ZOPPOLA - Una trappola mortale rompe il silenzio della natura. Volevano colpire di nascosto, per far male e ci sono riusciti. Alla riserva di caccia di Zoppola, dove avviene l’addestramento di cani denominato “Saciletti” sono stati lanciati in mezzo alla vegetazione e tra i sassi di una stradina di campagna bocconi di carne con all’interno ben nascosti dei chiodi. Una vera e propria trappola invisibile, disseminata con calcolata freddezza e premeditazione per seminare il terrore tra chi frequenta questi luoghi per passione, per svago o per l’attività di caccia regolamentata.
L’EPISODIO
Il piano ha rischiato di concretizzarsi in una tragedia quando un cane da caccia ha assunto un pezzo di carne e si è sentito male. Il padrone l’ha immediatamente portato in clinica veterinaria, attualmente è sotto osservazione. L’animale lotta per le conseguenze dell'ingestione dei pericolosi corpi metallici, gettando nello sconforto il proprietario e la comunità dei cacciatori associati del territorio. Non si comprende chi si volesse colpire, se i cacciatori, oppure proprio i cani, né per quale motivo. Ferma la presa di posizione del sindaco e delle istituzioni locali. Il mondo politico e amministrativo condanna la gravità dell’accaduto, chiedendo giustizia e chiarezza. «Non mi rimane che deprecare questo gesto da parte di ignoti - dichiara il primo cittadino di Zoppola Antonello Tius -. È difficile commentare un’azione vile contro gli animali: non è giustificabile ma nemmeno comprensibile. Si può avere un’avversione per la caccia, ma tutto ciò è assurdo e soprattutto non è perdonabile e faremo sicuramente quanto è possibile di nostra competenza». Un sentimento di profonda indignazione condiviso anche dal resto dell’amministrazione attraverso le parole di chi ha raccolto in prima persona il dolore e lo sgomento del cittadino colpito.
LE REAZIONI
Il consigliere comunale Gianni Sartor, infatti, ieri mattina è stato informato dal cacciatore seriamente preoccupato, proprio per il legame fortissimo con il suo cane. «Gli attentati agli animali sono una vergogna – afferma il consigliere comunale –. A commettere queste azioni non possono essere che dei pazzi con grande cattiveria gratuita, lo trovo inqualificabile e assurdo».
I PRECEDENTI
La gravità del fatto riapre ferite mai del tutto rimarginate nella memoria collettiva del paese, dimostrando come la mano della crudeltà umana abbia già colpito in passato con modalità analoghe e raccapriccianti. Sartor ricorda che qualche anno fa nel comune erano stati avvelenati dei felini mettendo l’antigelo nel latte, una pratica di una malvagità inaudita che aveva insanguinato le strade del comune. «I gatti – spiega il consigliere – morivano tra mille torture». Un precedente che rende la situazione odierna ancora più allarmante, evidenziando la presenza sul territorio di soggetti pericolosi e spregiudicati contro chi non ha armi per difendersi. Proprio come un gatto o un cane, che rimane il migliore amico dell’uomo, fedelissimo e sempre vicino. Per evitare che la situazione degeneri ulteriormente e che altri animali o persone possano correre rischi mortali, la reazione delle autorità è stata tempestiva e rigorosa.
LA MISURA
Sartor ha fatto sapere che immediatamente è stata avvertita la Forestale e che con ogni probabilità verrà transennata la zona per fare ulteriori controlli, vista la pericolosità, ponendo la massima attenzione sulla tutela della sicurezza pubblica, della fauna e dei frequentatori di un’area che ora richiede la massima vigilanza. Qualora venisse trovato l’autore dei bocconi con i chiodi non resterà impunito.
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