Casa di riposo Zangheri. La svolta dopo vent’anni: “Salvata la nostra storia”

2026/07/18

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Sta per cambiare la forma giuridica: da Ipab (una delle ultime) ad Asp,. Azienda Servizi alla Persona. "Ma la Regione riconosce la nostra anomalia".

Il presidente Patrizio Lostritto all’ingresso di via Andrelini (foto Frasca)

Il presidente Patrizio Lostritto all’ingresso di via Andrelini (foto Frasca)

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Erano centinaia, un anno fa ne erano rimaste appena sette. Tra le ultime Istituzioni di Pubblica di Assistenza e Beneficenza (Ipab) dell’Emilia-Romagna resisteva anche la Zangheri: una veste giuridica ormai fuori tempo indossata da un colosso dell’assistenza con oltre 300 posti e circa 200 operatori. Se ne parlava da più di vent’anni: adesso anche per lo storico istituto forlivese è arrivato il momento di sciogliere questo nodo. "Quando io e gli altri consiglieri siamo stati nominati nel 2023 avevamo il preciso mandato di procedere alla trasformazione prevista dalla legge – racconta il presidente Patrizio Lostritto –. Se non ci fossimo adeguati, il rischio sarebbe stato il commissariamento".

Che la Zangheri dovesse abbandonare la vecchia veste dell’Ipab, dunque, non era più in discussione. "Dopo un confronto con l’assessora al Welfare Angelica Sansavini e il sindaco abbiamo tentato la strada dell’autonomia chiedendo una revisione della norma regionale. Confluire nell’Asp Forlivese avrebbe significato entrare in un ente gestito da 15 Comuni, nel quale gli ospiti sono meno dei nostri – sottolinea il presidente –. Sarebbe stato assorbito anche tutto il patrimonio".

Per capire la situazione, occorre fare un passo indietro: la Zangheri accoglie anziani non autosufficienti nella casa residenza, con accessi in convenzione e privati, e persone autosufficienti nel pensionato. Una struttura cresciuta attorno all’antico monastero di San Salvatore, dove l’istituto fu inaugurato nel 1886, e che oggi comprende anche la palestra, il bar, la biblioteca, la parrucchiera, un teatro (si chiama ‘Pullini’ e conta 248 posti), la sala mostre ‘Mario Galassi’ e un parco di 17mila metri quadrati. "I numeri non sono soltanto numeri, raccontano una storia – prosegue Lostritto –. La Regione ha riconosciuto che rappresentavamo un’anomalia, per la consistenza della nostra attività, e si è impegnata a valutare una modifica normativa o la possibilità di reintrodurre una deroga".

La revisione è stata approvata nelle scorse settimane dalla Giunta e ora verrà discussa in Assemblea legislativa nei prossimi giorni. Se il testo uscirà dall’aula senza modifiche sostanziali, la Zangheri diventerà la terza Asp del distretto, accanto all’Asp Forlivese e alla San Vincenzo de’ Paoli a Santa Sofia. Una macchina amministrativa da costruire, dunque, ma senza scossoni per chi ogni giorno entra dai cancelli di via Andrelini.

"Si tratta di ridefinire la natura amministrativa dell’ente – spiega la direttrice Barbara Bresciani – e la sua posizione giuridica rispetto al sistema regionale attuale. Per i cittadini non cambia assolutamente nulla, neppure i contratti dei lavoratori. Anche le Asp, così come le Ipab, rientrano nell’ambito pubblico. Non verranno modificate le convenzioni, gli accreditamenti e i contratti d’appalto".

Ma nella lunga vicenda della trasformazione, la questione amministrativa si è intrecciata fin dall’inizio con qualcosa di meno misurabile: il rapporto tra la Zangheri e la città. Il nome resta, dunque. E con quello, anche i punti fermi sui quali costruire il futuro della casa di riposo. "In questi mesi ne abbiamo tenuti presenti tre: mantenere l’identità dell’istituto a Forlì, tenere il faro puntato sugli ospiti e tutelare i dipendenti – sottolinea con forza Lostritto –. Non sono in ordine d’importanza, ma sono tutti sullo stesso piano".

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