Cardellini, il ricordo: “Per lui il giornalismo è stata una missione”

2026/07/30

Categories: world-news

L’omaggio al grande giornalista nel 20esimo anniversario dalla scomparsa "L’anima dei riminesi nei suoi articoli". Una lezione per le nuove generazioni .

L’omaggio al grande giornalista nel 20esimo anniversario dalla scomparsa "L’anima dei riminesi nei suoi articoli". Una lezione per le nuove generazioni .

L’omaggio al grande giornalista nel 20esimo anniversario dalla scomparsa "L’anima dei riminesi nei suoi articoli". Una lezione per le nuove generazioni .

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Non è semplice raccontare chi è stato Silvano Cardellini. Cosa ha rappresentato per chi ha avuto la fortuna di lavorare al suo fianco. Per tutti i riminesi. Per la città. E allora, per raccontare Silvano nel giorno in cui ricorre il 20esimo anniversario dalla sua scomparsa, abbiamo scelto ieri di partire proprio dalle sue parole. Da quell’articolo che è diventato il manifesto della riminesità: Una botta d’orgoglio. Per dirla con Silvano, noi riminesi "normali non siamo...". "Sfidiamo il tempo. Ci reinventiamo sempre la vita. Inossidabili. Sopravviviamo una volta ai barbari, una volta alla caduta dei Malatesta, una volta alla guerra, una volta alle alghe. L’orizzonte è la storia".

Quell’orizzonte Silvano lo sapeva scrutare come pochi. È stato un faro della città. E un maestro di giornalismo. Per chi ha lavorato con lui al Carlino e anche per chi, pur non avendolo conosciuto, ogni volta che varca la porta della nostra redazione a lui dedicata percepisce subito la grandezza dell’uomo e del professionista. "Si rischia di fare un santino ogni volta che si ricorda Silvano – sottolinea Carlo Andrea Barnabè, vicecapo della redazione del Carlino – Diciamolo: Silvano non aveva un carattere semplice. In certi giorni era difficile da avvicinare. Come tutti i timidi si nascondeva dietro una corazza". Ma bastava poco a Silvano, per togliersi la corazza e mostrarsi "com’era veramente. Un uomo generosissimo che ha aiutato tante persone e l’ha fatto in silenzio. Un grande giornalista. Anzi: il più grande giornalista di Rimini". L’essenza di Silvano "è tutta nei suoi articoli. In quello stile asciutto, tagliente. Con poche righe sapeva subito inquadrare e raccontare le cose come stavano".

Per Cardellini fare il giornalista non era (solo) un lavoro: era una missione e "l’ha portata avanti fino agli ultimi giorni della sua vita". Era capace di scrivere di tutto. "La politica era il suo pane, così come il turismo. Ma sapeva fare benissimo anche la cronaca. E ha saputo raccontare anche lo sport". Come quando, ricorda Barnabè, "il Rimini venne promosso in serie B e Silvano, parlando di quel trionfo, riuscì in poche righe a distillare tutta l’anima riminese". Testimone e narratore fedele, attento, critico dei pregi e dei difetti della città, Cardellini "può essere paragonato a Indro Montanelli. Non lo dico solo per quella foto, bellissima, che ritrae un giovane Silvano insieme a Montanelli. Magari a qualcuno sembrerà un paragone eccessivo. Ma il suo modo di scrivere le notizie ricorda quello di Montanelli". E poi, come Montanelli, Silvano ha saputo ’insegnare’ (a suo modo) a generazione di giornalisti. "Anche per questo – conclude Barnabè – abbiamo scelto in questa occasione di far leggere alcuni passi tratti da Una botta d’orgoglio a uno dei nostri giovani collaboratori, Federico Tommasini. Perché la ’lezione’ di Silvano si tramanda di generazione in generazione".

Manuel Spadazzi

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