Chirurgia robotica, la sfida: «In Campania 20 macchine, 5mila interventi nel 2025»

2026/10/01

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Robot in sala operatoria e chirurgia high tech per assicurare ai pazienti più sopravvivenza e meno complicanze. È il tema del convegno che riunirà a Napoli le eccellenze mediche dell’Icors, l'Italian Club of Robotic Surgery e della Scuola di Innovazioni Tecnologiche della SIC per illustrare e documentare i passi in avanti dell'interventistica robotica. Uno scenario di innovazione che, oltre a guardare al futuro, migliora le prestazioni sanitarie nel presente a cominciare dalla Campania con l’utilizzo di 20 robot attivi ed un bilancio di 5.000 pazienti operati nel 2025.

 I dati e gli effettivi traguardi della nuova frontiera della chirurgia saranno illustrati nella tre giorni di tavole rotonde e sessioni di lavoro in programma da oggi fino al 3 ottobre presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli a cui parteciperà il direttore responsabile de Il Mattino, Vincenzo Di Vincenzo.

Il convegno

L’appuntamento scientifico annuale della tre giorni intitolata “Spotlight on Robotic Surgery 2026” promette di sorpassare i confini della chirurgia tradizionale e di quella laparoscopica come emerge dai dati che verranno presentati con le recenti ricerche scientifiche internazionali. Ogni giornata di convegno si alterneranno interventi di live e re-live surgery dell’apparato digerente, attività pratiche di formazione hands-on e simulazioni virtuali nei laboratori Icaros del Policlinico federiciano con l'obiettivo comune di documentare risultati significativi come avvenuto nel trattamento di due tipi di tumori. Si tratta della svolta grazie all’uso della chirurga robotica per il cancro all'esofago e allo stomaco.

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 Nel primo caso, lo studio Ramie pubblicato su Lancet Gastroenterology & Hepatology dimostra una sopravvivenza a 5 anni del 69,4% contro il 56,2% rispetto alla chirurgia mini-invasiva tradizionale. Nel secondo caso l’analisi sul registro nazionale giapponese pubblicata su Gastric Cancer evidenzia che l'interventistica robotica nel tumore allo stomaco è collegata a un crollo fino al 65% del rischio di conversione a cielo aperto, a minori complicanze, ad una percentuale fino al 40% in meno di perdite ematiche e degenze ospedaliere più brevi.

I dati

La chirurgia robotica non può prescindere dalla mano umana e dall'abilità e competenza del medico che nella prospettiva di mezzi e aiuti tecnologici sempre più sofisticati e al passo con l’intelligenza artificiale, viene proiettato verso una formazione specifica che sarà uno dei tanti temi dei convegno. L’importanza e l’imponenza della robotica e della formazione rispetto alla chirurgia del passato è un nodo centrale per Marco Milone, professore di chirurgia generale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, vicepresidente e fondatore dell’Italian Club of Robotic Surgery e direttore della Scuola nazionale di “Innovazione Tecnologica; dalla Ricerca alla Pratica Clinica” della SIC che descrive lo scenario a cui il mondo scientifico deve prepararsi.

«Se un tempo la robotica veniva vista come affascinante ma non indispensabile, i dati sulla sopravvivenza nell’esofago e sui vantaggi clinici nello stomaco dimostrano che il cambio di passo è reale» sottolinea Milone che non nasconde come «in passato ci siano state contestazioni sulle indicazioni dell’Agenas che tendevano a ridimensionare l'uso del robot in diversi ambiti». Oggi però «letteratura e dati dimostrano una chirurgia in grosso fermento e in costante evoluzione» conclude Milone riferendosi ai risultati eccezionali sulle patologie tumorali di stomaco ed esofago.

I temi

Dalla chirurgia robotica all’innovazione tecnologica, dalla formazione all’evoluzione verso l’autonomia robotica guidata dall’Intelligenza artificiale saranno numerosi i temi al centro dell’evento di Napoli che punta, in particolare, a registrare la crescita di questo settore nella realtà quotidiana delle sale operatorie. «Questo appuntamento riunisce le anime della Scuola SIC di innovazione tecnologica e di Icors, la prima associazione di chirurgia robotica italiana che ho fondato insieme a Paolo Bianchi» chiosa Milone che rileva quanto «la tecnologia stia diventando finalmente accessibile a tutti».

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