L'Unione Europea frena il governo italiano: nessun ampliamento della flessibilità per i conti pubblici.
La risposta della Commissione Europea alla lettera annunciata ieri dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non si è fatta attendere. Questa mattina la portavoce della Commissione, Paula Pinho, ha chiarito che da Bruxelles è già stata data "più flessibilità agli Stati membri".
Nella serata di mercoledì 30 settembre la premier italiana aveva annunciato l'invio di una lettera alla Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, per chiedere una maggiore flessibilità dei vincoli di salvaguardia dei conti pubblici alla luce delle difficoltà causate dalla crisi energetica.
Stamattina la risposta dell'Ue, che non è stata quella attesa.
Caro energia, la lettera di Meloni a von der Leyen
L'annuncio della missiva indirizzata alla Commissione Ue era stato fatto ieri sera da Giorgia Meloni nel corso di un'intervista in video-collegamento con "Il Gazzettino".
La richiesta di maggiore flessibilità riguardava - secondo quanto spiegato dalla premier - le misure a sostegno di famiglie e imprese contro il caro-energia.

Noi crediamo che, a fronte di una crescita inflazionistica dovuta al caro energia a livello globale, sia necessario riconoscere agli Stati membri una flessibilità aggiuntiva per sostenere famiglie e imprese.
Meloni aveva sottolineato che sono "molte le cose sulle quali l'Europa può dare molto di più una mano, in un momento come quello che stiamo attraversando, e sono molti i fronti sui quali lavoriamo a livello europeo".
La risposta di Bruxelles: "Abbiamo già dato più flessibilità agli Stati membri"
La risposta dell'Ue è arrivata nella tarda mattinata di oggi.
“Abbiamo già dato più flessibilità agli Stati membri”, ha detto la portavoce della Commissione Paula Pinho, interpellata nel corso dell'incontro con la stampa sulla richiesta dell'Italia.
“Non abbiamo ancora ricevuto la lettera” inviata dalla premier Giorgia Meloni, ha però precisato il portavoce Balazs Udjvari.
L'altra partita dell'Italia: con Praga la richiesta di rivedere l'Ets
Nel frattempo, sul fronte energetico, l'Italia sta giocando anche un'altra partita, quella per la sospensione degli Ets, ovvero, le quote per le emissioni di Co2 a carico delle aziende europee.
In vista del prossimo Consiglio Europeo, i governi di Italia e Repubblica Ceca hanno inviato all'Ue degli "spunti di riflessione" sulla revisione del sistema.
Tra i punti evidenziati anche la sospensione temporanea dell'ETS o, in alternativa un adeguamento temporaneo delle soglie di immissione nella riserva di stabilità del mercato o un rilascio straordinario e regolamentato di quote.
>> Home