“We are not in Kansas anymore,” (“Non siamo più in Kansas”) diceva Dorothy nel “Mago di Oz”. E i tennisti sbarcati a Mason, Ohio per il Cincinnati Open devono aver pensato “Non siamo più in Canada”, quando si sono trovati a giocare nel caldo umido del Midwest dopo il clima tutto sommato mite di Toronto e Montreal.
La sera della finale maschile faceva quasi freddino a Montreal, con tanti maglioncini in tribuna e il termometro che a stento superava i 20 gradi. Il sabato di Ferragosto a Cincinnati non poteva essere più diverso: un temporale poco dopo mezzogiorno, con tanto di allerta fulmini, aveva sospeso i match per 90 minuti, lasciando in eredità un cielo grigio, 30 gradi e un’umidità sopra il 70%.
Djokovic al vapore
Djokovic, che in Canada non c’è nemmeno andato, si è trovato a giocare contro Thiago Augustin Tirante in queste tostissime condizioni, ed è durato poco più di un’ora: vinto il primo set 6-2, sull’1-1 ha dovuto servire in un game da 24 punti che gli ha tagliato le gambe. Durante i 18 minuti e 54 secondi di quel turno di battuta interminabile si è piegato più volte su sé stesso, poi ha chiesto un medical timeout ricevendo una pastiglia dallo staff sanitario, ma non è più stato lo stesso.
Raramente si è visto Djokovic così malconcio: forse bisogna tornare al primo turno dello US Open 2018 contro Fucsovics, quando vomitò in un catino al cambio di campo, ma quello era un match best of five sotto il sole. Qui il sole nemmeno c’era, ed è andato in difficoltà dopo poco più di un’ora.
La sconfitta ci può stare, Tirante non è l’ultimo arrivato e ha un ottimo servizio, ma viene il dubbio che Djokovic si sia convinto a giocare a Cincinnati nonostante non fosse pronto fisicamente, magari per promuovere il suo documentario “Djokovic: il lupo in inverno” che esce tra pochi giorni. Speriamo di no. Rimane il fatto che arriverà a New York con un solo match nelle gambe dopo la finale di Wimbledon. Sarà un’incognita per l’ultimo Slam stagionale.
Jodar rifiuta la sconfitta
Chi invece in Canada (e altrove) c’è andato era Rafael Jodar, la stella nascente iberica arrivata in otto mesi dalle qualificazioni dell’Australian Open alla soglia della Top 10. Dopo una finale a Washington e una semifinale a Montreal, sembrava aver esaurito le energie contro uno Shapovalov piuttosto brillante. Vinto il primo set 7-5, pareva che il serbatoio fosse a secco, e il canadese aveva vinto il secondo set andando 5-1 nel terzo.
Ebbene Jodar, tra un cambio di scarpe e l’altro (l’Adidas dovrà fare qualcosa per il suo “consumo di lacci”, la situazione sta diventando imbarazzante), ha rifiutato la sconfitta, si è dimenticato del risentimento al polpaccio sinistro e annullando due match point ha messo a segno sei giochi consecutivi portando a casa il match dopo due ore e 57.
Quest’anno scarso nel quale ha giocato a tennis da pro non è molto per pronosticare la gloria eterna, ma se il buongiorno si vede dal mattino Jodar sta dando segno di essere davvero destinato a grandi cose. E forse a far divertire chi vuol vedere un po’ di “pepe” in campo: anche oggi ha litigato con uno spettatore delle prime file e Shapovalov non gliele ha mandate a dire durante la stretta di mano.
Vacherot ancora… rot(to)
Nel tabellone maschile le teste di serie ad uscire, oltre alla n. 3 Djokovic, sono state la n. 15 Vacherot contro Adolfo Daniel Vallejo, la n. 19 Darderi contro Hijikata, la n. 26 Etcheverry contro il “genietto” francese Atmane, e la n. 31 Arnaldi contro lo spagnolo Landaluce.
Vacherot aveva avuto un’inizio di stagione incoraggiante dopo l’exploit della vittoria a Shanghai dell’ottobre scorso, ma la frattura da stress al piede sinistro arrivata durante la stagione sulla terra e che lo ha costretto al ritiro al Roland Garros e a saltare Wimbledon non gli ha permesso di trarre i benefici della sia posizione di classifica.
Il tabellone aggiornato dell’ATP di Cincinnati
Le vedette WTA arrivano domenica
Nel singolare femminile i risultati sono stati abbastanza regolari, con solamente tre teste di serie di secondo piano uscite prematuramente: si tratta della n. 26 Ostapenko, sconfitta dalla polacca Frech, e della n. 21 Mertens estromessa dalla talentuosa francese Parry, oltre al ritiro della n. 12 Belinda Bencic, che evidentemente non ha ancora recuperato l’infortunio all’anca che le ha impedito di disputare la semifinale a Toronto qualche giorno fa.
Non sono comunque ancora scese in campo le prime quattro teste di serie, che giocheranno tutte domenica dopo che le finaliste di Toronto Swiatek e Rybakina hanno ottenuto di poter esordire un giorno più tardi per avere qualche ora in più di riposo.
Il tabellone aggiornato del WTA di Cincinnati
Italiani: avanti solo Cobolli
Non un buon Ferragosto per i tennisti italiani presenti in Ohio: solo Flavio Cobolli è riuscito a passare il turno, sconfiggendo per 6-4 al terzo set quel Miomir Kecmanovic che a Wimbledon aveva fatto vedere i sorci verdi anche a Sinner. Gli altri sono stati tutti eliminati.
Matteo Arnaldi ha giocato una partita molto equilibrata contro lo spagnolo Martin Landaluce, ma non è riuscito a sfruttare un break di vantaggio nel terzo set (per ben due volte) e ha finito per cedere gli ultimi quattro games consecutivi facendosi rimontare da 4-2.
Luciano Darderi ha perso invece molto nettamente da Rinky Hijikata, l’australiano n. 95 del ranking che già lo aveva eliminato all’esordio anche a Indian Wells. Dopo i quarti di finale raggiunti a Montreal forse ci si poteva aspettare un po’ di più, ma i pochi giorni di riposo probabilmente non sono stati sufficienti per ricaricare le batterie.
Sconfitta che brucia quella di Mattia Bellucci, che ha giocato quasi alla pari con la testa di serie n. 14 Jakub Mensik, registrando un rendimento al servizio simile a quello del bombardiere ceco, ma sul 5-5 del tie-break decisivo ha commesso il suo unico doppio fallo del match, lasciando così strada all’avversario che ha poi subito chiuso la partita con un ace.
Infine peccato per Matteo Berrettini, anche lui impegnato contro una testa di serie ceca, la n. 9 Jiri Lehecka. Un bel secondo set vinto al tie-break, ma un break sul 2-1 nel set decisivo ha fatto la differenza.
C’è attesa domenica per l’esordio di Musetti, che intorno alle ore 19 esordirà con il tedesco Altmaier, che qualcuno ricorderà vincitore di Sinner al Roland Garros nel 2024. In campo anche Sonego nella notte con Frances Tiafo e l’unica ragazza rimasta, la qualificata Lucrezia Stefanini contro la ceca Bouzkova.
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