Al di là delle temperature massime raggiunte, che spesso si avvicinano o addirittura superano i quaranta gradi, c’è un dato che più degli altri racconta l’intensità delle ondate di calore. Roma, ad esempio, da 11 giorni consecutivi si ritrova con il bollino rosso di massima allerta, quella che il Ministero della Salute definisce come caratterizzata da «condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche». A Perugia e Rieti i giorni di bollino rosso consecutivi addirittura sono 12. Significa che non c’è una pausa, non c’è sollievo. Altro dato: prendendo come punto di riferimento la seconda metà del mese di luglio e la prima parte di agosto, si scopre che il 50 per cento delle giornate è stato contraddistinto dal bollino rosso a Roma. Secondo gli esperti è proprio questa l’anomalia più insidiosa: un tempo si parlava di picchi delle temperature. Oggi tra il 15 luglio e il 9 agosto, le «condizioni di emergenza» per il caldo sono quasi l’ordinarietà, visto che riguardano la metà delle giornate (ma anche le restanti sono comunque caratterizzate spesso dal bollino arancione).
Previsioni "impossibili", i meteorologi si scusano. Caldo, quarta ondata di caldo durerà altri 10 giorni
SCENARI
In attesa della tregua che dovrebbe arrivare dopo Ferragosto (ma la reale discesa delle temperature probabilmente ci sarà solo qualche giorno dopo), c’è anche preoccupazione per i fenomeni estremi, per i possibili temporali magari molto localizzati che però si rivelano essere violenti. Fa il punto della situazione il meteorologo Pierluigi Randi, presidente di Ampro (associazione meteorologi professionisti): «In questi giorni alcune regioni del Nord hanno avuto una relativa pausa del caldo intenso, anche se hanno mantenuto temperature molto alte. Da lunedì si tornerà ad avere valori estremi sia nel pomeriggio sia con le notti tropicali, in cui il termometro non scenderà sotto i 20 gradi». Quando ci sarà un reale cambiamento? «Se ragioniamo in termini probabilistici, c’è un segnale di miglioramento tra il 18 e il 19 agosto. Con un approccio multimodello a medio termine che vanta un discreto livello di confidenza, possiamo dire che appunto in quelle date dovrebbe esserci un abbassamento delle temperature partendo dal Nord, per poi scendere al Centro e al Sud il 21 e il 22 agosto.
Si dovrebbe tornare su valori vicini alla norma». Attenzione, non significa che con la fine della quarta ondata di calore l’assedio sia concluso. Difficile fare previsioni guardando all’ultima settimana di agosto e alla prima di settembre «ma non possiamo escludere una quinta ondata di calore - precisa Randi - Quella in arrivo potrebbe non essere la classica rottura stagionale, ma solo una pausa. Va anche detto che in caso di quinta ondata appare improbabile che possa raggiungere valori estremi come quelli che abbiamo visto e stiamo vedendo». C’è poi l’altra faccia della medaglia: il rischio di passare dall’allerta per il caldo a quella per i temporali e gli allagamenti. Spiega Randi: «Nei prossimi giorni fenomeni temporaleschi sono probabili soprattutto nelle zone appenniniche e alpine. Ma quando interverrà il reale cambiamento, con l'arrivo di aria fredda dall'Atlantico e dal Nord Europa, considerando tutto il calore accumulato in atmosfera e l’altissima temperatura dei mari, i fenomeni potranno essere molto violenti e intensi, con piogge molto importanti. Un esempio di questo tipo di accumuli è ciò che è successo nella notte tra venerdì e sabato nel Veronese, a Bovolone, dove sono caduti 228,8 millimetri di pioggia (ovvero ciò che di solito cade in tre mesi). Il Mediterraneo sta accumulando calore che poi rilascerà molto lentamente. In autunno aspettiamoci fenomeni temporaleschi violenti e localizzati, con enormi quantità di piogge».
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