Carta Docente 2026/27, piattaforma ancora bloccata. Dal 15 settembre tornano disponibili i residui: quando arriverà il nuovo bonus? - Tuttoscuola

2026/09/11

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Una data c’è, ma non è ancora quella che migliaia di insegnanti stanno aspettando. Da oggi, 11 settembre, sulla piattaforma della Carta Docente è comparso un nuovo avviso: martedì 15 settembre saranno resi disponibili i residui relativi all’anno scolastico 2025/26 e gli importi riconosciuti ai beneficiari di sentenze. La comunicazione rappresenta un primo passo verso il ripristino dell’operatività, ma non chiarisce ancora quando arriverà l’assegnazione relativa al 2026/27. Ed è proprio questo il punto che interessa maggiormente i docenti, soprattutto dopo quanto accaduto lo scorso anno, quando i tempi tradizionali della Carta sono cambiati radicalmente.

La Carta relativa al 2025/26, infatti, non era stata accreditata tra settembre e ottobre, come avveniva normalmente negli anni precedenti: l’importo di 383 euro è diventato disponibile soltanto il 9 marzo 2026. Nel novembre 2025 era stato invece riattivato il residuo dell’annualità precedente. La domanda, quindi, è inevitabile: il ritardo dello scorso anno rimarrà un’eccezione legata alla riforma della Carta o diventerà il nuovo calendario del bonus?

Dal 15 settembre tornano i residui del 2025/26

La piattaforma è stata sospesa alla fine di agosto. Nel pomeriggio del 31 agosto era apparso l’avviso che annunciava l’inibizione temporanea dell’accesso «dopo il 31 agosto 2026», ultimo giorno dell’anno scolastico 2025/26, per consentire le operazioni tecniche necessarie in vista della riapertura per il nuovo anno.

Il giorno successivo era arrivata un’integrazione essenziale: «La data di riapertura della piattaforma sarà comunicata con successivo avviso».

Ora il nuovo messaggio dell’11 settembre fornisce almeno un’indicazione operativa: dal 15 settembre saranno disponibili i residui del 2025/26.

Attenzione, però, alla distinzione tra le diverse annualità. Entro lo scorso 31 agosto doveva essere utilizzato l’eventuale residuo dei 500 euro relativi al 2024/25. Le somme non spese dei 383 euro assegnati per il 2025/26, invece, restano disponibili: il decreto interministeriale n. 59 del 31 marzo 2026 stabilisce infatti che possano essere utilizzate nell’arco di due anni, fino al 31 agosto 2027, nel rispetto dei limiti previsti per hardware e software.

Perché l’importo è sceso a 383 euro

Quello appena trascorso è stato un anno di profonda trasformazione per la Carta Docente. L’importo, per molto tempo identificato con i 500 euro annuali, è passato a 383 euro, mentre contemporaneamente è cresciuto il numero degli aventi diritto.

Secondo quanto comunicato dal MIM lo scorso 5 marzo, la platea ha superato il milione di docenti, oltre 200mila in più rispetto all’anno precedente e 253mila in più rispetto alla configurazione originaria della misura.

L’ampliamento è legato in particolare all’inclusione dei docenti con contratto fino al 30 giugno e del personale educativo, anche alla luce del contenzioso che negli ultimi anni aveva messo in discussione l’esclusione del personale precario dal beneficio.

Una platea più larga, dunque, ma con un importo individuale non più necessariamente fisso.

L’importo della Carta non è più predeterminato una volta per tutte

È una delle novità da tenere presenti anche per capire cosa potrà accadere nel 2026/27. Il decreto 9 settembre 2025, n. 127 ha modificato il meccanismo di funzionamento della Carta, prevedendo che sia un decreto interministeriale, da adottare entro il 30 gennaio di ogni anno, a stabilire criteri e modalità di assegnazione e a determinare l’importo nominale sulla base del numero dei docenti aventi diritto. Di conseguenza, i 383 euro del 2025/26 non possono essere automaticamente considerati l’importo della Carta 2026/27. Per conoscere la cifra spettante per la nuova annualità occorrerà attendere gli atti previsti dal nuovo sistema.

Ed è qui che il calendario diventa decisivo. In passato il blocco tecnico del 31 agosto era normalmente seguito dalla riapertura tra la fine di settembre e ottobre. Lo scorso anno, invece, l’assegnazione è arrivata solo a marzo. Al momento, sulla base delle informazioni disponibili, non c’è ancora una data ufficiale per l’accredito della nuova Carta 2026/27.

Dalla formazione al welfare: cambiano anche le spese ammesse

La riforma non ha riguardato soltanto beneficiari e importi. Sono cambiate anche le possibilità di utilizzo. Accanto alle tradizionali spese per libri e riviste, formazione e aggiornamento, musei, mostre, teatri, hardware e software, nel 2026 sono entrati tra gli acquisti ammessi anche strumenti musicali e servizi di trasporto di persone, compresi gli abbonamenti ai mezzi pubblici.

Il cambiamento riflette l’impostazione illustrata nei mesi scorsi dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: trasformare progressivamente la Carta da strumento concentrato quasi esclusivamente sulla formazione professionale a misura con una più marcata componente di welfare. Il ministro aveva ricordato che, in quattro anni, attraverso la Carta erano stati spesi 1,323 miliardi di euro: il 60,5% per hardware e software, il 28% per libri e appena il 6% per la formazione.

Da qui la scelta di affiancare alla Carta risorse europee destinate direttamente alle scuole per formazione, aggiornamento e acquisto di dispositivi digitali, libri e sussidi didattici da concedere agli insegnanti in comodato d’uso.

Inizialmente Valditara aveva indicato 270 milioni di euro aggiuntivi; nel comunicato MIM del 5 marzo la cifra è stata poi portata a 281 milioni, 11 milioni in più rispetto a quanto precedentemente annunciato.

E in futuro la Carta potrebbe arrivare anche agli ATA?

Nelle dichiarazioni dello scorso febbraio Valditara aveva indicato anche una prospettiva ulteriore: una Carta sempre più orientata al welfare e, in futuro, potenzialmente estesa al personale ATA. Un’ipotesi che si inserisce in un disegno più ampio indicato dal Ministero, insieme alla nuova assicurazione sanitaria per il personale scolastico, alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e in itinere e alle convenzioni previste in altri settori.

Per ora, però, si tratta di una prospettiva e non di un diritto già riconosciuto al personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Il 15 settembre è solo il primo appuntamento

Per i docenti, dunque, il calendario va letto distinguendo due questioni. Dal 15 settembre tornano disponibili i residui del 2025/26 e le somme derivanti dalle sentenze. Diverso è il capitolo dell’assegnazione relativa al 2026/27, sulla quale resta ancora da conoscere sia la tempistica sia l’importo.

Dopo l’esperienza dello scorso anno, quando la Carta da 383 euro arrivò soltanto il 9 marzo, è comprensibile che l’attenzione sia alta. La trasformazione del bonus ha ampliato beneficiari e possibilità di spesa, ma ha anche reso meno prevedibili importi e tempi rispetto al vecchio meccanismo dei 500 euro.

La riattivazione del 15 settembre sarà quindi un primo segnale. La risposta che manca è quella che interessa la nuova annualità: quanto varrà la Carta Docente 2026/27 e, soprattutto, quando gli insegnanti potranno effettivamente utilizzarla?

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