Christa Pike sopravvive alla pena di morte: fallite due iniezioni letali, è ricoverata in ospedale

2026/10/01

Categories: world-news

Prima lo stop alla pena capitale, poi il via libera e infine l'esecuzione fallita con due iniezioni fatali non andate a buon fine. Un vero calvario per Christa Pike, la donna del Tennessee condannata alla pena capitale per l'uccisione di una coetanea quando aveva 18 anni. 

Lo Stato del Tennessee «non è riuscito a portare a termine un’esecuzione legale» e la 50enne «è sottoposta a cure in un ospedale nelle vicinanze» fanno sapere in una nota gli avvocati di Pike.

Perché l'iniezione letale è fallita

I legali affermano che «le preoccupazioni espresse dalla signora Pike si sono rivelate fondate: difficoltà nel trovare una vena, vene collassate, pentobarbital deteriorato, nessuna assistenza medica d’emergenza disponibile quando inevitabilmente qualcosa va storto, il tutto nell’ambito di un protocollo che continua a essere avvolto nel segreto». Non sono note le condizioni cliniche della donna.

Un tribunale federale aveva ordinato di sospendere in extremis l'iniezione letale per esaminare possibili circostanze attenuanti non prese in considerazione all'epoca del processo a metà anni Novanta.

I funzionari del Dipartimento penitenziario del Tennessee non hanno confermato pubblicamente l'esito dell'esecuzione, che prevedeva la somministrazione di due iniezioni di pentobarbital, né hanno risposto a una richiesta di informazioni dell'Afp.

L'esecuzione di Pike avrebbe dovuto essere la 30esima dall'inizio dell'anno negli Stati Uniti, 16 delle quali sono avvenute in Florida (sud-est). Tutte sono state eseguite mediante iniezione letale. Il governatore repubblicano del Tennessee, Bill Lee, aveva respinto lunedì le richieste di commutazione della pena di Christa Pike, nonostante gli appelli di numerose organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International.

Chi è Christa Pike

La donna era stata accusata nel 1995 dalla polizia di Knoxville di aver, insieme ad altri due teenager, torturato ed ucciso una 19nne, Colleen Slemmer, che frequentava con loro un apprendistato per ragazzi problematici.

Pike fu l'unica ad essere condannata a morte, perché quello che allora era il suo ragazzo aveva 17 anni e fu condannato all'ergastolo con la possibilità e un'altra ragazza, che era anche 18enne, testimoniò contro gli altri due, ottenendo uno sconto di pena.

Pike ha riconosciuto la sua responsabilità, ma durante il processo non furono presentati alla giuria i dettagli della sua infanzia, segnata da anni di abusi fisici e sessuali, alla giuria. I suoi avvocati sono convinti che se queste prove venissero ora presentate in un nuovo processo, la donna non sarebbe condannata a morte. Inoltre i legali pensano che in un nuovo processo verrebbe presa in maggiore considerazione l'età della ragazza che allora, ricorda la Nbc, scoppiò in lacrime quando fu letta la sentenza che la condannava alla sedia elettrica, allora l'unica forma di esecuzione in Tennessee prima che passasse all'iniezione letale.

Inoltre, a Pike è stato diagnostico un disturbo post traumatico e bipolare, e nella richiesta di grazia la donna si descrive come «una 18enne con problemi mentali» al momento del crimine. «Ha fatto qualcosa di terribile, orribile, provo una grande compassione per la famiglia di Colleen Slemmer», ha dichiarato Mikey Noechel, il padre spirituale di Pike, riferendosi alla vittima, aggiungendo però che «Christa è la prova che la redenzione e il cambiamento è possibile». 


Ultimo aggiornamento: giovedì 1 ottobre 2026, 08:27

© RIPRODUZIONE RISERVATA

>> Home