Ceuta, Madrid: “Situazione quasi nella norma”. Sanchez scrive a Bruxelles per una riunione con i 27

2026/08/01

Categories: world-news

L'enclave spagnola

84 i morti in mare. Il governatore locale: "60mila persone giunte in poche ore". Von der Leyen: "Ok a videocall chiesta da Sanchez, nessuno ha raggiunto la Spagna o l'Ue". Meloni: "Linea italiana condivisa da un numero sempre maggiore di Nazioni"

Il presidente di Ceuta: "La situazione non è ancora tornata alla normalità"

“A Ceuta la situazione non è ancora tornata alla normalità” ha affermato il presidente della città autonoma, Juan Jesus Vivas, durante una conferenza stampa con il leader del Partito Popolare, Alberto Nunez Feijoo, facendo il punto sulla crisi migratoria. Vivas ha spiegato che i rimpatri ‘volontari’ avviati ieri “si stanno sviluppando con notevole intensità” una circostanza della quale, ha detto, “i cittadini di Ceuta si rallegrano”.

“Tuttavia, a Ceuta la situazione non è ancora tornata alla normalità” ha ribadito, sottolineando che nell'exclave “restano ancora diverse migliaia di persone” che devono essere rimpatriate nel loro Paese d'origine. “Ancora oggi a Ceuta c'è un clima, uno stato d'animo della popolazione segnato dall'inquietudine e dalla preoccupazione” ha evidenziato, nel ribadire la necessità che tutte le amministrazioni dello Stato mantengano una risposta ferma di fronte a “una delle fasi più critiche e difficili” della storia recente di Ceuta. Il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, aveva assicurato che “la situazione a Ceuta era tornata alla quasi normalità” dopo gli arrivi in massa dei migranti a inizio settimana.

Von der Leyen: "Nessuno ha raggiunto la Spagna e l'Ue da Ceuta"

“Ho avuto una videocall con i commissari europei Magnus Brunner e Dubravka Suica per un aggiornamento sulla situazione a Ceuta. La buona notizia è che la stragrande maggioranza di coloro che sono arrivati illegalmente è tornata in Marocco, grazie all'efficace lavoro delle forze dell'ordine spagnole e marocchine. Nessuna persona ha raggiunto la Spagna continentale o il resto dell'Ue”, scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Auto bruciate in Marocco, vicino alla frontiera di Ceuta

Auto bruciate poco fuori la frontiera di Ceuta e persino la carcassa un autobus andato a fuoco, negli scontri della notte. I migranti respinti dalla polizia marocchina e da quella spagnola hanno tentato di fare barriera, incendiando auto nel tentativo di difendersi, ma si sono poi arresi allontanandosi dall'area di confine. Dalle prime ore di questa mattina, in centinaia ripercorrono a ritroso la strada che nei giorni scorsi li aveva portati nell'enclave spagnola in Marocco. Rassegnati e provati dalla fatica, sono in maggioranza ragazzi a camminare sul lungomare in ordine, verso il valico di Tarajal, col presidio della polizia lungo tutto il percorso.

Von der Leyen: "Lettere da diversi leader Ue, ok a videocall straordinaria"

La gestione della crisi migratoria a Ceuta dimostra “perché il controllo delle nostre frontiere europee è importante. Abbiamo un sistema solido, ma deve essere ulteriormente rafforzato. Dobbiamo rimanere vigili in ogni punto di ingresso critico e mantenere uno stretto coordinamento tra tutte le autorità” scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un post su X, in cui afferma che l'Ue ha bisogno di “un processo di apprendimento dagli errori commessi per migliorare la nostra resilienza europea”.

“La Commissione - aggiunge la leader - ha offerto il suo sostegno alla Spagna fin dal primo momento. Ho ricevuto lettere da diversi leader e accolgo con favore la richiesta di una videoconferenza straordinaria per fare il punto su quanto accaduto. La lotta contro l'immigrazione clandestina richiede solidarietà e una risposta europea unitaria”.

Media: altri 17 corpi recuperati sul lato marocchino della costa a Ceuta

Sarebbero almeno altri 17 i cadaveri di migranti morti nel tentativo di raggiungere a nuoto l'exclave di Ceuta in Marocco, recuperati dalle forze di sicurezza dal lato marocchino della costa, secondo quanto riferito dai media di Rabat. Il recupero dei corpi, assieme ai 67 cadaveri ritrovati dalle forze di sicurezza spagnole nelle acque dell'esclave iberica, eleva a 84 il numero complessivo di vittime della crisi migratoria degli ultimi giorni. A queste si aggiungono almeno altre 30 persone morte nelle traversate a nuoto verso Ceuta censite da inizio anno dalle autorità iberiche.

Il ministro dell'Interno spagnolo: "Attacco alla nostra integrità territoriale, difendere le frontiere dall'immigrazione irregolare è salvare vite"

“Contrastare l'immigrazione irregolare significa salvare vite” ha detto il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, difendendo l'operato del governo. Parlando dalla città autonoma, Marlaska ha ribadito che quanto accaduto è stato “un attacco all'integrità di Ceuta” e ha sostenuto che l'esecutivo ha reagito con rapidità, mettendo in campo “tutti i mezzi e le risorse necessarie” con il rafforzamento di agenti di polizia, guardia civile, l'invio di miitari dell'esercito e di mezzi marittimi e aerei. “La crisi ovviamente non può considerarsi terminata, ma possiamo affermare che i progressi sono molti significativi” ha evidenziato il ministro, assicurando che la situazione a Ceuta “non ha nulla a che vedere” con quella del giorni scorsi e che “la situazione è tornata quasi alla normalità”.

