Ciclisti investiti a Lanzo, chi è Giuseppe Campagna: il 73enne che li ha travolti dopo una lite. Un testimone: «E’ tornato indietro e li ha falciati, una scena da film horror»

2026/08/09

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Prima li ha travolti, poi è tornato indietro per investirli ancora. Il tutto dopo un banale litigio. Un gruppo di sei ciclisti è stato travolto sabato mattina a Lanzo Torinese, in Piemonte, da un’automobile guidata da Giuseppe Campagna, 73 anni, originario di Coassolo. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe investito volontariamente i ciclisti e, dopo essersi allontanato senza fermarsi a prestare soccorso, si sarebbe recato spontaneamente dai carabinieri per fornire la propria versione dell’accaduto.

Chi è l'uomo

Campagna, che continua a lavorare nel settore edile ed è conosciuto nella zona, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio in seguito alle gravi responsabilità contestate nei suoi confronti.

Mentre i soccorritori del 118 intervenivano per assistere i feriti rimasti sulla strada, i carabinieri hanno effettuato anche gli accertamenti tossicologici previsti. Si è presentato di sua iniziativa dai carabinieri ed è stato posto agli arresti domiciliari con l'accusa di tentato omicidio stradale. Sottoposto ai test, è risultato negativo all'etilometro e ora si attende l'esito degli esami tossicologici.

Due feriti gravemente

L’incidente ha provocato conseguenze particolarmente serie per due delle sei persone coinvolte. Un ciclista di 60 anni è rimasto cosciente, ma ha riportato diverse lesioni, tra cui una frattura del femore, una frattura esposta alla gamba sinistra che richiederà un intervento chirurgico e importanti traumi al volto e al torace. Per lui i medici hanno previsto una prognosi di circa 90 giorni.

Un altro ciclista, di 68 anni, ha invece riportato un grave trauma alla spalla sinistra. In questo caso la prognosi è stata stimata in circa 60 giorni. Uno dei ciclisti coinvolti ha raccontato quei momenti descrivendo una scena drammatica e spiegando che il gruppo sarebbe stato travolto in pieno dall’automobile.

Cosa è successo

Campagna - in base a una prima ricostruzione - avrebbe superato la comitiva suonando il clacson con una certa insistenza. Dopo il gesto di disappunto di un ciclista, avrebbe fermato la vettura e ingranato la retromarcia, travolgendo il gruppo. Poi, mentre gli altri rimasti in sella hanno tentato un inseguimento, avrebbe fatto inversione, per dirigere di nuovo l'auto contro la comitiva. "È accaduto tutto in una frazione di secondo», ha racconta al Corriere.it Piercarlo Lagna, che faceva parte della comitiva di ciclisti. Provenienti dal Torinese, avevano appena iniziato l'uscita.

Il racconto di un ciclista: «Li ha falciati in pieno»

«Stavamo pedalando - ricorda -, eravamo partiti da poco. Eravamo in gruppo, stavamo chiacchierando, andavamo piano, forse ai 20 all'ora non di più. A un certo punto quell'auto ci ha passato suonando il clacson. Poi non contento ha iniziato a fare i fari. Voleva passare. Uno di noi a quel punto ha alzato il braccio in segno di disappunto. Nulla di che, un modo per dirgli di stare calmo che ci saremmo spostati. Quando siamo arrivati all'altezza della rotonda ha rallentato, sembrava volesse farci passare o chiarire, invece ci ha puntato contro all'improvviso. Lo abbiamo solo visto fare retromarcia». E' in quel momento che avrebbe assistito all'incredibile. «Il primo di noi - spiega il ciclista - che ha colpito ha fatto un volo di 30 metri. Lo ha lasciato a terra e poi è fuggito, ingranando la prima. D'istinto l'ho rincorso, dopo aver lasciato la bici, e ho preso la targa. A quel punto è venuto addosso anche a me. Mi sono salvato perché mi sono buttato fuori dalla strada. Così l'ho schivato. Ma è tornato sul gruppo degli altri ciclisti, che nel frattempo erano in mezzo alla strada perché stavano soccorrendo il primo di noi che era stato colpito e non poteva alzarsi. Non ho avuto tempo di avvertirli. Li ha falciati in pieno. Uno di loro è stato buttato contro l'inferriata e non è messo per niente bene».

A detta del ciclista, le conseguenze avrebbero potuto essere ancora più gravi. «Se non avessero spostato il primo, che era stato sbalzato a terra, lo avrebbe schiacciato senza problemi. Vederci arrivare quell'automobile addosso, in quel modo, è stata una scena da film horror, non c'è stato il tempo di schivarla. Poteva diventare davvero una tragedia».

Il dibattito sulla sicurezza dei ciclisti

L’episodio ha provocato forte indignazione e ha riacceso la discussione sulla sicurezza di chi si sposta in bicicletta e sulla necessità di garantire maggiore tutela agli utenti delle due ruote.

Sul caso è intervenuto anche Marco Bussone, presidente di Uncem, che ha sottolineato la necessità di promuovere una nuova cultura della sicurezza stradale. Secondo Bussone, servono interventi politici, nuove regole e una maggiore attenzione alla posizione dei ciclisti sulla carreggiata. Tra le proposte avanzate c’è anche quella di realizzare sulle strade spazi chiaramente delimitati e dedicati alle biciclette, prendendo come riferimento alcune soluzioni già adottate in Francia.

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