(di Ida Bini)
Pareti coralline, canyon
sottomarini, relitti, grotte, giardini di gorgonie, tartarughe,
cavallucci marini, mante e squali: è lo spettacolo che i Caraibi
offrono sotto la superficie del mare e che rende l'arcipelago
una delle grandi destinazioni mondiali per gli appassionati di
immersioni. La ricchezza dei fondali caraibici sta soprattutto
nella loro straordinaria varietà: ogni isola custodisce un
ecosistema differente, capace di offrire esperienze molto
diverse.
La Giamaica è una delle isole più versatili: oltre cinquanta
siti di immersione permettono di scegliere tra reef facilmente
accessibili, pareti coralline, canyon naturali e relitti.
Montego Bay rappresenta un punto di riferimento per chi vuole
conseguire brevetti o perfezionare la propria tecnica, mentre
Negril e Ocho Rios sono conosciute per i fondali popolati da
aquile di mare, murene, cavallucci marini e razze, oltre che per
immersioni iconiche come Catherine Cavern, tra passaggi nei
coralli e un dragamine affondato. Più incontaminata la costa
meridionale, dove il santuario marino offre spettacoli naturali
anche a chi pratica semplicemente snorkeling. Chi ama osservare
le creature più piccole trova invece in Saint Vincent una
destinazione quasi leggendaria: l'isola è un paradiso per la
fotografia grazie all'eccezionale varietà di cavallucci marini,
murene, crostacei e altre specie difficili da osservare altrove.
I suoi reef dai colori vivissimi regalano immersioni
spettacolari, mentre le escursioni verso le vicine Bequia e
Mustique consentono di esplorare fondali ancora più ricchi e
poco frequentati. Se l'obiettivo sono invece i relitti, due
isole emergono su tutte: Curaçao e Grenada. Nella prima i
relitti, situati a bassa profondità, convivono con spettacolari
barriere coralline e con i progetti di recupero dei coralli che
coinvolgono direttamente anche i visitatori; la seconda permette
facili immersioni nel Molinere Underwater Sculpture Park, uno
dei primi musei sottomarini del mondo, dove le opere d'arte sono
diventate parte integrante dell'ecosistema marino. Le Bahamas
sono invece il regno dei grandi predatori: qui le immersioni
dedicate permettono di osservare da vicino squali nutrice e
squali di barriera caraibici, mentre durante l'estate, nel
periodo dell'accoppiamento, gli incontri diventano ancora più
frequenti e spettacolari. Tra le mete preferite dai subacquei
esperti figura anche Saint Lucia, dove ventuno siti di
immersione si sviluppano lungo la costa tra pareti coralline e
reef ricchissimi di vita. Località come Superman's Flight e
Fairyland accompagnano i sub lungo leggere correnti popolate da
tartarughe marine, cavallucci marini, razze e grandi banchi di
pesci tropicali. Anche Antigua e Barbados propongono esperienze
molto diverse tra loro: la prima sorprende con le immersioni
notturne, quando tartarughe e squali diventano protagonisti di
un fondale completamente trasformato rispetto alle ore diurne;
Barbados, invece, è famosa per Carlisle Bay, dove i numerosi
relitti si alternano agli incontri con tartarughe marine, murene
e, sempre più frequentemente, mante. A confermare la crescente
popolarità del diving nei Caraibi contribuisce anche lo sviluppo
di servizi sempre più strutturati dedicati agli appassionati;
tra questi figura il programma subacqueo di Sandals Resorts
(sandals.com), che nelle diverse strutture mette a disposizione
immersioni guidate in oltre cento siti distribuiti su otto
isole, con istruttori Padi (Professional Association of Diving
Instructors), attrezzature dedicate e uscite giornaliere per i
subacquei certificati. E' una proposta che riflette un trend
ormai consolidato: il turismo subacqueo è diventato uno dei modi
più autentici per conoscere i Caraibi, andando oltre la
cartolina delle spiagge tropicali e scoprendo un patrimonio
naturale che continua a sorprendere anche chi pensa di conoscere
già questo mare.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
>> Home