L'esponente del governo ha rivendicato il ruolo della Spagna nella gestione dei flussi migratori, definendola “un modello nell'Unione europea nell'affrontare la politica migratoria nel suo complesso. Bisogna lavorare con determinazione affinché le persone possano vivere nei propri Paesi e per smantellare le mafie” ha aggiunto Marlaska riferendosi agli accordi stretti da Madrid con i Paesi di origine e transito dei migranti e sottolineando che “le frontiere spagnole sono le seconde più sicure dell'Ue” e “le meno permeabili”.

Madrid: "Lo stop a Schengen è un'azione imperdonabile"

Lo stop a Schengen è “un'azione imperdonabile” ha commentato il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande Marlaska, in conferenza stampa a Ceuta, riferendosi alla lettera inviata oggi da Pedro Sanchez a Bruxelles, in cui il premier chiede una riunione dei ministri dell'Interno dei Ventisette, criticando lo stop a Schengen annunciato dall'Italia per l'arrivo in massa di migranti nell'exclave spagnola in Marocco. “È vero che la maggior parte dei Paesi dell'Ue ha manifestato il suo sostegno alla Spagna in una situazione difficile, complessa, che abbiamo invertito in un breve lasso di tempo. Ma ci sono altri Paesi che hanno manifestato un'atteggiamento assolutamente egoista, insolidale, poco responsabile” ha detto il ministro.

Meloni: "La linea dell'Italia su Ceuta è condivisa da un numero sempre maggiore di nazioni"

“Le immagini arrivate da Ceuta hanno dimostrato ancora una volta quanto sia urgente una risposta europea all'immigrazione clandestina. Per questo l'Italia ha promosso, insieme alla Danimarca, una lettera sottoscritta da 22 Stati membri dell'Unione europea, che chiede un'azione comune per rafforzare le frontiere esterne, contrastare l'immigrazione irregolare, combattere i trafficanti di esseri umani, rendere più efficaci i rimpatri ed eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali. È un segnale importante: la linea che l'Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di Nazioni europee” scrive la premier Giorgia Meloni su X. “La difesa delle frontiere esterne dell'Unione non è l'interesse di una singola Nazione. È una responsabilità comune dell'Europa” aggiunge la presidente del Consiglio.

Il ministro dell'Interno di Madrid: "La situazione a Ceuta è tornata quasi alla normalità"

“In meno di 48 ore, si sta raggiungendo la normalità a Ceuta”, dopo l'arrivo in massa di circa 50.000 persone e il ritorno della gran parte nel Paese d'origine, e “chi è entrato in maniera irregolare non ha alcuna opzione di regolarizzazione” afferma il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, in conferenza stampa a Ceuta dopo la riunione con il delegato del governo nell'exclave sulla crisi dei migranti. “La strumentalizzazione dell'immigrazione irregolare da parte delle mafie costa vite” ha affermato il ministro, nel confermare che “almeno 67 persone sono morte” nel tentativo di raggiungere a nuoto la città autonoma.

Notte di tensione al centro per immigrati di Ceuta, un marocchino ferito in una rissa

Notte di tensione a Ceuta, dove un migrante marocchino è rimasto ferito da una coltellata al costato, sferrata da un connazionale al culmine di una lite nei pressi della scuola Andres Manjon. L'aggressore è fuggito prima dell'arrivo delle forze di polizia, mentre il ferito è stato trasportato in ospedale, riporta l'agenzia Europa Press. Contemporaneamente, diverse decine di migranti accampati all'esterno del Centro di permanenza temporanea per immigrati(Ceti), ormai completo, hanno tentato di entrare con la forza nella struttura, abbattendo una parte della recinzione perimetrale. La polizia nazionale è intervenuta con un importante dispositivo, istituendo un cordone di sicurezza attorno al centro e riportando la situazione sotto controllo. Secondo fonti di polizia riferite dai media, all'esterno del Ceti si trovano oltre 500 persone in attesa di essere accolte, mentre l'accesso è stato consentito soltanto a donne e bambini per ragioni umanitarie. Fonti del ministero dell'Interno riferiscono all'ANSA che la notte nella città autonoma è trascorsa in tranquillità. 

Italia e Danimarca promuovono lettera alla Ue su Ceuta, firmano in 22

Italia e Danimarca hanno promosso una lettera ai vertici Ue "in relazione ai recenti sviluppi alla frontiera esterna dell'Unione europea a Ceuta". La missiva, firmata da 22 Paesi tra cui non compaiono tra gli altri Spagna e Francia, indirizzata al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente di turno del Consiglio dell'Unione europea, Micheál Martin, chiede alla presidenza irlandese la "convocazione urgente di una videoconferenza straordinaria dei ministri dell'Interno" per una valutazione congiunta della situazione e la definizione di una "risposta europea coordinata".

Sanchez scrive a Bruxelles per riunione urgente dei ministri Interni

II presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, ha inviato oggi una lettera alle istituzioni europee per esprimere "seria preoccupazione riguardo alla recente reazione che alcuni governi europei hanno mostrato" rispetto ala crisi migratoria di Ceuta. Nella lettera, visionata dall'ANSA, Sanchez sollecita la convocazione di una riunione urgente dei ministri degli Interni dei Ventisette, per "stabilire una risposta comune" e "riaffermare che la sicurezza dei nostri confini esterni è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri, e non solo di quelli sulla prima linea dell'Unione", si legge.

Sale a 67 numero vittime a Ceuta

Il bilancio delle vittime della crisi al confine tra l'enclave spagnola di Ceuta e il Marocco è salito a 67. Lo afferma il governo spagnolo.

Presidenza UE: “Da Ceuta non ci sono flussi verso l'Europa, convocata riunione anti-crisi”

Un portavoce della presidenza irlandese dell'Ue, che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione, ha reso noto che “È stato confermato che oltre 37.500 persone sono già rientrate volontariamente in Marocco e che non vi sono ulteriori flussi migratori da Ceuta verso il continente europeo o altri stati membri”. Oggi si terrà una prima riunione a livello europeo che è stata convocata dall'Irlanda, che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione.

