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- Cerca di liberare il cane da un cavo elettrico e muore folgorato. Vicino c’era una piscina gonfiabile
La vittima è un 60enne originaria di Foggia. La tragedia a Sant’Aquilina, nel Riminese, in un’area che ospita alcune roulotte

Il corpo del 60enne, morto folgorato (Foto Migliorini)

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Rimini, 18 luglio 2026 – Il caldo era quello soffocante di un pomeriggio di luglio, uno di quelli in cui ogni angolo d’ombra diventa un rifugio e una piccola piscina gonfiabile può sembrare un’oasi. Nell’area di via della Genetta, tra roulotte, case mobili e cavi tirati per portare un po’ di elettricità, il tempo sembrava scorrere lento. Poi, in un attimo, tutto si è fermato. Sono da poco passate le 17 quando un cane di piccola taglia rimane impigliato in un cavo elettrico. Si agita, cerca di liberarsi. Attorno ci sono alcuni amici, ma è un uomo di 60 anni, originario di Foggia e ospite da qualche giorno nell’insediamento, a fare quel passo che gli costerà la vita. Non pensa al rischio, non misura il pericolo. Vede solo quell’animale in difficoltà e prova a salvarlo.

Il cavo è diventato una trappola mortale e il contatto si è rivelato fatale (Migliorini)
Una piscina gonfiabile a pochi passi
Forse è stato un gesto istintivo, di quelli che nascono prima ancora di ragionare. In quei secondi non esistono le regole della prudenza, ma solo la volontà di aiutare una creatura indifesa. L’elettricità, però, non concede seconde possibilità. Il cavo diventa una trappola mortale e il contatto si rivela fatale. A pochi passi c’è la piscina gonfiabile, piena d’acqua, simbolo di un refrigerio cercato per sfuggire all’afa di questi giorni.
Saranno le indagini a chiarire se proprio l’acqua abbia avuto un ruolo determinante nella folgorazione. Quando gli amici si rendono conto di quanto è accaduto chiamano immediatamente il 118. L’arrivo dei soccorritori, della Polizia di Stato e dei vigili del fuoco è rapidissimo. Ma per il sessantenne non c’è più nulla da fare. Il suo corpo viene trovato vicino al gancio di traino di una roulotte, da cui usciva il cavo elettrico. Attorno resta un silenzio irreale, spezzato soltanto dalle voci dei soccorritori e dalle lacrime di chi, fino a pochi istanti prima, stava condividendo con lui un normale pomeriggio d’estate.
Il cane è sopravvissuto
Il cane, paradossalmente, è sopravvissuto. Un dettaglio che rende la vicenda ancora più dolorosa. L’uomo ha perso la vita nel tentativo di salvarlo, senza esitazioni, mettendo l’istinto della solidarietà davanti alla propria sicurezza. Ora saranno gli accertamenti della Polizia, insieme ai tecnici intervenuti per verificare l’impianto elettrico, a ricostruire con precisione la dinamica della tragedia. Resterà però l’immagine di un pomeriggio qualunque trasformato in tragedia: il sole implacabile, una piccola piscina per trovare sollievo, un cane in difficoltà e un uomo che, davanti a quel guaito, ha scelto di intervenire. Un gesto di generosità assoluta, pagato con la vita.
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