28 luglio 2026, 22:53 (Aggiornato il 28 luglio 2026, 23:09)
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Una parte della Fifa, e soprattutto il business legato alla Coppa del Mondo, potrebbe presto finire nelle mani di investitori privati statunitensi. È la clamorosa indiscrezione pubblicata dal Financial Times, secondo cui la federazione internazionale del calcio starebbe lavorando alla creazione di una nuova entità commerciale, valutata circa 20 miliardi di dollari, nella quale confluiranno i diritti economici più redditizi legati al Mondiale. L'operazione, seguita dagli advisor finanziari di JPMorgan, prevederebbe la vendita di circa il 20% della nuova società a investitori esterni, raccogliendo così miliardi di dollari da destinare allo sviluppo delle attività Fifa e all'aumento dei contributi distribuiti alle 211 federazioni affiliate. Secondo quanto riferito dal quotidiano economico britannico, il principale candidato a guidare l'investimento sarebbe Joshua Kushner, fondatore del fondo Thrive Eternal e fratello di Jared Kushner, marito di Ivanka Trump, figlia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Un legame familiare che, inevitabilmente, conferisce all'operazione una forte rilevanza politica oltre che economica.
I rapporti sempre più stretti tra Gianni Infantino e Donald Trump
Negli ultimi anni il rapporto tra il presidente della Fifa Gianni Infantino e Donald Trump è diventato sempre più evidente. Già durante l'organizzazione del Mondiale disputato negli Stati Uniti, Canada e Messico, la collaborazione tra la Fifa e la Casa Bianca è stata particolarmente intensa. A dicembre, inoltre, la Fifa ha assegnato a Trump il proprio "Premio per la Pace", una scelta che ha suscitato numerose critiche da parte di osservatori e addetti ai lavori, secondo i quali sarebbe stata in contrasto con il principio di neutralità politica che dovrebbe caratterizzare l'organizzazione. Il Financial Times sottolinea come questa operazione rappresenti l'ennesimo tassello della trasformazione impressa da Infantino alla Fifa: una federazione sempre più orientata verso logiche finanziarie e commerciali.
La protesta della Uefa: lettera formale e minaccia di boicottaggio
L'indiscrezione ha provocato una reazione molto dura all'interno del calcio europeo. Secondo quanto emerge da fonti vicine alla vicenda, la Uefa avrebbe già inviato una lettera di protesta formale alla Fifa contestando il progetto di cessione di una quota della nuova società che controllerà i ricavi del Mondiale. Parallelamente, sul piano informale, negli ambienti della confederazione europea starebbe maturando un'ipotesi ancora più pesante: valutare un boicottaggio della Coppa del Mondo qualora l'operazione dovesse andare in porto senza adeguate garanzie sulla governance futura. Si tratta di uno scenario che, se confermato, aprirebbe una frattura senza precedenti nei rapporti tra Fifa e Uefa.
Il nodo della governance: il timore europeo sul futuro controllo del Mondiale
Le preoccupazioni della Uefa non riguardano soltanto l'ingresso di capitali privati. Secondo le ricostruzioni circolate nelle ultime ore, il vero timore è che attraverso questa nuova struttura societaria Gianni Infantino possa continuare a mantenere un ruolo centrale nella gestione economica della Coppa del Mondo anche una volta concluso il proprio mandato da presidente della Fifa. L'ipotesi che viene avanzata è quella di un accordo di governance con la società partecipata dagli investitori americani riconducibili alla famiglia Kushner, e quindi indirettamente all'entourage della famiglia Trump, che consentirebbe all'attuale presidente di conservare un'influenza significativa sull'evento sportivo più ricco del pianeta anche in futuro.
Una Fifa sempre più orientata al business
L'operazione si inserisce in una strategia molto più ampia perseguita da Infantino negli ultimi anni. Grazie al Mondiale disputato negli Stati Uniti, la Fifa prevede di chiudere l'attuale ciclo quadriennale con ricavi superiori ai 13 miliardi di dollari, rispetto ai 7,6 miliardi del quadriennio precedente. Per il ciclo successivo, che culminerà con il Mondiale organizzato da Spagna, Portogallo e Marocco, le previsioni parlano già di almeno 14 miliardi di dollari. La crescita è stata favorita anche da una gestione più aggressiva dal punto di vista commerciale: aumento significativo dei prezzi dei biglietti, partecipazione della Fifa ai ricavi del mercato secondario dei ticket e nuove strategie di monetizzazione dell'evento. Scelte che hanno provocato proteste da parte delle associazioni dei tifosi e attirato l'attenzione delle autorità americane.