LEGGI PER APPROFONDIRE

Cosa prevede l'accordo di Schengen e in quali casi può essere sospeso (Video)

Il servizio di Alessandro Carboni

Il Marocco respinge tentativi di assalto dei migranti a Melilla

Le forze di sicurezza marocchine hanno respinto in serata diversi tentativi di ingresso irregolare a Melilla, impedendo a gruppi di migranti di raggiungere la barriera di confine in vari punti della frontiera. Lo riferiscono la delegazione del governo e testimoni citati dall'Efe, secondo cui uno dei tentativi, nei pressi del valico di Beni Anzar, è stato contenuto dalla gendarmeria marocchina con l'impiego di mezzi antisommossa.
Dopo la scorsa notte di forte pressione migratoria sull'enclave spagnola in Marocco, conclusasi con l'ingresso di circa 130 persone, il presidente di Melilla, Juan José Imbroda, ha reso noto che nel centro di accoglienza per minori 'La Purisima' della città autonoma sono ora ospitati 260 minori migranti, oltre il triplo del limite di 83 posti fissato dal governo spagnolo. Prima degli ultimi arrivi, ha spiegato Imbroda all'Assemblea regionale, a Melilla erano già presenti 180 minori stranieri. 

Proteste anti-immigrazione davanti sedi diplomatiche del Marocco in Spagna

Centinaia di manifestanti anti-immigrazione sono scesi questa sera in piazza davanti all'ambasciata del Marocco a Madrid e al consolato marocchino di Barcellona per protestare contro la crisi migratoria di Ceuta.
Secondo la prefettura, alla manifestazione nella capitale iberica hanno partecipato diverse centinaia di persone, mentre i media spagnoli stimano in circa 500 i manifestanti a Barcellona.
A Madrid, all'insegna dello slogan 'Guerra al invasor!", i manifestanti hanno denunciato quella che hanno definito "un'invasione" migratoria, scandendo slogan come "La Spagna è cristiana e non musulmana" e mostrando striscioni con la scritta 'Remigration', slogan caro ai movimenti dell'estrema destra europea. Alcuni manifestanti hanno effettuato il saluto romano.
Nel mirino anche il premier Pedro Sanchez, insultato e accusato di "vendere la Spagna ai musulmani". A Barcellona, dove il presidio è stato convocato con lo slogan "Defensa Catalunya, Defiende Espanya', sono stati rivolti insulti e consegne contro il re Mohammed VI del Marocco e il governo spagnolo. Sui muri nei pressi del consolato è comparsa anche una scritta con la frase: "Pedro Sanchez hijo de puta".
Le mobilitazioni si sono svolte nel clima di tensione seguito all'ondata di arrivi irregolari nell'enclave spagnola di Ceuta, che ha alimentato lo scontro politico e concentramenti di protesta. 

Piantedosi: “Controlli alla frontiera con Spagna sono misura cautelativa”

''Non c'è nulla di grave. È una misura molto importante, ma cautelativa, che abbiamo assunto per un mese e che potrà essere rivista''. Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, intervenendo nel faccia a faccia con Andrea Pancani alla serata inaugurale della rassegna 'Sabaudia Incontra 2026', organizzata in collaborazione con il Comune di Sabaudia nella Corte Comunale di Sabaudia, rispondendo a una domanda sui controlli ripristinati alla frontiera con la Spagna dopo i recenti arrivi registrati nell'enclave di Ceuta.
''Si tratta di una misura che gli Stati dell'Unione europea possono adottare in determinate situazioni, ripristinando controlli mirati e specifici nei confronti dei cittadini di Paesi terzi'', ha spiegato Piantedosi. ''Non viene messa in discussione la libera circolazione dei cittadini europei. I turisti italiani in Spagna e quelli spagnoli che vengono in Italia non subiranno nulla di diverso da quanto già accade''.
Il ministro ha ricordato che l'Italia applica già un analogo provvedimento da oltre un anno lungo la frontiera orientale con la Slovenia. ''Sono controlli che consentono di verificare che non vi siano ingressi di cittadini di Paesi terzi che si avvantaggino della libera circolazione prevista da Schengen'', ha osservato. Piantedosi ha quindi spiegato di aver riunito il Comitato di analisi e informazione sulla sicurezza delle frontiere e per il contrasto all'immigrazione, con la partecipazione anche dei rappresentanti dell'intelligence. ''È stata fatta una valutazione cautelativa rispetto ai motivi di sicurezza che potrebbero derivare da una possibile estensione degli arrivi sul territorio europeo'', ha concluso.

Musk posta video assalto zombie su crisi Ceuta, situazione pazzesca

Elon Musk, facendo riferimento a quanto sta accadendo a Ceuta, ha pubblicato sul suo profilo X un filmato dove paragona i fatti a un'invasione da parte degli zombie. "La situazione in Spagna sembra pazzesca!", scrive mentre scorrono le immagini del film 'World War Z'.

Il Portogallo vuole rafforzare i controlli alle frontiere nel sud

Il primo ministro portoghese Luis Montenegro ha annunciato la sua intenzione di rafforzare i controlli alle frontiere terrestri e marittime nel sud del Paese, a seguito della crisi migratoria di Ceuta.
"Ci sono motivi per rafforzare la presenza delle forze dell'ordine nei controlli di frontiera", sia terrestri che marittimi, in particolare "nel sud" del Paese, ha dichiarato Montenegro durante una visita.
Il capo del governo ha reagito all'afflusso di migranti a Ceuta, dove si stima che circa decine di migliaia di persone siano entrate negli ultimi giorni attraversando illegalmente il confine tra il Marocco e questa enclave spagnola sul continente africano.
"Non credo ci siano motivi per sospendere le regole dell'area Schengen", ha affermato il primo ministro. "La situazione è grave", ha riconosciuto, ma "esistono meccanismi per ripristinare la situazione in modo controllato", ha aggiunto.
Il governo portoghese aveva precedentemente indicato in una dichiarazione che le forze dell'ordine stavano agendo "di concerto" con le loro controparti spagnole. Il gruppo parlamentare del partito di estrema destra Chega, principale forza di opposizione, ha annunciato che presenterà un'iniziativa volta a ripristinare i controlli alle frontiere terrestri con la Spagna.

