Il ceo uscente della Apple mette sul tavolo la possibilità di far pagare Siri a chi la userà estensivamente quando arriverà la versione alimentata dall'AI
La nuova versione di Siri alimentata dall’intelligenza artificiale è in arrivo e promette di rivoluzionare la storica assistente personale di Apple. Durante l’ultima riunione con gli investitori, però, il ceo uscente di Cupertino Tim Cook (che a settembre passerà la palla a John Ternus) ha parlato di una possibile monetizzazione ulteriore della nuova tecnologia: «Crediamo che ci saranno persone che vorranno utilizzarla (Siri ndr) molto, quindi offriremo delle possibilità di upgrade per iCloud Plus», ha detto. Il motivo della scelta è da ricercare nei recenti sviluppi della cultura aziendale globale che circonda l’AI: è molto più costosa del previsto.
Cosa potrà fare Siri AI
«Il team di Apple è entusiasta all’inverosimile di Siri AI» ha detto Cook, sia perché l’azienda può finalmente mantenere le promesse di automazione fatte diversi anni fa, sia perché questo upgrade dovrebbe dare all’assistente vocale di Apple capacità non dissimili da quelle di un chatbot all’avanguardia come ChatGPT. La nuova assistente virtuale avrà sotto il cofano Google Gemini e sarà disponibile sui dispositivi che supportano iOS 27, iPadOS 27, macOS 27 e VisionOS 27. Siri AI avrà anche un’app dedicata, opzioni di personalizzazione, la capacità di comprendere e analizzare le immagini e un nuovo design. Alcune delle sue funzionalità più all’avanguardia (qui l’analisi completa) includono trovare i biglietti per un concerto impostando in automatico un promemoria per comprarli, navigare mail e messaggi per ritrovare un’informazione, come “Chiama il ristorante di stasera”, creare un album fotografico personalizzato per una persona cara con le sue foto e persino identificare un luogo da un’immagine.
Perché chi usa tanto Siri dovrà pagare di più
Essendo alimentata dall’intelligenza artificiale, la nuova Siri funzionerà secondo il meccanismo dei token, dei gettoni. Vista la grande quantità di potenza di calcolo necessaria a produrre un risultato con un’AI, l’industria ha scelto di regolarne il consumo stabilendo che ogni richiesta fatta consuma dei gettoni. Prolungare una conversazione facendo altre domande richiede ulteriori gettoni, così come cambiare argomento: si può immaginare il funzionamento di un’AI come un cabinato da sala giochi, per continuare a giocare servono altri gettoni. L’accordo tra Apple e Google per far funzionare Siri AI, probabilmente, comprende una quantità media di gettoni gratuiti da fornire a ciascun utente. Visto che l’azienda di Cupertino lo immagina come un servizio di massa, questa quantità deve essere molto ingente ma c’è un problema: le spese per dei token aggiuntivi possono rapidamente andare fuori controllo.
Quando arriva il conto dell’AI
Tra fine 2025 e inizio 2026, in molte aziende che volevano incoraggiare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per giustificare gli enormi investimenti fatti, è emersa la cultura del Tokenmaxxing: usare quanti più gettoni possibile per automatizzare quante più mansioni possibile sul posto di lavoro. Visto che l’AI, a livello aziendale, si paga in base ai gettoni consumati, lo scorso maggio è arrivato il conto, e nessuno era pronto per le bollette da capogiro presentate dalle aziende di AI. Il CTO di Uber, Neppalli Naga, ha dichiarato a di essere «tornato al punto di partenza perché il budget che pensava di utilizzare per tutto il 2026 è andato in fumo prima di arrivare a metà anno». L’arrivo del conto salato che l’azienda si è ritrovata con Claude Code ha rappresentato un «momento di shock per il team che ci ha portato a mettere in discussione il consumo di token e i relativi costi rispetto al personale». Il fenomeno ha raggiunto livelli tali per cui un’azienda rimasta anonima è arrivata a spendere 500 milioni di dollari in un mese per i gettoni di Claude, una cifra che sarebbe insostenibile anche per un gigante come Apple. Grazie a questi recenti sviluppi è possibile inquadrare quello che molto probabilmente sarà il modello di business di Siri AI: un generoso tetto di interazioni gratuite per ciascun utente con la possibilità, per chi supera la soglia, di sottoscrivere un qualche tipo di abbonamento per avere più gettoni.
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