Il caso dell'omicidio di Chiara Poggi si avvicina a una fase decisiva. La Procura di Pavia dovrebbe depositare entro la fine di agosto quattro nuove consulenze tecniche su Andrea Sempio, il 38enne amico del fratello della vittima attualmente indagato, mentre la chiusura delle indagini è fissata al 28 settembre 2026.
Secondo l'accusa, Chiara sarebbe stata uccisa dopo avere respinto un approccio sessuale. A fare il punto sugli elementi finora emersi nell’inchiesta è il sociologo e criminologo investigativo e forense Matteo Vinattieri, intervistato da TAG24.
Caso Garlasco, l'analisi del criminologo Vinattieri
Secondo gli inquirenti, il delitto di Chiara Poggi sarebbe scaturito da un movente di tipo sessuale. Matteo Vinattieri ricorda come nel caso di Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015, questo elemento non sia mai stato individuato in modo chiaro. "Anche leggendo le motivazioni sia della Corte d’Assise d’Appello bis sia della successiva Cassazione, che confermò quella sentenza, risulta essere un colpevole senza movente".
Mentre, per quanto riguarda Sempio, in assenza di una motivazione di tipo economico, gli investigatori tendono a valutare ipotesi di natura passionale o sessuale, ma il punto centrale resta la ricostruzione della scena del crimine.
La Procura, sulla base degli elementi emersi, riterrebbe che Chiara sia stata uccisa da una sola persona. Tuttavia, il criminologo sottolinea che potrebbero esserci novità legate a "ignoto 2". Infatti, oltre all’aplotipo Y di Ignoto 1, che secondo la consulenza genetica della perita Albani sarebbe riconducibile alla linea patrilineare di Andrea Sempio, sarebbe stato individuato un secondo aplotipo Y non ancora attribuito.
"Questo elemento farebbe supporre la presenza di almeno una seconda persona sulla scena del crimine", sostiene l'esperto. Però, nel caso in cui il secondo materiale genetico non venisse identificato, potrebbe rappresentare anche un punto a favore della difesa dell'indagato.
Gli indizi contro Andrea Sempio
Tra i 21 indizi individuati dalla Procura a carico di Andrea Sempio, ci sono il DNA trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, l’impronta palmare 33 e i soliloqui dell’indagato. Sul reperto palmare, il criminologo sottolinea la distanza tra le conclusioni della Procura e quelle della difesa. Per questo, afferma, potrebbe essere necessaria una perizia disposta dalla Corte d’Assise, nel caso in cui il 38enne venisse rinviato a giudizio.
"Un perito esperto in dattiloscopia potrebbe venire a capo di questa differenza di interpretazione dell’impronta palmare nel confronto con quella dell’attuale indagato", sottolinea.
Secondo Vinattieri, qualora venisse attribuita in via definitiva questa impronta palmare all'attuale indagato, "l'elemento più forte non sarebbe tanto l'impronta palmare in sé, ma il collegamento alla traccia ematica 45 ricondotta dai RIS di Cagliari a uno sgocciolamento, dopo che il presunto colpevole avrebbe appoggiato la mano al muro".
Diverso, invece, il discorso sui soliloqui. "A mio avviso andrebbero un po’ contestualizzati", evidenzia.
"Presi singolarmente, i vari elementi che sarebbero emersi finora, secondo me, non sarebbero sufficienti per giungere a una condanna. Non c’è una pistola fumante contro l’attuale indagato, però c’è una pistola".
Le nuove consulenze della Procura e il futuro di Stasi
Secondo Vinattieri, le quattro nuove consulenze avrebbero l’obiettivo di rafforzare il quadro accusatorio in vista dell’udienza davanti al GUP, in modo da arrivare a "una posizione di vantaggio rispetto alla difesa". Il criminologo considera probabile il rinvio a giudizio, se il quadro presentato dalla Procura resterà quello attuale.
Intanto resta aperto anche il capitolo Alberto Stasi. Come anticipato dal TG1 nei giorni scorsi, a settembre la Procura Generale di Milano potrebbe pronunciarsi su un’eventuale richiesta di revisione della condanna. Vinattieri definisce difficile ogni previsione, ma individua alcuni elementi che potrebbero essere valutati: l’aplotipo Y di Ignoto 1, l’impronta 33, la ricostruzione dell’orario della morte e le criticità della perizia sulle scarpe.
Il criminologo non si aspetta grosse sorprese dai PM fino a settembre. Tuttavia, non esclude che le indagini possano proseguire sull'ipotesi di ‘Ignoto 2’, per verificare se, secondo la teoria degli inquirenti, "l'attuale indagato possa aver agito in concorso con un altro soggetto".
L'intervista integrale al criminologo Vinattieri è sul canale YouTube di TAG24
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