Le polemiche politiche e disciplinari attorno alla Fifa
Le tensioni non riguardano soltanto gli aspetti economici. Negli Stati Uniti il deputato democratico Jamie Raskin ha chiesto ufficialmente a Infantino di comparire davanti alla Commissione Giustizia della Camera nell'ambito di un'indagine sui rapporti tra Fifa e amministrazione Trump. Durante il Mondiale ha inoltre fatto discutere la decisione della commissione disciplinare Fifa di revocare la squalifica dell'attaccante statunitense Folarin Balogun, provvedimento che, secondo diverse ricostruzioni, sarebbe arrivato dopo pressioni provenienti dalla Casa Bianca. L'episodio ha spinto la Federazione norvegese a valutare un esposto per presunta violazione del codice etico Fifa, mentre quella belga ha annunciato la richiesta di una revisione dei regolamenti disciplinari.
Mondiale a 64 squadre: il progetto di espansione continua
La possibile apertura ai capitali privati rappresenta soltanto uno dei capitoli della strategia di crescita perseguita dalla Fifa. Infantino ha già rilanciato il Mondiale per Club, trasformandolo in una competizione molto più ricca e ambiziosa, e starebbe valutando sia un ampliamento del torneo sia una cadenza più frequente rispetto all'attuale formula quadriennale. Parallelamente resta sul tavolo anche l'ipotesi di aumentare ulteriormente il numero delle nazionali partecipanti alla Coppa del Mondo, passando dalle attuali 48 fino a 64 squadre. Progetti che continuano a suscitare la forte opposizione delle principali leghe europee, convinte che il calendario internazionale sia ormai arrivato al limite della sostenibilità.
Lo scontro Fifa-Uefa rischia di cambiare gli equilibri del calcio mondiale
La possibile vendita di una quota della nuova società che gestirà il business della Coppa del Mondo segna probabilmente uno dei passaggi più delicati della presidenza Infantino. Da una parte c'è la volontà della Fifa di trasformarsi sempre più in una potenza economica globale, capace di attrarre investimenti privati e valorizzare il proprio asset più prezioso: il Mondiale. Dall'altra emerge la crescente preoccupazione della Uefa e di una parte del calcio europeo, che teme una progressiva concentrazione del potere economico e decisionale nelle mani di una governance sempre più autonoma rispetto alle federazioni. Se alle indiscrezioni pubblicate dal Financial Times dovessero aggiungersi conferme sulle tensioni con la Uefa e sulle ipotesi di boicottaggio, il calcio mondiale potrebbe trovarsi davanti a uno dei più importanti scontri istituzionali degli ultimi decenni.
Il comunicato della Uefa
La UEFA ha pubblicato un comunicato ufficiale in risposta all'articolo del Times: "Ciò oltrepassa un limite che gli organismi di governo del calcio non dovrebbero mai valicare. La UEFA prende la questione estremamente sul serio; lo stesso dovrebbero fare tutte le federazioni nazionali e tutte le parti in causa: leghe, club, calciatori, tifosi, governi e chiunque abbia a cuore il futuro di questo sport. L'anima e la governance del calcio non sono beni da scambiare, tanto meno in totale assenza di trasparenza su chi ne tragga profitto economico. Nessuno di noi è proprietario di questo sport; non è un qualcosa che la FIFA possa vendere".
Una parte della Fifa, e soprattutto il business legato alla Coppa del Mondo, potrebbe presto finire nelle mani di investitori privati statunitensi. È la clamorosa indiscrezione pubblicata dal Financial Times, secondo cui la federazione internazionale del calcio starebbe lavorando alla creazione di una nuova entità commerciale, valutata circa 20 miliardi di dollari, nella quale confluiranno i diritti economici più redditizi legati al Mondiale. L'operazione, seguita dagli advisor finanziari di JPMorgan, prevederebbe la vendita di circa il 20% della nuova società a investitori esterni, raccogliendo così miliardi di dollari da destinare allo sviluppo delle attività Fifa e all'aumento dei contributi distribuiti alle 211 federazioni affiliate. Secondo quanto riferito dal quotidiano economico britannico, il principale candidato a guidare l'investimento sarebbe Joshua Kushner, fondatore del fondo Thrive Eternal e fratello di Jared Kushner, marito di Ivanka Trump, figlia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Un legame familiare che, inevitabilmente, conferisce all'operazione una forte rilevanza politica oltre che economica.
I rapporti sempre più stretti tra Gianni Infantino e Donald Trump
Negli ultimi anni il rapporto tra il presidente della Fifa Gianni Infantino e Donald Trump è diventato sempre più evidente. Già durante l'organizzazione del Mondiale disputato negli Stati Uniti, Canada e Messico, la collaborazione tra la Fifa e la Casa Bianca è stata particolarmente intensa. A dicembre, inoltre, la Fifa ha assegnato a Trump il proprio "Premio per la Pace", una scelta che ha suscitato numerose critiche da parte di osservatori e addetti ai lavori, secondo i quali sarebbe stata in contrasto con il principio di neutralità politica che dovrebbe caratterizzare l'organizzazione. Il Financial Times sottolinea come questa operazione rappresenti l'ennesimo tassello della trasformazione impressa da Infantino alla Fifa: una federazione sempre più orientata verso logiche finanziarie e commerciali.
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