Il gasolio sfiora i 2,9 euro al litro in diversi impianti autostradali e supera i 3,1 euro sulla rete ordinaria in alcune stazioni di servizio. A lanciare l'allarme è il Codacons, che ha passato al setaccio i listini comunicati dai gestori al Mimit e ora chiede al ministero di fare chiarezza sui rincari, mentre l'Antitrust, interpellata dall'associazione, sostiene di non aver riscontrato irregolarità nella formazione dei prezzi.
Prezzi record: ecco dove
Analizzando i prezzi praticati tra venerdì 18 e sabato 19 settembre lungo la rete autostradale, il Codacons segnala tre tratte in cui il gasolio al servito arriva a 2,899 euro al litro — A11, A12 e A21 — con la benzina che supera comunque i 2,7 euro. Complessivamente, su 13 autostrade alcuni impianti superano i 2,8 euro al litro per il diesel: si va dai 2,874 euro della A4 Milano-Brescia ai 2,814 euro della A5 Aosta-Quincinetto, passando per la Tangenziale di Napoli, la A14 Bologna-Bari-Taranto, la A22 Brennero-Modena e altre tratte del Nord e del Centro Italia. Il gasolio speciale tocca invece punte ancora più alte, con 3,048 euro al litro sulla A4 Venezia-Trieste e 3,019 euro sulla A21 Torino-Piacenza.
Fuori dalle autostrade, alcuni distributori hanno iniziato a comunicare prezzi ancora più elevati per il diesel normale. È il caso di un impianto di Belvedere di Spinello, in provincia di Crotone, che secondo l'ultimo aggiornamento trasmesso al Mimit vende il gasolio a 3,189 euro al litro — con il gasolio «Oro Diesel» che arriva addirittura a 3,269 euro.
Anomalo anche il caso di sei distributori Ip in provincia di Cuneo, che risultano aver comunicato un prezzo del diesel normale di 3,103 euro al litro. Per il Codacons è ora necessario capire se si tratti di errori di comunicazione o di prezzi effettivamente praticati agli automobilisti. Altri rincari significativi riguardano Torella dei Lombardi, in provincia di Avellino, dove il gasolio servito ha raggiunto 2,999 euro al litro, seguita da Prato (2,997 euro), Petralia, in provincia di Palermo (2,899 euro) e Atessa, in provincia di Chieti (2,896 euro).La risposta dell'Antitrust
Il Codacons ricorda di aver presentato un esposto proprio su questi rincari, a cui l'Autorità Antitrust ha risposto negando irregolarità nella formazione dei prezzi alla pompa. Secondo l'Autorità, il prezzo al dettaglio dei carburanti dipende da numerose componenti che variano ogni giorno, spesso in misura rilevante, «e non automaticamente determinabili a priori in base alla sola variazione della componente fiscale». Per questo, spiega ancora l'Antitrust, «non vi è motivo di attendersi una modifica dei prezzi che rifletta perfettamente la variazione» del fisco. Quanto al comportamento degli operatori, l'Autorità non ha riscontrato una maggiore omogeneità delle condotte rispetto al periodo precedente alla crisi, né elementi che indichino un uso del potere di mercato per realizzare margini superiori ai costi in coincidenza con le tensioni geopolitiche o le variazioni fiscali.
Ultimo aggiornamento: sabato 19 settembre 2026, 18:46
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