Assessore Paraventi, l’opposizione si dice "preoccupata" per i tempi e soprattutto per una presunta scarsa attenzione a livello finanziario mostrata dalla giunta sul progetto Ancona Capitale della Cultura 2028: ha ragione? "Assolutamente no, siamo in linea con il percorso avviato. All’opposizione vorrei dire che per questo progetto virtuoso esistono varie fonti di finanziamento oltre al Comune. La regia del percorso partito il 25 settembre 2025 è comunale, ma i protagonisti sono tanti".
Può dettagliare meglio la provenienza di questi fondi? "Proprio stamattina sono stati ufficializzati quelli della Camera di Commercio per il triennio 26-28 destinati alla valorizzazione della Mole e della Pinacoteca. Ci siamo aggiudicati il bando Funt (legato al turismo, ndr) per la cartellonistica di benvenuto dedicata alla Capitale della Cultura. Come dimenticare i fondi dell’Anci, quelli del Segretariato dell’Iniziativa Adriatico-Ionica e così via. Detto questo...".
Detto questo? "Ho ben chiara l’idea che la giunta dovrà raccogliere 1 milione e mezzo di euro per dare appieno la sua parte, ma ci sono un’altra variazione in autunno, il bilancio di previsione e tutto il 2027 davanti. Ripeto, sono assolutamente fiduciosa".
Cosa intende quando dice che il dossier è un lavoro di squadra? "Intendo un dossier in cammino, non a compartimenti stagni a cui partecipano tutti i settori della macchina comunale, dai lavori pubblici, coi lavori alla Mole, sui contenitori culturali e nel centro storico, al turismo, passando per gli eventi. Tutto ciò che si sta iniziando a fare adesso ha a che vedere con la Capitale della Cultura, tutto è orientato al 2028".
A che punto sono gli oltre 80 progetti da mettere in piedi? "Guardi, ho tutto scritto chiaro in questi file (l’assessore mostra il suo pc con i capitoli sottolineati in verde, giallo e rosso a seconda dello stato d’avanzamento, ndr), non c’è fretta, è tutto sotto controllo".
Qualche anticipazione? "Ne abbiamo date, penso alla triade di mostre del 2027 – Cagli, Licini, Transavanguardia – tutte propedeutiche all’anno in cui saremo Capitale Italiana della Cultura. A breve presteremo una pala del Lotto al Museo di Budapest che poi più avanti farà a noi un prestito analogo nel nome di Cinzio Benincasa. Come dimenticare la mostra di Maratti".
Senza dubbio mostre di valore, eppure manca l’evento espositivo in grado di far compiere un salto di qualità, non è d’accordo? "Sì, ma non è detto che ciò non si verifichi".
Può dirci di più? "No perché si devono incastrare anche altre cose, ad esempio i lavori alla Mole con i Fondi Sisma: se riuscissimo a posticiparli al 2029, avendola quindi quasi tutta a disposizione potremmo ragionare in tal senso. Le grandi mostre saranno soltanto alla Mole".
Quali i tasselli che richiederanno un lavoro profondo? "Il Museo della Civiltà del Mare di Dante Ferretti con Univpm, poi l’iniziativa con la comunità ebraica che nel 2028 celebrerà i 600 anni del cimitero al Cardeto e la collaborazione con il Rotary per sviluppare la figura di Franco Corelli".
Quali i prossimi passaggi? "Quelli amministrativi. Entro l’anno voglio chiudere il disciplinare sul marchio, individuare la governance del progetto, chiudere gli accordi con Marche Teatro e realizzare il masterplan. Il 2027 sarà l’anno della comunicazione e dell’accoglienza".
>> Home