PADOVA - La città continua la sua corsa verso la neutralità climatica. L'obiettivo è diventare una città a emissioni zero entro il 2030, vent'anni prima del traguardo fissato dall'Unione europea per il resto del continente. Una sfida che la Commissione europea ha affidato a sole nove città italiane: Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino, scegliendo Padova come unica rappresentante del Nordest. Il riconoscimento è arrivato con la Missione europea "100 Climate-Neutral and Smart Cities", mentre il Climate City Contract di Padova – la cornice entro la quale si sviluppano tutti gli strumenti di pianificazione della città: mobilità, energia, verde urbano, gestione delle acque e riqualificazione edilizia – è stato approvato dalla Commissione europea il 7 maggio 2025 dando così il via alla fase operativa del progetto.
LA STRATEGIA
Neutralità climatica non significa azzerare completamente le emissioni ma ridurle drasticamente di circa l'80% compensando poi quelle residue. Come spiega la consigliera di Coalizione Civica Chiara Gallani, ex assessora all’ambiente oggi delegata al climate neutral cities: «Non siamo partiti da zero ma dal Piano di azione per l'energia sostenibile e il clima, noto come Paesc, che già era stato valutato come un ottimo piano di mitigazione, con l'obiettivo della riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030. Abbiamo poi ricoinvolto la città e tutti i portatori di interesse per scrivere insieme quello che nel 2025 è stato approvato dalla Commissione europea come Climate City Contract di Padova».
Ad oggi il documento raccoglie 38 Accordi per il Clima, sottoscritti da enti pubblici, imprese e associazioni del territorio, mentre il piano complessivo comprende 146 azioni articolate in 14 macrostrategie. Si tratta di un percorso aperto, destinato ad arricchirsi con nuovi progetti e nuovi aderenti nel corso degli anni.
IN NUMERI
La strategia parte da una fotografia dettagliata della città. Secondo l'Action Plan del Climate City Contract (aggiornamento 2024), Padova produce ogni anno circa 1,28 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente. Oltre il 73% delle emissioni deriva dagli edifici, mentre circa il 24% è legato ai trasporti. Le azioni sono monitorate costantemente attraverso una piattaforma dedicata e alcune sono già ben visibili ai cittadini. L'esempio più evidente è quello delle nuove linee del tram ma il percorso comprende, anche, l'efficientamento energetico di 130 edifici comunali, il piano di depavimentazione, il piano del verde e nuovi impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
LE MISURE
«Una delle misure con il maggiore impatto e che dipende dalla scelta di ciascuno di noi – prosegue Gallani – è l'acquisto di energia verde. Da sola potrebbe consentire di ridurre quasi 250 mila tonnellate di CO₂. Per questo è fondamentale far conoscere ai cittadini questa possibilità». A settembre partirà una nuova campagna di comunicazione rivolta ai cittadini, con l'obiettivo di aumentare la consapevolezza sulle azioni individuali che possono contribuire alla riduzione delle emissioni.
Altro capitolo decisivo è quello della riqualificazione del patrimonio edilizio: «Il Comune di Padova – sottolinea Gallani – capofila su questo tema delle altre otto città italiane della missione, sta mettendo a punto il One stop shop, un sistema per rendere fattibile e sostenibile la riqualificazione del patrimonio edilizio privato, anche, per chi non ha abbastanza risorse». A sostenere questo percorso hanno contribuito anche gli investimenti del Pnrr. Oltre 600 milioni di euro di opere del Comune di Padova sono orientati alla transizione energetica: dal nuovo sistema tranviario, il progetto più finanziato in Italia dal Pnrr per il trasporto rapido di massa, agli interventi su scuole, musei, edifici pubblici e patrimonio residenziale. Come evidenzia il terzo rapporto di monitoraggio del Paesc, presentato dal Comune di Padova il 26 luglio 2025, le emissioni climalteranti della città si sono già ridotte del 10,8% in due anni.
Un dato incoraggiante che lascia ben sperare per i valori che emergeranno dal prossimo bilancio emissivo che sarà presentato a settembre. «Al momento la Comunità energetica rinnovabile solidale è in fase di costituzione – spiega Gallani – e, quando sarà formalmente operativa, ci consentirà di accedere a contributi e agevolazioni per imprimere una crescita sostanziale alla produzione di energia pulita sul nostro territorio». Infine conclude Gallani: «Padova non si tira indietro, ma è necessario prendere consapevolezza che serve l'impegno e il contributo, soprattutto economico, di tutti. Il cambiamento climatico si affronta insieme».