Cerasuolo “L’argento? Più amaro che dolce”

2026/08/17

Categories: world-news

Simone ripensa al secondo posto nei 50 rana. "Tante cose non hanno funzionato. Ma si impara anche dagli errori e si va avanti lo stesso"

Simone Cerasuolo, 23 anni, punto di forza di Imolanuoto e Fiamme Oro (Fin)

Simone Cerasuolo, 23 anni, punto di forza di Imolanuoto e Fiamme Oro (Fin)

Google

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google

Seguici

PARIGI (Francia) Un’altra medaglia per Simone Cerasuolo agli Europei di nuoto di Parigi. Dopo il bronzo conquistato nei 100 rana, con una prova tutta forza, grinta e cuore, la stella dell’Imolanuoto ha centrato il secondo posto nei 50. Davanti a lui, per cinque centesimi, il connazionale Nicolò Martinenghi in 26’’57. Un argento condiviso, a parimerito, con l’olandese Koen de Groot autore dello stesso crono del romagnolo (26’’62).

Una doppietta che non ha soddisfatto Cerasuolo sceso in vasca con le credenziali di iridato della specialità e con tanto di record italiano stampato in batteria qualche ora prima (26’’20, il precedente di 26’’27). Un’amarezza manifestata a caldo nel dopo gara. "Ero più contratto rispetto alla prestazione sfoderata in batteria, le finali sono anche queste – dice –. Dovremo prendere esempio da ciò che non ha funzionato: direi parecchie cose. Quattro decimi in più rispetto ai turni di qualificazione sono tanti, ma s’impara e si va avanti lo stesso".

Un boccone che non va giù a Cerasuolo anche nel momento di tracciare un’istantanea complessiva della trasferta a Parigi. "Il mio bilancio? Dolceamaro, più amaro che dolce – taglia corto l’azzurro –. La vittoria nei 50 rana era il mio obiettivo più grande e l’ho fallito. Mi dispiace perché dopo la qualifica e la semifinale, dove ho nuotato in 26’’23, le sensazioni erano altre. Ho sbagliato la finale, purtroppo può succedere. Fa molto male".

Una delusione mitigata, almeno parzialmente, dal bronzo conquistato nei 100 rana alle spalle del solito Martinenghi (58’’58) e del russo Ivan Kozhakin (58’’68) con il crono di 58’’90. Una gara dominata da Cerasuolo fino a poche bracciate dal traguardo. "Una prestazione che mi ha reso felice – sottolinea –. Sono riuscito ad andare a podio nei 100 in un Europeo, una cosa che sembrava impossibile qualche anno fa. E’ l’unico ricordo dolce che mi porto via da Parigi, ma non posso ritenermi soddisfatto".

Bisogna guardare avanti. "Torno a Imola con una gran voglia di lavorare addosso – conclude Cerasuolo –. Non vedo l’ora di ricominciare la stagione". Piglio da combattente, nonostante tutto, perché i cromosomi del suo dna hanno elmetto e baionetta in dote da 23 anni a questa parte. Cerasuolo, in fondo, si è confrontato per la prima volta in carriera con l’onere e l’onore del pronostico di favorito della vigilia nei 50 rana. Un fardello emotivo conseguente a quell’alloro mondiale materializzato a Singapore poco più di un anno fa. Tutta esperienza da mettere in saccoccia per continuare l’ascesa e mettere a fuoco la marcia di avvicinamento ai Giochi di Los Angeles 2028 quando i 50 metri rana saranno, per la prima volta, nel programma olimpico.

© Riproduzione riservata

Continua a leggere tutte le notizie di sport su

>> Home