Secondo la donna le azioni del marito le avrebbero portato danni sul piano psico-fisico e su quello professionale
Aveva chiesto 600 mila euro di risarcimento per essere stata sanzionata e licenziata dal marito quando erano in fase di separazione. Ma il Tribunale di Firenze ne ha concessi solo 50 mila. Al centro della vicenda una coppia fiorentina, che per 20 anni ha lavorato insieme in un’azienda cittadina del settore della moda.
Perché la donna ha denunciato il marito
Secondo le ricostruzioni, la donna sarebbe stato colpita a livello affettivo e lavorativo dal marito. Innanzitutto, dal 2021 l’uomo l’avrebbe tradita iniziando una relazione extraconiugale. Poi facendo valere il suo potere di amministratore unico della società, l’avrebbe sanzionata senza un vero motivo e poi l’avrebbe licenziata, proprio durante la fase di separazione. A detta della donna, le azioni del marito le avrebbero portato danni sul piano psico-fisico e su quello occupazionale, con l’impoverimento della capacità professionale acquisita e perdita di chance di carriera.
Perché la richiesta del maxi-risarcimento di 600 mila euro
Il comportamento è stato ritenuti illegittimo dalla donna, che ha denunciato il fatto e chiesto danni per 600 mila euro. Stando alle motivazioni fornite dai suoi avvocati, riportate dal Corriere della Sera, «si tratta di un’opera di demolizione personale e professionale, concretizzatesi in condotte addirittura deleterie per l’interesse della nostra assistita, finalizzate ad escluderla dalla vita aziendale». Le conseguenze delle azioni del marito, secondo la donna, avrebbe giustificato il maxi-risarcimento richiesto.
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La situazione analizzata dal giudice in Tribunale
Dopo aver analizzato la situazione lavorativa, il giudice di primo grado del Tribunale civile di Firenze ha chiarito alcuni aspetti della vicenda. Innanzitutto, ha stabilito che la donna avesse avuto un ruolo importante nell’azienda e fosse dotata di autonomia operativa. Nonostante ciò, le decisioni finali della società erano in mano al marito, che era l’amministrato unico. Inoltre, le discussioni tra i due avvenute sul luogo di lavoro non avrebbero avuto un reale collegamento con l’azienda, ma erano frutto di situazioni personali.
Cos’ha deciso il giudice del Tribunale di Firenze
Per quanto riguardava le sanzioni, secondo il Tribunale «non sono idonee ad integrare una giusta causa di licenziamento, ne consegue che deve essere dichiarato illegittimo». La richiesta del maxi-risarcimento di 600 euro è stata così accolta solo in parte dal giudice, che ha stabilito che alla donna spettino solo 50 mila euro.
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