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- Chi era Alessio Borelli, il 41enne assassinato in casa a Corsico: “Ha lottato prima di essere ucciso”
Ferite sul collo dell’impiegato trovato morto in sala. I vicini hanno raccontato di una discussione, la porta chiusa dall’esterno. Dieci anni fa l’arresto per spaccio di droga per chemsex

Un'immagine tratta dal profilo Facebook di Alessio Borelli, il 41enne trovato morto nella sua abitazione di Corsico

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Il forte odore proveniente dall’appartamento dell’ottavo piano. L’allarme immediato ai vigili del fuoco, la porta chiusa e l’ingresso da una finestra. La scoperta del cadavere in sala in una pozza di sangue, in avanzato stato di decomposizione. E la possibile arma del delitto, un coltello, proprio accanto al corpo.
Sono gli elementi di partenza dell’indagine dei carabinieri sull’omicidio di Alessio Borelli, quarantunenne nativo di Treviglio (Bergamo), ritrovato senza vita ieri pomeriggio nell’abitazione in affitto nello stabile di via Parini 11 a Corsico: secondo le prime informazioni, sarebbe stato colpito con alcuni fendenti al collo, ma non è escluso che sia stato anche strangolato.

Il 41enne Alessio Borelli è stato trovato senza vita nella sua abitazione di via Parini a Corsico: per i carabinieri è stato un omicidio
La chiamata dei vicini
La chiamata di alcuni vicini di casa ha innescato prima l’intervento dei pompieri e poi le indagini dei militari sotto il coordinamento del pm di turno Ilaria Perinu, che si è recata sul posto per un’ispezione insieme agli investigatori dell’Arma. Stando a quanto emerso finora, l’uomo, che viveva da solo, aveva diversi precedenti per droga, tutti da pusher di piccole quantità di stupefacenti: circa dieci anni fa, era finito ai domiciliari per aver venduto sostanze usate per il cosiddetto “chemsex”. Lavorava come addetto al call center per una multinazionale specializzata in servizi di telecomunicazioni che ha sede in via Caboto, a un paio di chilometri dal domicilio del quarantunenne.
La lite sospetta
Le condizioni del corpo hanno fatto subito pensare, al netto delle elevate temperature che stanno caratterizzando questa torrida estate e che potrebbero aver accelerato il processo di putrefazione, che Borelli sia stato assassinato alcuni giorni fa: alcuni residenti avrebbero riferito di una lite a inizio settimana. Poi più nulla. Gli accertamenti partiranno quindi dalle testimonianze di chi ha riferito di quella discussione ad alta voce e dall’analisi delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona, che potrebbero aver ripreso l’arrivo o la fuga dell’omicida.
La vita privata di Borelli
La vita e le frequentazioni recenti e passate del quarantunenne saranno passate al setaccio con estrema attenzione per trovare spunti in grado di suggerire una pista o un possibile movente del raid killer: la casa a soqquadro lascia ipotizzare che Borelli abbia lottato con il suo assassino prima di soccombere. A tal proposito, potrebbe rivelarsi fondamentale il sopralluogo delle tute bianche della Sezione investigazioni scientifiche del Nucleo investigativo di via Moscova, andato avanti fino a sera inoltrata, che potrebbe aver isolato tracce biologiche o impronte digitali all’interno dell’appartamento a soqquadro.

Il sindaco Stefano Ventura e i carabinieri
L’analisi dei tabulati telefonici
Non si sa se l’assassino si sia portato via pure il cellulare della vittima o altri oggetti personali di Borelli, ma i militari analizzeranno i tabulati telefonici. Ieri sul luogo del ritrovamento è arrivato anche il sindaco di Corsico Stefano Ventura: “Ho appreso la notizia del corpo privo di vita rinvenuto in un appartamento di via Parini e mi sono recato sul posto – ha dichiarato il primo cittadino –. Sono in contatto con i carabinieri di Corsico che stanno svolgendo, fin dai primi istanti, un serrato lavoro di indagine per ricostruire ogni dettaglio sull’accaduto”. E ancora: “Come Comune, siamo ovviamente a disposizione e garantiamo massima collaborazione agli inquirenti, anche con l’eventuale utilizzo delle telecamere collocate sul nostro territorio. La vittima, un quarantunenne italiano, non era nota all’ente e non avevamo mai ricevuto segnalazioni a riguardo. Spero si possa fare luce quanto prima su questo efferato crimine”.
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