Ue: sospensione Schengen deve essere giustificata

La Commissione europea ha specificato che, qualora uno Stato membro decidesse di ripristinare i controlli alle frontiere con un altro Paese dell'area Schengen, come annunciato dall'Italia in merito ai suoi confini con la Spagna a causa della crisi migratoria di Ceuta, tale decisione deve essere notificata e giustificata alle istituzioni europee. "I regolamenti stabiliscono che gli Stati membri possono, eccezionalmente e temporaneamente, ripristinare i controlli alle frontiere interne come ultima risorsa per far fronte a gravi minacce all'ordine pubblico o alla sicurezza nazionale", e quando tale minaccia e' "imprevedibile e richiede un intervento immediato", ha spiegato un portavoce della Commissione.
Il portavoce ha tuttavia sottolineato che lo Stato membro in questione deve notificare la propria decisione "alla Commissione, al Consiglio, al Parlamento e agli altri Stati membri, e spiegare in che misura la situazione di Ceuta costituisca una grave minaccia al suo ordine pubblico o alla sua sicurezza interna".
D'altro canto, e' anche possibile reintrodurre i controlli alle frontiere marittime interne, sebbene, secondo il Codice delle frontiere Schengen, "restano in vigore le norme speciali applicabili a Ceuta e Melilla, il che significa che i controlli alle frontiere esistono tra Ceuta e Melilla e il resto dell'area Schengen". 

Migranti: lunedì riunione ambasciatori Ue su crisi a Ceuta

Gli ambasciatori dei paesi dell'Unione Europea sono stati convocati lunedì per una riunione straordinaria per affrontare la crisi migratoria a Ceuta. Lo fanno sapere fonti di Bruxelles. L'incontro servirà a "valutare l'evoluzione della situazione e facilitare il coordinamento", ha spiegato un portavoce irlandese a El Mundo, il cui paese detiene la presidenza di turno del Consiglio dell'Ue in questo semestre.
L'Irlanda ha inoltre convocato una riunione per domani, sabato, nell'ambito del meccanismo di risposta integrata alle crisi politiche, uno strumento dell'Ue già attivato in passato per affrontare crisi migratorie. Questo incontro "offrirà agli esperti degli Stati membri l'opportunità di discutere i flussi migratori verso Ceuta degli ultimi due giorni, il numero di persone rientrate in Marocco oggi, il sostegno che l'Ue sta fornendo alla Spagna per gestire la situazione e gli sforzi diplomatici con il Marocco", ha spiegato il portavoce.

Madrid: “L'integrità dello spazio Schengen è assolutamente garantita”

"Praticamente tutto coloro che sono entrati a Ceuta sono già tornati in Marocco". E' quanto assicura in un messaggio su X il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, rispetto alla crisi migratoria nell'enclave iberica.
Albares ricorda che "non è possibile trasferirsi da Ceuta e Melilla alla Penisola" iberica "senza identificarsi a un controllo di polizia".
"L''integrità dello spazio Schengen è assolutamente garantita", scrive il ministro. "Basta fare confusione interessata", conclude.

Fonti: non ancora notificato all'Ue lo stop a Schengen dell'Italia

L'Italia, a quanto si apprende a Bruxelles, non ha ancora notificato la chiusura di Schengen con la Spagna all'Ue. Quando ciò verrà fatto la Commissione valuterà la situazione. "Gli Stati membri possono, in via eccezionale e temporanea, reintrodurre i controlli alle frontiere interne come ultima risorsa, per far fronte a gravi minacce all'ordine pubblico o alla sicurezza nazionale", spiega un portavoce Ue sottolineando che l'Italia "dovrebbe notificare a Commissione, Consiglio,  Parlamento e agli altri Stati spiegando in che modo la situazione a Ceuta costituisca una grave minaccia all'ordine pubblico o alla propria sicurezza".

VIDEO - Assalto a Ceuta, ma la porta d'Europa è chiusa"

Decine di migliaia arrivano nell'exclave spagnola e poi tornano in Marocco: da lì non si passa in Europa, serve il visto. Cronaca e ragioni di una crisi.

Meloni: "Sospensione di Schengen temporanea con attenzione ai flussi turistici"

"Il Governo ha deciso di sospendere  temporaneamente il regime di libera circolazione previsto da Schengen  nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, reintroducendo i  controlli di frontiera. Si tratta di una misura straordinaria,  adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili  ripercussioni per la nostra Nazione. La misura sarà mantenuta in  vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a  limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi". Lo scrive su  X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

"Parallelamente, l'Italia -aggiunge la premier- è pronta a sostenere  ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole  necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne  dell'Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso.  Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini,  contrastare l'immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che  trafficano esseri umani".

Viminale: "Con lo stop a Schengen più controlli solo a cittadini extra Ue"

Il ripristino dei controlli in ingresso alle frontiere aeree e marittime con la Spagna non comporterà alcuna modifica ai viaggi dei cittadini spagnoli ed europei verso l’Italia che continueranno, come di consueto, a poter arrivare nel nostro Paese senza alcun aggravio burocratico. Per chi dall’Italia si recherà in Spagna non cambia nulla. Lo si apprende da fonti del Viminale, che specificano che la sospensione resterà in vigore per un mese a partire da domani, 1 agosto. I controlli saranno mirati e riguarderanno solo i cittadini di Paesi terzi (extra Ue) provenienti dalla Spagna al fine di verificare la loro regolarità in ingresso in Italia.

