E quando la gente "vede la squadra che sputa sangue, che lotta su tutti i palloni e dà tutto per la maglia della tua città, lo apprezza. La maggior parte dei giocatori è stata veramente contenta di venire a Ferrara perché è conosciuta come città, sia perché si vive bene, sia perché l’ambiente attorno a questa squadra è sano".

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