Centrosinistra, Schlein a Conte: “Uno non vale uno, il Pd guida la coalizione”. Il leader del M5S: “Non c’è alternativa alle primarie”

2026/10/03

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La segretaria dem attacca Meloni, rivendica il ruolo del suo partito nel campo largo. Restano le distanze sull’Ucraina.

“L’orgoglio di Elena” per alcuni; ‘the Elly pride’ per altri. Nelle chat Pd si fa il verso alla campagna social dei giovani democratici sui due nomi della leader, per commentare la relazione con la quale Schlein apre la direzione nazionale del partito. La segretaria Pd, dopo giorni di polemiche e attacchi alleati, decide di cambiare marcia e – il copyright è il suo – “togliersi qualche sassolino dalle scarpe”.

Schlein attacca Meloni: “Prendete atto che avete fallito”

Il primo affondo, come da schema classico, è per Giorgia Meloni, perché, nonostante tutto, è lei l’unica, vera, avversaria. “Prendete atto che avete fallito e andate a casa. Prima si vota, meglio è per l’Italia”, esordisce, elencando dati economici in picchiata su ogni fronte. La premier “recentemente mi ha chiesto di dirle una cosa vera, io gliene sto dicendo 10, con i numeri alla mano”, attacca, beccandosi la risposta – quasi in diretta – della leader FdI via social: “Elly Schlein risponde oggi a una domanda che le ho fatto quasi due settimane fa. Con questi ritmi ce la vedo bene a risolvere i problemi degli italiani. P.S. Ah, e ovviamente lo fa elencando dieci falsità”, ironizza Meloni sui social.

Centrosinistra, Schlein a Conte: “Uno non vale uno, il Pd guida la coalizione”. Il leader del M5S: “Non c’è alternativa alle primarie”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni (Foto Roberto Monaldo/LaPresse)

La controreplica della segretaria dem arriva in chiusura di riunione: Meloni “può alzare la voce e sbraitare, ma alla fine i fatti restano, e lo sanno gli italiani che lo vivono ogni giorno sulla propria pelle”, insiste, snocciolando quasi a memoria i numeri di “tasse da record; stipendi al palo; energia carissima; povertà in aumento ;sanità allo stremo; minimo storico di nascite; immobilismo economico; calo della produzione industriale”.

Il messaggio a Conte: “Non è che uno vale uno”

Non solo Meloni, però. Questa volta è anche a Giuseppe Conte che la leader dem vuole mandare un messaggio chiaro. “Il programma si scrive con tutta l’alleanza, sapendo bene che in quella discussione bisogna essere inclusivi, ma non è che uno vale uno”, scandisce, citando uno slogan, un tempo storico, del M5S. “Non ci ha regalato niente nessuno, se siamo saldamente il primo partito di opposizione è perché ce lo siamo guadagnati con la fatica, con il sudore, con l’impegno a convincere le persone una per una che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre forze alle alle regionali e alle comunali”, aggiunge, mettendo in chiaro i rapporti di forza dentro l’alleanza e suscitando la standing ovation della grande sala al terzo piano del Nazareno.

Schlein sembra allora voler mettere in luce il lavoro, paziente, di tessitura dell’alleanza messo in campo finora e prova a ribaltare il tavolo: “Voglio solo fare una domanda: se fossimo rimasti a gennaio 2023, con il Partito democratico al 14% dei sondaggi, quindi seconda forza di opposizione, pensate che avremmo avuto lo stesso dibattito oggi? Io penso di no. Generosi sì, ingenui no”, taglia corto. Di più. “Vorrei essere ancora più chiara. In qualsiasi altro Paese europeo non ci sarebbe stata questa discussione perché è normale che guidi il partito che prende un voto in più: non è egemonia, è democrazia”, sentenzia.

Centrosinistra, Schlein a Conte: “Uno non vale uno, il Pd guida la coalizione”. Il leader del M5S: “Non c’è alternativa alle primarie”
Elly Schlein (Foto Roberto Monaldo/LaPresse)

La sfida sulle primarie: “Se le faremo, le vinceremo insieme”

Poi l’apertura: “Se c’è qualcuno che non riconosce questo principio, noi siamo disponibili e pronti anche alle primarie. E se le faremo, le vinceremo insieme, avendo poi grande cura di rappresentare tutte le anime”, la sottolineatura, unico passaggio della relazione che sembra far riferimento – e chiudere – a possibili pluricandidature dem. Anche sul programma, poi, ci sono alcuni puntini sulle ‘i’ da mettere: nessun ritardo può essere imputato al Pd, anzi. “Sono giorni che leggo ricostruzioni fantasiose. Noi siamo pronti, possiamo partire anche subito, basta che siamo tutti e basta che non partiamo da soli”. “Legittimamente c’è chi ha annunciato un proprio percorso che si è concluso solo a settembre di quest’anno. Noi il nostro l’abbiamo fatto a febbraio. Abbiamo aspettato gli altri finora”, punzecchia. Avanti, quindi, per affinare il programma comune affinché “sia un patto vincolante per tutte e per tutti”. Centristi compresi, l’avviso per M5S e Avs.