Tajani: "Lo stop a Schengen con la Spagna scelta ineludibile"

"La sospensione temporanea di Schengen con la Spagna è una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e difendere le frontiere europee. Una misura prevista dai trattati e resa oggi ineludibile". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani."La crisi dei migranti a Ceuta - ha proseguito Tajani - ci ricorda che la gestione dei confini dell'Unione è responsabilità comune dei nostri Paesi, l'uno verso l'altro. Occorre lavorare insieme per evitare che flussi incontrollati di migranti entrino nel territorio dell'Ue, con tutti i rischi conseguenti e con la minaccia del terrorismo, che va contrastato senza incertezze".

Tusk: "La Spagna segua l'esempio della Polonia o Schengen non sopravvive"

Il primo ministro di Varsavia, Donald Tusk, ha dichiarato che "la Spagna deve seguire l'esempio della Polonia se vogliamo che Schengen sopravviva" e ha difeso le misure adottate dal suo Paese contro l'immigrazione clandestina, tra cui leggi più severe in materia di asilo e la costruzione di barriere al confine con la Bielorussia. "La Spagna deve prendere esempio da noi se vogliamo che Schengen sopravviva", ha scritto Tusk in un messaggio su X, commentando il massiccio ingresso illegale a Ceuta di decine di migliaia di persone provenienti dal Marocco. "Abbiamo investito miliardi di euro e mobilitato migliaia di soldati, agenti di polizia e guardie di frontiera".

Sanchez: "Solidarietà e empatia sono facoltative, ma rispetto dei dati no"

"La solidarietà e l’empatia sono facoltative. Il rispetto dei Trattati europei e dei dati non lo è". E' quanto afferma in un messaggio su X il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, replicando alle critiche rivolte alla Spagna per la crisi migratoria a Ceuta. Nel messaggio Sanchez sottolinea i dati di Frontex sugli ingressi irregolari registrati tra il 2021 e il 2026: 478.600 attraverso l’Italia, 340.600 lungo la rotta dei Balcani occidentali, 259.800 attraverso la Grecia, 234.760 attraverso la Spagna e 48.000 dalla frontiera orientale. "Non è il momento di dividerci. È il momento di continuare a costruire un’Unione europea forte e unita" conclude il premier spagnolo che in precedenza, da Ceuta, aveva definito l'invasione dei migranti come un attacco alla Spagna.

Oltre 48mila migranti entrati a Ceuta ritornati in Marocco

Alle ore 18 di oggi sono state confermate oltre 48.300 partenze da Ceuta verso il Marocco, secondo i dati forniti dal ministero dell'Interno spagnolo. Ciò significa che solo 1.700 di migrati che erano entrati rimangono ancora sul territorio dell'enclave spagnola in Nord Africa.

Media: 57 corpi di migranti recuperati in mare

È salito a 57 il numero di corpi recuperati dalle acque al largo di Ceuta, l'enclave spagnola in Marocco. Almeno 57 persone sono morte nel tentativo di raggiungere la Spagna, la maggior parte annegando mentre cercavano di aggirare a nuoto la diga frangiflutti di El Tarajal, secondo quanto riporta il quotidiano El Pais

Il bilancio delle vittime potrebbe aumentare nelle prossime ore. È in corso un'operazione di ricerca nelle acque vicino al confine, che coinvolge due squadre di sommozzatori (otto agenti) del Gruppo per le Attività Subacquee Speciali (Geas) della Guardia Civil. 

Madrid: oltre 37.500 rientrati in Marocco da Ceuta

Alle ore 15:30 di oggi oltre 37.500 migranti dei 50mila arrivati a Ceuta, sono già rientrati in Marocco. Lo si apprende dal ministero dell'Interno spagnolo.

Ue, "non risultano flussi da Ceuta verso il continente europeo"

"La situazione a Ceuta resta inaccettabile. Ribadisco che non ci sono flussi verso il continente europeo o altri Stati membri. Il codice Schengen fornisce gli strumenti legali che si applicano a Ceuta e Melilla. I controlli sulle persone che partono da Ceuta e Melilla restano operativi". Lo scrive su X il commissario Ue agli Affari Interni Magnus Brunner spiegando che Bruxelles "accoglie con favore la cooperazione tra Spagna e Marocco per gestire la situazione e per rimpatri rapidi. Il Marocco è inserito nella lista Ue dei Paesi d'origine sicuri".

Fonti Ue: molti rientrano volontariamente in Marocco

L'Europa segue da vicino la situazione che si è creata a Ceuta dove nelle ultime ore circa 50mila marocchini hanno fatto ingresso illegale nell'enclave spagnola. Sarebbero molti quelli che in questo momento starebbero facendo rientro volontario in Marocco, lo riferisce un alto funzionario europeo che sta seguendo la situazione.

Sale a 43 il numero dei morti nelle ultime ore nel tentativo di raggiungere Ceuta

È salito a 43 il numero di migranti morti nelle ultime ore nel tentativo di raggiungere Ceuta e i cui cadaveri sono stati recuperati dalle forze di polizia al largo dell'enclave spagnola in Marocco. Lo segnalano fonti della prefettura di Ceuta. Le ultime vittime delle traversate a nuoto verso la città autonoma si uniscono agli oltre 30 morti che erano stati registrati da inizio anno fino a mercoledì, facendo salire a 73 il bilancio - ancora provvisorio - delle persone decedute negli ultimi sette mesi.

