Chirurgia toracica, al Pascale di Napoli una nuova tecnologia riduce fino a 25 minuti i tempi in sala operatoria

2026/07/13

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In una sala operatoria il tempo non è soltanto una questione organizzativa: significa risorse, liste d'attesa, personale e possibilità di trattare un numero maggiore di pazienti. Per questo una riduzione fino a 25 minuti per intervento può avere un impatto che va ben oltre il singolo atto chirurgico.

È da questa prospettiva che parte il primo studio italiano dedicato all'impatto economico e organizzativo del VivaSight 2 Double Lumen Tube (DLT), un tubo endotracheale monouso dotato di una microtelecamera che permette di controllarne continuamente il corretto posizionamento durante la ventilazione monopolmonare, tecnica utilizzata negli interventi di chirurgia toracica.

La ricerca, pubblicata sulla rivista internazionale ClinicoEconomics and Outcomes Research e condotta dall’Istituto dei tumori di Napoli, è la prima in Italia a valutare non solo gli aspetti clinici della tecnologia, ma anche le ricadute sull'organizzazione ospedaliera e sui costi dell'intero percorso assistenziale.

Lo studio, coordinato da Arturo Cuomo, direttore della Struttura Complessa di Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica, ha coinvolto 46 pazienti adulti sottoposti a chirurgia toracica. I ricercatori hanno confrontato il dispositivo con i tradizionali tubi a doppio lume, analizzando tutte le fasi della procedura: dall'impiego del personale sanitario ai tempi di utilizzo della sala operatoria, dal ricorso alla broncoscopia intraoperatoria fino alle attività di sanificazione e reprocessing degli strumenti.

Il principale elemento di novità è rappresentato dalla telecamera incorporata nel dispositivo, che consente di verificare in tempo reale il corretto posizionamento del tubo senza dover ricorrere sistematicamente al broncoscopio. Secondo gli autori, questo rende più lineare la procedura, riduce il numero di passaggi tecnici e permette di utilizzare in modo più efficiente le risorse disponibili. I risultati mostrano che il nuovo approccio può ridurre i tempi operatori fino a 25 minuti. Un dato che, su scala ospedaliera, può tradursi in un migliore turnover delle sale operatorie, una programmazione più flessibile degli interventi e una gestione più efficace delle liste chirurgiche.

Accanto ai benefici organizzativi emerge anche un vantaggio economico. L'analisi stima un risparmio medio di 86,36 euro per intervento, che può arrivare a 193,89 euro quando la tecnica tradizionale richiede ulteriori controlli broncoscopici per il corretto posizionamento del tubo. Una differenza che non deriva tanto dal costo del dispositivo in sé, quanto dalla riduzione delle procedure accessorie, del tempo impiegato dal personale e delle attività necessarie alla gestione e sanificazione della strumentazione.

«La possibilità di visualizzare continuamente il corretto posizionamento del dispositivo migliora precisione e sicurezza - osserva Arturo Cuomo - Anche se il costo iniziale del tubo è superiore rispetto ai sistemi tradizionali, l'eliminazione della broncoscopia routinaria consente una riduzione significativa dei costi complessivi della procedura e un utilizzo più efficiente delle risorse».

Per Giuseppe D'Agostino, ingegnere clinico del Pascale e coautore dello studio, il lavoro rappresenta anche un esempio di valutazione secondo i criteri dell'Health Technology Assessment. «L'introduzione di questa tecnologia – spiega – riduce la necessità di dispositivi accessori e contiene una serie di costi indiretti spesso trascurati, come quelli legati alla movimentazione, alla manutenzione e alla sanificazione degli strumenti»

A sottolineare il valore strategico dell'innovazione è anche il direttore generale dell'Istituto, Maurizio Di Mauro. «La sostenibilità – dice il manager - del sistema sanitario passa anche dalla capacità di adottare tecnologie che migliorino contemporaneamente la qualità dell'assistenza e l'organizzazione dei processi. Studi come questo dimostrano quanto sia importante valutare l'innovazione non solo sul piano clinico, ma anche in termini di efficienza, utilizzo delle risorse e capacità di rendere più efficace il lavoro dei professionisti. Per un istituto oncologico ad alta specializzazione come il Pascale, investire in soluzioni supportate da evidenze scientifiche significa continuare a coniugare eccellenza clinica, ricerca e sostenibilità nell'interesse dei pazienti».

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