Il balzo dei listini petroliferi continua a farsi sentire sul portafoglio degli automobilisti italiani intenti a fare il pieno carburante. Negli ultimi sei mesi il prezzo del gasolio alla pompa ha registrato una salita del 22,2%, passando da 1,702 euro a 2,079 euro al litro, secondo le ultime rilevazioni del bollettino della Commissione europea. Una fiammata che, pur piazzando l’Italia al 23° posto su 27 per velocità di incremento, conferma la Penisola nella parte altissima delle rilevazioni continentali per costo assoluto.
Indice
- Top 10 dei rincari alla pompa in Ue
- Quali sono le strategie politiche degli altri Paesi
- Il ruolo delle accise nel calmieramento prezzi del gasolio
Top 10 dei rincari alla pompa in Ue
Sul fronte della benzina il quadro di svantaggio competitivo dell’Italia si fa ancora più evidente. Tra febbraio e agosto il prezzo della verde è salito in Italia del 20,2% (da 1,655 a 1,988 euro al litro), viaggiando a un ritmo superiore rispetto alla media dei Paesi Ue, fermi a un rialzo del 17,5%. Di seguito, la tabella con la classifica dei rincari. Nonostante la Penisola non sia neanche lontanamente sul podio per i prezzi più alti in assoluto, a rendere la situazione drammatica è l’aumento del costo della vita al netto di salari in stagnazione da almeno 30 anni.
| Benzina | Euro al litro | Gasolio | Euro al litro |
| Danimarca | 2,445 | Paesi Bassi | 2,383 |
| Paesi Bassi | 2,329 | Finlandia | 2,318 |
| Germania | 2,239 | Germania | 2,266 |
| Finlandia | 2,140 | Danimarca | 2,250 |
| Francia | 2,038 | Francia | 2,199 |
| Grecia | 2,002 | Belgio | 2,174 |
| Italia | 1,988 | Italia | 2,079 |
| Belgio | 1,975 | Svezia | 2,055 |
| Svezia | 1,962 | Austria | 2,042 |
| Portogallo | 1,950 | Grecia | 2,031 |
Quali sono le strategie politiche degli altri Paesi
Per arginare le fiammate dei listini, le capitali europee hanno adottato strategie divergenti:
- la Germania ha introdotto tagli temporanei sulla fiscalità carburanti, seguendo uno schema di attenuazione delle aliquote analogo a quello italiano;
- la Francia ha scartato l’ipotesi del taglio delle tasse per concentrare l’azione sui controlli della filiera, premendo sui distributori e colpendo i margini di speculazione;
- la Spagna ha applicato un taglio dell’Iva da marzo a giugno ma, con il ripristino dell’aliquota ordinaria dal 1° luglio, i listini hanno registrato una violenta riaccelerazione in alto.
Il ruolo delle accise nel calmieramento prezzi del gasolio
Nonostante una dinamica d’aumento meno esasperata rispetto alla media dell’Unione europea, che si assesta intorno al 27,5%, ben lontana dai picchi del 44% della Bulgaria e del 35,3% nella Repubblica Ceca, l’Italia si attesta stabilmente al settimo posto per il gasolio più caro d’Europa.
Sul divario pesa enormemente la struttura della fiscalità energetica, che ha portato il Governo a tassare maggiormente il diesel per far fronte alla transizione energetica, e il costo della materia prima raffinata. Senza un intervento correttivo sulle accise, il prezzo del gasolio arriverebbe a costare quasi 30 centesimi al litro in più rispetto alla benzina.
Uno iato imponente che, oltre a riflettere la forte tensione sui mercati del carburante, dimostra una lentezza elefantiaca da parte della filiera ad aggiornare il prezzo finale, che sembra non scendere mai in modo sufficientemente veloce rispetto ai tagli fiscali previsti dalle manovre di Governo. E ora che il greggio sta tornando a crescere, superando i 90 dollari al barile dopo mesi, i portafogli dei cittadini europei saranno ancora più leggeri.
>> Home