Fonti Ue: da Ceuta non si arriva in Spagna o altrove

Chi è entrato irregolarmente a Ceuta non avrà la possibilità di raggiungere la Spagna, né tantomeno altri Paesi membri dell'Ue. Lo assicurano alti funzionari dell'Ue a Bruxelles.

Il codice delle frontiere di Schengen prevede "regole specifiche" per Ceuta e Melilla, a causa della loro peculiarità (sono gli unici territori Ue sulla costa del Nordafrica), che prevengono "ulteriori movimenti verso la Spagna e altri Paesi dell'Ue", dato che tutte le partenze dalle due exclave sono controllate.

"I controlli sulle persone rimangono in vigore" e le autorità spagnole li effettueranno come previsto, assicurano. Inoltre, ricordano le fonti, "il Marocco è sulla lista dei Paesi di origine sicuri", pertanto i rimpatri possono essere effettuati "in modo rapido". Per ora Frontex ha una trentina di persone a Ceuta, che aiutano nei regolari controlli di frontiera: la Spagna non ha chiesto "personale aggiuntivo" ma, se arriverà una richiesta, l'Ue è pronta ad aiutare.

Madrid: 50mila i migranti, la metà ripartiti per il Marocco

I migranti arrivati a Ceuta dal Marocco sono stati circa 50mila e la metà di loro sono già tornati in patria. A chiarirlo è stato il ministero dell'Interno spagnolo, dopo che il governatore locale, Juan Jesus Vivas, aveva parlato di 60mila persone giunte nell'enclave, ricorda El Pais. "Partenze da Ceuta verso il Marocco la mattina del 31 luglio fino alle 13:00: 25mila. Le partenze da Ceuta sono a un ritmo di 150 persone al minuto", ha reso noto il ministero.

Frederiksen sente Meloni, Ue valuti stop Schengen per Spagna

La premier danese Mette Frederiksen ha chiesto all'Unione Europea di esaminare tutte le opzioni dopo il massiccio arrivo di migranti dal Marocco a Ceuta, compresa l'esclusione della Spagna dal trattato di Schengen. "È chiaro che l'Ue deve prendere immediatamente tutte le misure necessarie e considerare tutte le possibilità, anche la sospensione della cooperazione Schengen", ha dichiarato la leader socialdemocratica in una nota, "l'immigrazione incontrollata rappresenta una minaccia per l'Europa e per la Danimarca". Frederiksen ha definito le immagini di Ceuta "scioccanti", ha detto di aver già parlato con la premier Giorgia Meloni che aveva ipotizzato già ieri la chiusura dello spazio Schengen alla Spagna. "Stiamo riunendo i leader europei per discutere la situazione," ha detto.

Presidente Ceuta, "si stima siano entrate 60.000 persone in ultime ore"

"Le stime parlano di circa 60.000persone entrate nelle ultime ore, il che equivale al 70% della popolazione di Ceuta. La situazione è insostenibile". È quanto ha detto il presidente dell'enclave spagnola in Marocco, Juan Jesus Vivas, in dichiarazioni ai media dopo una riunione con il premier Pedro Sanchez, il ministro dell'Interno e i vertici delle forze di sicurezza. " È come se in Spagna in 24 ore entrassero 34 milioni di persone. Una cifra che indica che è assolutamente impossibile assimilare questa pressione", ha segnalato, denunciando la "sensazione di inquietudine, impotenza in alcuni caso di abbandono" della popolazione.

Sanchez, "Mafie responsabili dell'arrivo di migliaia di migranti"

Per il premier spagnolo Pedro Sanchez i responsabili dell'entrata in massa di migranti nell'enclave di Ceuta nelle ultime 24 ore sono "le mafie". Quella in corso, ha detto, è "una delle maggiori crisi" vissute nel Paese, provocata da "una lettura interessata che fa chi traffica con gli esseri umani di una sentenza della Corte Suprema, mediante la quale si dice che non è possibile il rimpatrio delle persone che entrano nel nostro spazio a nuoto". In dichiarazioni ai media, riprese da Tve dopo una riunione coni vertici delle forze di sicurezza Sanchez ha sottolineato che questa lettura delle mafie "si è diffusa come la polvere da sparo attraverso le reti e ha prodotto una valanga delle caratteristiche di quella che stiamo vivendo". In attesa di stabilire se siano necessarie modifiche legislative, il capo del governo ha assicurato che si stanno accelerando le pratiche di espulsione di quanti sono arrivati negli ultimi giorni a Ceuta.

Ceuta, quasi 50mila migranti arrivati in poche ore. Almeno 24 morti (Video)

Eliseo, pronti a fornire sostegno anche con Frontex

Il presidente francese Emmanuel Macron ha ordinato al ministero dell'Interno di adottare "tutte le misure necessarie per rafforzare i controlli al confine con la Spagna" in risposta al massiccio afflusso di migranti dal Marocco a Ceuta, e ha offerto alla Spagna tutto il sostegno di Parigi. "Sono mantenuti i contatti con le autorità spagnole e marocchine per garantire un monitoraggio accurato della situazione e rafforzare il coordinamento tra i vari servizi coinvolti", hanno fatto sapere fonti dell'Eliseo. Riguardo all'offerta di assistenza, le fonti hanno indicato che la Francia è "pronta a fornire alle autorità spagnole tutto il supporto necessario, qualora lo richiedessero, anche attraverso l'agenzia (europea) Frontex".

Sanchez a Ceuta, "è un attacco a sovranità territoriale della Spagna"

"Il governo spagnolo è al fianco della città di Ceuta. E comprendiamo l'emozione, l'angoscia che hanno provato nelle ultime ore, soprattutto da oggi", ha dichiarato il primo ministro socialista durante una visita a Ceuta, prima di definire "quanto accaduto ieri un attacco, una violazione dell'integrità territoriale della Spagna". Sanchez ha espresso "un rimprovero e una condanna al livello più energico possibile" degli arrivi in massa. "È deplorevole", ha aggiunto. 

