Campionato italiano baseball per ciechi, la Leonessa Brescia perde la finale ma vince sempre per inclusione

2026/07/21

Categories: world-news

  1. Home
  2. Brescia
  3. Sport
  4. Campionato italiano baseball per ciechi, la Leonessa Brescia perde la finale ma vince sempre per inclusione

La società guidata dal presidente Sarwar – sconfitta dai Thurpos Cagliari – sta dimostrando che non solo non esistono ostacoli insormontabili, ma anche che attraverso lo sport si può costruire qualcosa di prezioso per l'intera comunità

Brescia, baseball per ciechi

Brescia, baseball per ciechi

Google

Ricevi le notizie de Il Giorno su Google

Seguici

Brescia, 21 luglio 2026 – La Leonessa Brescia non è riuscita a vincere per il secondo anno consecutivo il Campionato Italiano di baseball per ciechi. La formazione del presidente Gulham Sarwar, infatti, si è dovuta arrendere 8-6 ai Thurpos Cagliari nella finale tricolore che si è disputata sul diamante di Bergamo, dove la compagine biancazzurra, che si è presentata alla sfida-scudetto nelle vesti di campione d’Italia uscente, gioca le sue partite casalinghe.

Nonostante il fattore campo e la grande voglia di fare di tutto il gruppo, la Leonessa non è riuscita a tenere il ritmo dei sardi che, dopo una partenza lanciata, sono riuscita a conservare il prezioso vantaggio dal tentativo di ritorno dei bresciani, che non si sono arresi sino alla fine.

Il tutto per un risultato accolto con un dosato mix di delusione e orgoglio in casa Leonessa: “Certo – è la riflessione del presidente Sarwar – perdere dispiace sempre. C’è dunque delusione per questa sconfitta, ma, al tempo stesso, siamo molto contenti e onorati di essere arrivati fino a qui e di avere vissuto ancora una volta un momento così emozionante ed importante. Del resto, sin da quando siamo nati nel 2017, il risultato non è il nostro primo punto di riferimento. Possiamo anzi dire che il nostro progetto va ben oltre. Aspetti come la socializzazione, l’inclusione e l’integrazione sono alla base del nostro programma e rappresentano il vero motore di tutti i nostri sforzi”.

Nel percorso della Leonessa c’è un aspetto che merita di essere sottolineato in modo particolare: “La nostra prima soddisfazione è poter offrire ai nostri giovani l’occasione di praticare una sana attività sportiva. Un’opportunità che in molti casi li toglie dall’isolamento e consente loro di esprimere al meglio tutte le loro potenzialità e il loro entusiasmo. Per quel che riguarda i nostri tesserati c’è sempre un prima e un dopo. Quando vengono a provare, magari anche un po’ controvoglia, sono sempre titubanti e timorosi, ma poi, quando entrano a far parte del nostro gruppo, si lasciano coinvolgere e fanno tutto con entusiasmo e volontà. Si divertono e ritrovano il piacere di stare con gli altri e con tanti amici, diventano indipendenti”.

L’altra “colonna” che rende speciale “l’edificio” della Leonessa è l’integrazione: “Possiamo dire di essere unici in questo senso – sorride il presidente biancazzurro - noi facciamo vera integrazione. Basti pensare che nella nostra squadra ci sono giocatori provenienti da otto nazioni diverse e nel nostro gruppo comprendiamo davvero tutti i continenti, Asia, Africa, Europa. Lo sport non solo ci unisce, ma ci aiuta pure a sostenerci per affrontare le difficoltà e superarle”.

Una tenacia che fa parte a buon diritto del dna della Leonessa Brescia e che sta consentendo al sodalizio biancazzurro di far fronte pure ad un problema di assoluto rilievo come la mancanza di un campo dover potersi allenare e disputare le partite casalinghe: “I primi due anni – ricorda Gulham Sarwar in conclusione – abbiamo potuto utilizzare il diamante del Cus in viale Europa a Brescia, ma dopo siamo rimasti senza impianto. Siamo riusciti a trovare la soluzione di spostarci a Bergamo, anche se questo comporta notevoli difficoltà, sia dal punto di vista logistico che delle spese da sostenere, senza dimenticare il fatto che chiediamo sacrifici anche a chi viene a seguire le nostre gare. In ogni caso, emozioni come quelle vissute in occasione della finale, nonostante la sconfitta, ci trasmettono grande voglia di continuare ad andare avanti e rendere sempre più importante il nostro progetto. L’inclusione e l’integrazione rappresentano sfide che vogliamo continuare a… giocare e vincere”.

© Riproduzione riservata

>> Home