Il governo chiederà il risarcimento per il caso Regeni solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza. Le opposizioni contestano la scelta, ricordando che una parte delle somme stabilite dai giudici è già immediatamente esecutiva. Palazzo Chigi ha inoltre smentito che ci sia stata una telefonata tra Roma e Il Cairo prima della sentenza
ascolta articolo
Sceglici su:
Il governo italiano chiederà all'Egitto il risarcimento per il sequestro e l'omicidio di Giulio Regeni, ma solo quando la sentenza "sarà passata in giudicato". A precisarlo è stato il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, che in un primo momento aveva fatto riferimento, come prerogativa al risarcimento, “il deposito della sentenza”. “Mi sembra prematuro parlarne in questa fase quando siamo solo al primo grado giudizio”, ha precisato il ministro. La posizione dell’esecutivo ha provocato le critiche delle opposizioni. Intanto l'Egitto, come riporta il quotidiano Al Sharq Al Awsat, ha precisato di non volere entrare nella vicenda giudiziaria anche perché i giudici hanno “condannato singoli individui e non le istituzioni”.
L’opposizione attacca il governo
All'attacco l'opposizione che ha definito "vergognoso" l'atteggiamento dell'esecutivo nei confronti dell'Egitto. Il leader del M5s Giuseppe Conte ha sottolineato che “il pagamento delle somme è esecutivo”, mentre la segretaria del Pd Elly Schlein ha sollecitato la premier Giorgia Meloni a “far rispettare subito il verdetto”.
Nella sentenza che ha condannato tre 007 del Cairo, per il sequestro del ricercatore friulano ma non per l'omicidio come chiesto dalla procura, e ne ha assolto un quarto, i giudici hanno disposto in favore della Presidenza del Consiglio, che si è costituita parte civile, una provvisionale immediatamente esecutiva di 150mila euro. Al padre e alla madre di Regeni sono stati riconosciuti 200mila euro ciascuno, mentre alla sorella Irene 100mila euro. I tre agenti sono stati condannati anche al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali nei confronti della famiglia Regeni e della Presidenza del Consiglio, la cui entità dovrà però essere stabilita in sede civile.
Palazzo Chigi smentisce: “Nessuna telefonata Roma-Cairo prima della sentenza”
Palazzo Chigi ha inoltre smentito la notizia riportata dal sito egiziano indipendente Mada Masr, secondo cui prima della sentenza ci sarebbe stata una telefonata tra “responsabili egiziani e italiani di alto livello, per trovare una via d'uscita legale in linea con la natura delle relazioni tra i due Paesi". Fonti della Presidenza del Consiglio hanno definito la notizia “falsa” e precisato che l’ultimo contatto tra la premier Giorgia Meloni e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi risale al 23 luglio, in occasione della festa nazionale egiziana.