Caso Alemanno, il ministero ritira il ricorso su sei giorni di carcere contro l’ex sindaco: «Nordio non era stato informato»

2026/07/25

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L'ex sindaco di Roma, libero dal 24 giugno scorso aveva denunciato la notizia di un'azione del Ministero contro di lui: «Un tentativo di rimandarmi in carcere per scontare altri sei giorni». Scoppia la polemica. Interviene il Guardasigilli: avviata un'inchiesta interna

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Prima la denuncia di Gianni Alemanno, poi la retromarcia del Ministero della Giustizia. Nel giro di poche ore il caso del ricorso in Cassazione contro la riduzione di sei giorni della pena concessa all’ex sindaco di Roma si è chiuso con l’annuncio della revoca dell’impugnazione e con l’apertura di un’indagine interna.

«Il ministro Nordio non era al corrente del ricorso, ora è revocato»

«Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, non era al corrente della proposizione del ricorso in Cassazione». Con una nota il Ministero prende le distanze dall’iniziativa avviata contro l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva riconosciuto a Gianni Alemanno uno sconto di sei giorni di pena per le condizioni di detenzione ritenute inumane. Secondo il dicastero, il ricorso sarebbe nato da un «disguido burocratico» all’interno del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Per questo Nordio ha disposto un’indagine interna per accertare le responsabilità e ha annunciato «l’immediata revoca» dell’impugnazione. Nella stessa nota il ministro invita Alemanno a un colloquio al Ministero, «quando egli lo vorrà».

Il Ministero ricorda inoltre che il Gabinetto del Guardasigilli aveva già avviato un’istruttoria sul sistema di calcolo degli spazi nelle celle, questione sollevata dallo stesso Alemanno durante la sua detenzione. Un tema sul quale, si legge, l’ex sindaco ha dimostrato «un molto condivisibile interesse» per la situazione delle carceri italiane.

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La precisazione arriva dopo la dura presa di posizione di Alemanno, che aveva reso noto di aver ricevuto dai Carabinieri della stazione di Monte Mario la notifica del ricorso in Cassazione presentato dal Ministero contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza. L’ex sindaco aveva ottenuto una riduzione di sei giorni della pena per le condizioni di detenzione nel carcere di Rebibbia, da cui è uscito il 24 giugno. Alemanno aveva ricordato che la stessa ordinanza era già stata impugnata dal Dap, ma che il Tribunale di Sorveglianza aveva respinto quel ricorso il 10 giugno. Da qui lo stupore per una nuova iniziativa giudiziaria, definita «un tentativo di rimandarmi in carcere per scontare altri sei giorni».

L’ex sindaco aveva quindi rinnovato la richiesta di un incontro con Nordio per illustrargli «la situazione reale delle carceri italiane», sostenendo che il ministro non sarebbe adeguatamente informato sulle condizioni degli istituti penitenziari. Nella sua ricostruzione, Alemanno aveva parlato di un’iniziativa sproporzionata rispetto all’oggetto del contenzioso, interrogandosi sulle ragioni di quello che aveva definito un accanimento. «Dà fastidio la mia battaglia da destra per ottenere carceri meno folli e più funzionali alla riduzione della recidiva?», si era chiesto, dicendosi infine convinto che la Cassazione avrebbe comunque respinto un ricorso da lui giudicato «assurdo e infondato». Ora la chiusura della vicenda. Non certo senza imbarazzi al ministero.

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