“Ci sono luci e ombre. Ma facendo rete c’è voglia di ripartire”

2026/08/19

Categories: world-news

A dieci anni dal sisma, Arquata del Tronto vive una fase di transizione complessa, fatta di passi avanti e nodi...

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A dieci anni dal sisma, Arquata del Tronto vive una fase di transizione complessa, fatta di passi avanti e nodi ancora da sciogliere. Lo racconta Andrea Izzi, volontario di Arquata Potest, associazione impegnata nella valorizzazione del territorio e nella manutenzione della rete sentieristica. "La situazione oggi è fatta di luci e ombre – spiega –. Negli ultimi due anni qualcosa si è mosso: diversi cantieri si sono sbloccati, soprattutto a Trisungo, Borgo e nella parte alta di Pretare. Alcune famiglie sono rientrate nelle loro case, lasciando le Sae. È un segnale importante, anche se restano molte criticità".

Una delle principali riguarda la viabilità: "Il cantiere della galleria di Trisungo è fermo per un contenzioso tra Anas e la ditta. Doveva risolversi a luglio, invece è slittato a ottobre. È un problema serio, che rallenta tutto". Nonostante le difficoltà, Izzi vede una comunità più coesa: "C’è voglia di ripartire. Le realtà locali collaborano, l’amministrazione è attenta, e rispetto al passato si lavora molto più in rete".

Arquata Potest, nata prima del sisma come comitato per la festa del Santissimo Salvatore, ha cambiato pelle dopo il terremoto. "Dopo l’emergenza abbiamo ripreso il lavoro sulla rete sentieristica. Oggi attenzioniamo circa 150 chilometri, con segnaletica completa. Organizziamo passeggiate, collaboriamo con altre associazioni e siamo capofila di un grande progetto sostenuto da Fondazione Carisap, insieme a sette realtà del territorio. L’obiettivo è mappare risorse, competenze e bisogni dei vari comuni, per costruire itinerari tematici e arrivare, l’anno prossimo, a un festival di comunità".

Il turismo lento è una delle chiavi del futuro: "Ci crediamo molto. Abbiamo creato il Gada, il grande anello di Arquata, 50 chilometri che abbracciano quasi tutte le frazioni. Sul nostro sito ci sono tracce Gps, dettagli tecnici e una guida completa del territorio". Ma manca la ricettività: "A dieci anni dal sisma, i posti letto sono praticamente zero. Alcuni cantieri sugli ex hotel sono partiti, ma serviranno ancora due o tre anni. La ricostruzione ha bisogno di tempo ma la comunità è resistente, non solo resiliente. Qui si sta bene: basta riscoprirsi, valorizzare ciò che si ha e ciò che si è. Tre anni fa non avrei immaginato questa crescita. Oggi sì: una prospettiva c’è, con difficoltà, ma c’è".

Flavio Nardini

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