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In questi giorni roventi dopo una pausa di temperature più leggere si rinforza la protesta di molti genitori di disagi per il caldo negli asili nido e nelle materne. E’ una vera e propria mobilitazione poiché i condizionatori mobili, o pinguini, installati nelle strutture pare non diano il sollievo necessario. Protestano i genitori delle scuole Vestri, Bigari, Mazzoni e altri. È incredibile come il Comune non sia corso ai ripari prima dell’estate.
Lorenza Pastorelli
Risponde Beppe Boni
A questo punto pare di capire che il problema non riguarda singoli edifici più esposti al caldo di altri ma l’intero sistema delle strutture educative dell’infanzia. I pinguini possono costituire una misura di emergenza ma è abbastanza chiaro che con il clima torrido che riservano le estati degli ultimi anni servono ovunque condizionatori fissi ed efficienti.
Ormai è evidente che per quest’anno bisogna accontentarsi e i piccoli dovranno patire un po’ di disagio ma per l’anno prossimo serve una soluzione strutturale. Il Comune ha messo delle toppe ma non sono sufficienti. Nonostante gli oltre 760mila euro investiti dal 2016 e l’uso di condizionatori mobili, molte famiglie continuano a segnalare aule troppo calde e prive di climatizzazione fissa.
Il piano del Comune tuttavia ha installato almeno un ambiente refrigerato in 144 strutture, coprendo tutti i dormitori dei 48 nidi comunali e diverse scuole dell’infanzia. Sono stati distribuiti 42 condizionatori mobili e si è permesso l’uso incrociato degli spazi freschi delle materne vicine. Ma tutto questo non è sufficiente.
La protesta si allarga, i genitori e anche diverse insegnanti chiedono a Comune e Regione di illustrare un piano per il futuro. Si profilano all’orizzonte diffide legali e proteste con sospensione del pagamento delle rette. Stavolta siamo al giro di boa.
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