Il no ai governi di palazzo

I “sassolini” da togliere dalle scarpe, però, non riguardano solo l’alleato pentastellato. Schlein affronta a muso duro anche “chi detiene potere e privilegi e non vuole vederli messi in discussione”. “È per questo che ci attaccano, almeno da quando io sono arrivata. E guardate: gli attacchi si intensificheranno ogni giorno, sempre di più fino al giorno delle elezioni. Che ci sia un pezzo di establishment che non vuole un governo progressista non è una novità, è la storia di questo Paese. Che ci sia chi non può tollerare proprio l’idea di una persona di sinistra a Palazzo Chigi non è una sorpresa. La sorpresa saremo noi stavolta”, insiste, ribadendo il suo no a governi di palazzo. “Per chi ci attacca forse sarebbe meglio un leader disponibile alle larghe intese. Ecco, mi dispiace deluderli, ma l’impegno che abbiamo preso con i nostri elettori è chiaro. Noi andremo al governo solo vincendo le elezioni con la nostra alleanza progressista”, ribadisce.

Centrosinistra, Schlein a Conte: “Uno non vale uno, il Pd guida la coalizione”. Il leader del M5S: “Non c’è alternativa alle primarie”
Giorgio Gori (Foto Mauro Scrobogna/LaPresse)

L’orgoglio dem, in ogni caso, conquista la direzione, riformisti compresi. “È arrivata tardi”, ammette Sandra Zampa, ma tutti apprezzano la ‘svolta’. Diverso il discorso per i “nodi politici” che restano sul tavolo. Quelli programmatici riguardano innanzitutto il sostegno all’Ucraina: “La proposta politica della coalizione che si confronterà con la destra alle prossime elezioni non può nascere dal diktat di questo o di quell’alleato – dice chiaro Giorgio Gori – Nessuno può pensare di dettare le condizioni al principale partito dell’alleanza progressista. Perché aderire a quelle condizioni, ad una in particolare, cioè smettere di sostenere anche militarmente Kiev mentre si persegue la pace, condurrebbe il Partito democratico a negare i suoi valori”.

Tutta la compagine, fresca della riunione di Prato, poi, lamenta la chiusura arrivata, non da Schlein ma comunque dalla dirigenza del partito, all’ipotesi di più candidature Pd alle primarie, prevedendo un doppio turno e gazebo rigorosamente fisici e non on line. Simona Malpezzi si spinge un passo più in là e pronuncia “la parola congresso”, chiedendo una ‘roadmap’, ma i temi vengono rimandati all’assemblea del 18 ottobre. Alla fine la minoranza interna non partecipa al voto e la relazione di Schlein viene approvata all’unanimità dei presenti.

Centrosinistra, Schlein a Conte: “Uno non vale uno, il Pd guida la coalizione”. Il leader del M5S: “Non c’è alternativa alle primarie”
Giuseppe Conte (Foto Claudio Furlan/LaPresse)

Conte replica: “Non ci sono alternative alle primarie”

Le parole di Schlein, poi, non lasciano certo indifferente Giuseppe Conte, che incassa il colpo ma non ha nessuna intenzione di indietreggiare. “Per me ‘uno vale uno’ significa che contano i cittadini, che per la stragrande maggioranza, il sessanta o settanta per cento, dicono ‘basta a questa escalation militare, a suon di armi’”, replica.

Poi le nuove condizioni. Intanto per la scelta del leader: “Schlein ha ufficialmente confermato che per lei sono due le strade: o la candidata alla presidenza del Consiglio è lei, oppure ci saranno le primarie. Io credo a questo punto che la strada sia ben chiara e non ci siano alternative alle primarie”, sentenzia, assicurando che affronterà i gazebo “con spirito unitario” e senza “che diventino un duello rusticano tra i leader.

Centrosinistra, Schlein a Conte: “Uno non vale uno, il Pd guida la coalizione”. Il leader del M5S: “Non c’è alternativa alle primarie”
Matteo Renzi (Foto Cecilia Fabiano/LaPresse)

Renzi, Gabrielli e il fronte centrista

Poi l’avvertimento per il futuro: “Elly Schlein si sta assumendo una grande responsabilità politica, perché volendo Renzi nella coalizione è garante della sua presenza”. Intanto, annuncia il leader di Iv dalla Leopolda, al tavolo programmatico ci andrà Maria Elena Boschi. Nel fronte centrista, poi, qualcosa comincia a muoversi ed è ora ufficiale la discesa in campo, al fianco di Ernesto Maria Ruffini, dell’ex capo della polizia Franco Gabrielli.

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