Cecchi entusiasta: “Joao Mario sorpresa. Kean? Mai visto così dentro la squadra” - Viola News

2026/08/17

Categories: sports

L’entusiasmo attorno alla nuova Fiorentina cresce di giorno in giorno. La rivoluzione estiva portata avanti da Fabio Paratici ha acceso le aspettative del popolo viola e, dopo il primo appuntamento ufficiale contro il Benevento in Coppa Italia, anche le prime impressioni sul campo sembrano alimentare la fiducia.

A Radio Bruno ne ha parlato Stefano Cecchi, soffermandosi sui nuovi acquisti, sull’identità della squadra di Fabio Grosso e soprattutto sulla situazione di Moise Kean.

È legittimo sognare: qualcosa di concreto c’è

Cecchi parte proprio dall’entusiasmo che sta accompagnando la Fiorentina in questa fase della stagione. Un entusiasmo che, secondo il giornalista, non deve necessariamente essere frenato dalla paura di illudersi.

Stefano Cecchi

"È legittimo sognare", il concetto espresso da Cecchi. "Probabilmente arriveremo settimi o ottavi, non lo so. Ma chi se ne importa? In questo momento ho il diritto di sognare".

Il motivo, secondo lui, è che questa volta l’entusiasmo non nasce soltanto dall’immaginazione dei tifosi. La campagna acquisti ha infatti modificato profondamente la squadra e ha portato profili che sembrano avere margini importanti.

"Qualcosa di concreto c’è. Anche parlando con i tifosi delle altre squadre, è difficile trovare qualcuno che non faccia i complimenti alla Fiorentina. Questa campagna acquisti ha il profumo della scommessa buona".

Cecchi, tuttavia, mantiene i piedi per terra: il divario con le squadre di vertice resta significativo e colmarlo in una sola estate non sarà semplice. Ma proprio per questo, se una o due delle formazioni che precedono la Fiorentina dovessero sbagliare qualcosa, il quarto o quinto posto potrebbe trasformarsi da sogno in obiettivo possibile.

Dragusin è ciò che mancava alla Fiorentina

Tra i nuovi arrivati, il giudizio più convinto riguarda Radu Dragusin.

"Mi è piaciuto da morire Dragusin. Secondo me abbiamo comprato un vero leader difensivo".

Il punto non sarebbe soltanto la qualità tecnica del rumeno, ma soprattutto ciò che può portare dal punto di vista caratteriale. La Fiorentina della passata stagione aveva comunque alcuni difensori di buon livello, ma, secondo Cecchi, mancava un vero riferimento capace di imporsi sulla linea arretrata.

"L’anno scorso avevamo dei buoni difensori, ma nessuno aveva il temperamento, il carisma e la posizione del leader. Dragusin, magari esagero, è ciò che ci mancava: cattiveria, personalità, posizione e solidità".

Joao Mario sorprende, Valdepenas conferma

Tra le sorprese più piacevoli c’è anche Joao Mario, che ha convinto Cecchi oltre le aspettative.

"Non me lo aspettavo così bravo. Ha giocato solo 45 minuti, ma ho visto due o tre cose che mi hanno colpito: le accelerazioni, i cross e soprattutto il senso della posizione. Mi sembra un giocatore che sa anche difendere".

Una valutazione positiva anche per Valdepeñas, profilo sul quale invece Cecchi aveva già aspettative elevate.

Il terzino spagnolo ha confermato le qualità mostrate in preparazione, soprattutto nella capacità di uscire palla al piede e rompere la prima pressione avversaria.

Oulai, il diamante grezzo

Altro giocatore che ha attirato particolarmente l’attenzione è Oulai. Il centrocampista non ha avuto bisogno di una prestazione appariscente per lasciare il segno agli occhi di Cecchi.

"Ha fatto poco, ma in quel poco ho visto delle doti clamorose. Ha fatto due o tre uscite nello stretto incredibili. Ha capacità di interdizione, magari anche troppo irruente, ma non passa".

Il paragone è importante: "Sembra un piccolo Kanté".

Secondo Cecchi, Oulai possiede un insieme di caratteristiche che lo rendono un vero e proprio materiale grezzo sul quale lavorare: tecnica, corsa, aggressività, intensità e coraggio.

"Non ha una sola caratteristica che devi aggiungere: è forte in tantissime cose e devi semplicemente trovare la direzione nella quale farlo crescere".

La vera sorpresa? Il nuovo Kean

Ma il tema che più interessa Cecchi è quello relativo a Moise Kean.

Secondo il giornalista, la prestazione contro il Benevento ha mostrato un attaccante diverso, soprattutto nel modo di stare dentro la squadra.

"È la prima volta in tre anni che vedo Kean giocare con la squadra. Non trascinare la squadra, ma esserci dentro".

Il dato più significativo non sarebbe quindi soltanto il gol, ma la partecipazione al gioco, gli scambi con Gudmundsson e il lavoro senza palla.

"Kean e Gudmundsson sembravano quasi fratelli, gemelli. Si sono cercati, hanno scambiato palloni. E Kean, oltre al gol, ha fatto una giocata da grande attaccante".

Per Cecchi, la vera domanda è quindi cosa accadrebbe se questo Kean riuscisse a mantenere tale livello anche durante la stagione.

"Se Kean è questo, fermi tutti. Non scherziamo, perché uno così non lo ritrovi".

Fagioli e Oulai, invece, possono giocare insieme?

Discorso completamente diverso per Fagioli e Oulai.

Cecchi ritiene infatti che i due possano essere compatibili, nonostante le prime amichevoli abbiano mostrato soprattutto una staffetta tra loro.

"Per me Fagioli e Oulai sono compatibili. Se prendi dieci allenatori, sono convinto che sette li farebbero giocare insieme. Poi c’è Grosso e ne saprà sicuramente più di me".

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