Von der Leyen, 'immagini inaccettabili a Ceuta, rimpatri siano rapidi'

"Le immagini provenienti da Ceuta sono inaccettabili. Non possiamo permettere a nessuno di entrare nella nostra Unione senza rispettare le nostre regole.   I traversamenti pericolosi devono fermarsi immediatamente. Le reti di contrabbando devono essere smantellate. E i rimpatri devono essere rapidi, come permettono le nostre regole. Ho incaricato due Commissari di supportare il controllo della situazione. Sono fiducioso che la nostra stretta collaborazione con il Marocco porterà risultati concreti." Lo scrive su X la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

Pedro Sánchez al confine di Tarajal, tra l'enclave spagnola di Ceuta e il Marocco

Pedro Sánchez al confine di Tarajal, tra l'enclave spagnola di Ceuta e il Marocco (Afp)

Al Viminale in corso Comitato analisi frontiere dopo emergenza Ceuta

È in corso al Viminale una riunione del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere. Lo si apprende da fonti governative. Durante l'incontro tecnico si starebbe analizzando la situazione alla luce dell'emergenza migranti a Ceuta.

Sale a 24 il numero delle vittime morte per arrivare a Ceuta

Il numero di corpi ritrovati sulla costa di Ceuta nelle ultime ore è salito a 24, dopo il recupero di altri sei questa mattina. Lo hanno riferito fonti umanitarie locali alla radio Cadena Ser. Ieri sono stati ritrovati 15 corpi e altri nove oggi. Le stesse fonti confermano che stanno proseguendo le ricerche di ulteriori vittime.

Sanchez è arrivato a Ceuta

Il premier spagnolo, Pedro Sánchez, è arrivato al valico di frontiera di Tarajal, dove incontrerà i rappresentanti delle forze di Sicurezza dello Stato prima di partecipare a una riunione con le autorità locali e le organizzazioni della società civile sulla crisi innescata dall'arrivo di migliaia di migranti dal Marocco. Lo riporta El Pais, precisando che il premier è accompagnato dal ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska. Il leader socialista è stato contestato da un gruppo di manifestanti che lo hanno accusato di lasciare senza protezione le frontiere e hanno gridato insulti. All'arrivo del premier si sono verificati anche momenti di tensione tra i manifestanti e la polizia.

Chiusura Schengen, la Finlandia appoggia la proposta italiana

La Finlandia ha dichiarato di appoggiare la proposta italiana di chiudere l'area Schengen alla Spagna, dopo che migliaia di migranti sono entrati illegalmente nell'enclave spagnola di Ceuta dal Marocco negli ultimi giorni. "La Spagna ha completamente fallito nel proteggere il confine esterno dell'area Schengen dalle incursioni. Questo non può continuare", ha scritto su X la ministra dell'Interno finlandese Mari Rantanen. "I Paesi che non adempiono al loro obbligo di proteggere il confine esterno non possono essere membri di Schengen", ha continuato.

Fnidq, auto incendiate durante gli scontri tra la folla e la polizia al confine marocchino con Ceuta (Video)

Re Felipe di Spagna sente Sanchez e Vivas

Re Felipe VI ha avuto conversazioni  telefoniche con il premier spagnolo Pedro Sánchez, atteso stamani a  Ceuta, e con il presidente della "città autonoma", Juan Jesús Vivas Lara, incentrate sulla situazione degli ultimi giorni a Ceuta. Lo riferisce El Pais.

Sale il bilancio dei morti nella traversata: almeno 19

Sale ad almeno 19 il bilancio delle vittime tra i migranti che hanno tentato di attraversare ieri a nuoto il valico di frontiera di Ceuta, enclave spagnola nel Nord Africa.

Ministro della Politica Territoriale spagnolo: rimpatri da Ceuta, ma non subito

Il ministro della Politica Territoriale spagnolo, Ángel Víctor Torres, ha dichiarato oggi che la Spagna "procederà al rimpatrio" delle migliaia di migranti entrati nelle ultime ore a Ceuta, grazie agli accordi in essere con il Marocco, precisando che "questo non significa che sarà immediato". In un'intervista a Radio Canarias, riportata da Servimedia, il Ministro ha affermato che la situazione nella città autonoma è "difficile e complessa", ma che, "nel rispetto dei diritti umani e dell'umanità, queste persone saranno rimpatriate nei loro paesi attraverso le procedure stabilite".Torres ha ricordato che la Spagna ha accordi con paesi come Marocco, Mauritania e Senegal, che "devono essere rispettati dai firmatari", precisando che occore prendere in esame "le circostanze di ogni singolo caso" perché "si tratta di persone diverse" ed è necessario appurare se si tratti di "adulti o minori" e agire nel rispetto dei regolamenti e "delle leggi che li riguardano".

Reuters: stima di 49mila migranti in 24 ore

La Reuters, citando una stima riportata dal ministro degli Interni, parla di circa 49mila migranti arrivati a Ceuta nelle ultime 24 ore. Cifra confermata dal quotidiano spagnolo El Pais, che cita la stima delle forze di sicurezza. Questa cifra supera di gran lunga quella registrata durante la precedente crisi migratoria nella città autonoma nel maggio 2021, quando si stimò che oltre 10.000 migranti avessero eluso i controlli di frontiera. L'attuale numero di ingressi rappresenta un aumento di quasi il 50% della popolazione dell'enclave, che conta 83.600 abitanti. 

