Carburanti, la tempesta perfetta. Sotto il segno della speculazione: “Aumenti a ridosso delle vacanze”

2026/07/30

Categories: world-news

di Matteo Radogna

Ma alla fine chi ci guadagna dai rincari del carburante? Ognuno ha la sua teoria. Ma le diverse narrazioni convergono su un punto: le speculazioni delle grosse compagnie, che stanno facendo utili enormi. Intanto, i cartelli che campeggiano davanti ai distributori annunciano il gasolio a 2,23 e la benzina a 2,19. Michele Berlati, titolare della stazione di servizio in via Caretti, conferma il ’sentiment’: "Le grandi compagnie fanno pagare di più del carburante acquistato mesi prima – sbotta –. La guerra non c’entra. O meglio: c’entra ma non incide quanto ci vogliono fare credere. Il guadagno dei distributori è minimo e c’è molto disinformazione. Un esempio? Qualche tempo fa abbiamo assistito ad un effetto interessante: i nostri carburanti erano meno costosi di quelli della coop, e in un giorno gli automobilisti hanno ’prosciugato’ le nostre pompe. Il guadagno è stato irrisorio; anzi siamo rimasti senza carburante con disagi notevoli". Poi Berlati fa un altro esempio: "Prima un pieno di una macchina di grossa cilindrata costava una cifra e adesso ovviamente costa di più. Così il cliente vuole la fattura elettronica e le commissioni bancarie sono alte. Un altro aspetto è che è bancomat sono quasi spariti. E anche sul pagamento delle carte noi ci guadagniamo di meno". Syed Bukhari è un gestore convenzionato: "Il consumo di gasolio è diminuito. Controllo di mese in mese e i dati sono allarmanti. Noi dei distributori subiamo la crisi come tutti. Un esempio? Una settimana fa ho acquistato il carburante per una cifra che mi avrebbe garantito un guadagno di 3 centesimi al litro. Con lo ’sconto’ del Governo di 17 centesimi ci rimetto quindi 14 centesimi. In pratica, sul totale dell’acquisto di carburante, vado a perdere circa 4mila euro. La guerra deve finire affinché finiscano le speculazioni". Del resto, la clientela sottolinea l’effetto quasi nullo del decreto approvato lunedì per tamponare l’emergenza del rincaro dei carburanti durante le ferie. L’impatto del mini taglio delle accise di 17 centesimi, limitato al solo gasolio, è impercettibile. Le rilevazioni del ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano infatti un calo medio del diesel di appena 0,005 euro al litro (0,5 centesimi). Consumatori e autotrasportatori confermano quindi a ragion veduta la bocciatura del provvedimento. Il ’pannicello caldo’ non basta per Chiara Campanella: "Sono sempre in giro per fare le consegne. Ho un panificio insieme a mio fratello. Questi 17 centesimi sono davvero pochi. I soldi non vanno spesi per le armi, ma per aiutare gli italiani". Loris Cecchetto ha una sua teoria: "Scommettiamo che intono a ferragosto il prezzo dei carburanti aumenterà ancora? Lo fanno di proposito per salassare chi va in vacanza". Giuseppe Mancini sottolinea che per chi lavora fuori città, non c’è alternativa all’auto: "Con l’aumento del carburante, sarebbe utile avere mezzi pubblici efficienti. Poi il governo deve controllare affinché non ci siano speculazioni a tutti i livelli". A fare il ’pieno’ come tutti ieri c’era la presidente Cna Jessica Morelli: "La situazione generale è pesante. C’è un impatto sulla filiera e anche sui consumi energetici. L’Italia deve varare un piano energetico per il futuro ma anche per contrastare gli aumenti attuali". Laconica Donatella Maini: "C’è chi sta sfruttando la crisi per fare affari d’oro".

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