Continua l'arrivo di migranti a Ceuta, dormitorio a cielo aperto

Centinaia di giovani migranti, molti dei quali minorenni, hanno trascorso la notte nei parchi cittadini, sui prati all'ingresso dei parcheggi pubblici, trasformando la città autonoma in un dormitorio a cielo aperto, con il sistema dell'accoglienza al collasso.  Anche dall'alba di oggi decine di persone hanno continuato a riversarsi in mare per raggiungere a nuoto l'enclave, mentre via terra colonne di migranti tentano di attraversare la frontiera nella zona industriale del Tarajal, secondo le immagini rimandate in diretta dall'emittente Tve. Anche nella notte, migliaia di persone hanno attraversato il confine approfittando della scarsa opposizione iniziale delle forze di sicurezza marocchine, mentre Rabat ha successivamente rafforzato i controlli, con un dispiegamento massiccio di gendarmi, in tre cordoni di polizia alla frontiera di Fnidq, la città marocchina più vicina all'enclave spagnola di Ceuta, impiegando mezzi antisommossa, come i cannoni ad acqua per disperdere i migranti.

Governo spagnolo: no a "uso demagogico" crisi a Ceuta

Fonti del governo spagnolo citate da El Pais hanno respinto "l'uso demagogico e di parte" della situazione a Ceuta, negando qualsiasi collegamento tra il massiccio arrivo dei migranti dal Marocco e la recente procedura straordinaria di regolarizzazione dei migranti. È "falso" che quanti hanno attraversato il confine negli ultimi giorni possano beneficiare di tale procedura, hanno rimarcato le fonti, secondo cui la crisi sarebbe stata innescata piuttosto dall'interpretazione di una sentenza della Corte Suprema che vieta il rimpatrio di quanti raggiungono la costa a nuoto. Secondo le fonti, questa circostanza sarebbe stata "sfruttata da mafie e organizzazioni criminali" per approfittare della vulnerabilità dei migranti.

Marocco accusa "organizzazioni criminali" per la crisi a Ceuta

Il Marocco ha puntato il dito contro "organizzazioni criminali" per il massiccio afflusso di migranti nell'enclave spagnola di Ceuta, definendo quindi "esemplare" la sua cooperazione con la Spagna in materia di migrazione. Lo riporta l'agenzia di stampa spagnola Europa Press, citando fonti diplomatiche dell'ambasciata marocchina a Madrid. "Il Marocco non sostiene né incoraggia la migrazione irregolare dei suoi cittadini - hanno detto le fonti - sono le organizzazioni criminali che approfittano della vulnerabilità delle persone, alimentando false aspettative e mettendo a rischio la loro vita". Alcune fonti del governo spagnolo hanno definito al quotidiano El Pais  "eccellenti" i rapporti tra Spagna e Marocco, sottolineando che il coordinamento bilaterale in materia di migrazione così come per altre questioni rimane "molto stretto". E che i due Paesi hanno concordato meccanismi per il rimpatrio dei migranti che hanno attraversato illegalmente il confine. Madrid e Rabat hanno "contatti costanti a tutti i livelli" per rafforzare il coordinamento e "affrontare e risolvere" la situazione a Ceuta, hanno aggiunto.

Sanchez oggi a Ceuta insieme al ministro degli Interni

Il premier spagnolo Pedro Sanchez è atteso oggi nell'enclave di Ceuta, insieme al ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska, per discutere della crisi causata dall'ingresso di migliaia di persone dal Marocco. Stando a quanto riportato dai media spagnoli, il premier si recherà alle 11:40 al valico di frontiera di Tarajal, dove incontrerà i rappresentanti delle Forze di sicurezza, quindi alle 12 parteciperà a una riunione di coordinamento con il presidente della Città autonoma di Ceuta, Jesus Vivas, il delegato del governo, Miguel Angel Perez, i capi della Polizia e della Guardia Civil, e i direttori del Ceti (Centro di accoglienza temporanea per immigrati) e della Croce Rossa di Ceuta. Al termine della riunione, Sanchez e Vivas rilasceranno dichiarazioni alla stampa.

Presidente Melilla, ieri entrate 300-400 persone

Il presidente della città autonoma di Melilla, Juan José Imbroda, ha affermato che ieri sera tra le 300 e le 400 persone sono riuscite a entrate nell'enclave spagnola dal Marocco, in concomitanza con la crisi a Ceuta. Imbroda, in un'intervista alla radio Cope, ha detto che i tentativi di ingresso sono avvenuti sia via terra, sia via mare. Ha elogiato il lavoro delle forze dell'ordine e di sicurezza spagnole e ha detto che anche le forze armate del Marocco stanno collaborando. Ieri il governo spagnolo ha deciso di chiudere il valico di frontiera di Beni Enzar a Melilla come misura per contenere l'arrivo dei migranti.

Migranti raggiungono le coste di Ceuta a nuoto

Migranti raggiungono le coste di Ceuta a nuoto (RTVE)

Migranti: almeno 18 morti nel tentativo di raggiungere Ceuta a nuoto

Massima allerta a Ceuta, enclave spagnola in Marocco, dopo che l'attraversamento incontrollato del confine da parte di migliaia di migranti provenienti dal Paese nordafricano anche a nuoto ha provocato almeno 18 morti. Lo scrive 'El Paìs', secondo cui la Guardia Civil e i servizi di emergenza, sopraffatti dall'emergenza, si stanno adoperando esclusivamente per prestare soccorso ai feriti. Il governo ha anche mobilitato le unità dell'esercito dislocate a Ceuta a supporto della Guardia Civil. Oggi è attesa nella città autonoma la visita del premier della Spagna, Pedro Sánchez.

Spagna: media "almeno 18 morti", oggi premier Sanchez a Ceuta

Sarebbero "almeno diciotto" le persone morte nel tentativo di raggiungere il confine. Lo scrive El Pais, parlando di "massima allerta" a Ceuta, dove oggi è atteso il premier Pedro Sanchez.  

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