Caldo estremo, roghi, siccità e api che muoiono: il grido d’allarme degli agricoltori sardi - L’Unione Sarda.it

2026/07/19

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«Le eccezionali ondate di calore che stanno interessando il Sud Sardegna iniziano a produrre i primi effetti sul comparto agricolo. Le temperature record di queste settimane, unite alla persistente siccità e ai numerosi incendi che stanno interessando il territorio, stanno facendo crescere la preoccupazione tra le aziende agricole, che guardano con attenzione all’evolversi della stagione estiva».

A lanciare l’allarme è Coldiretti Cagliari, che ha anche inviato una lettera alla Regione Sardegna per chiedere di «mantenere alta l’attenzione sul comparto attraverso un monitoraggio costante dell’evoluzione della situazione».

Tra i settori più colpiti e a rischio c’è quello dell’apicoltura, che, spiega l’associazione, «registra le prime avvisaglie di sofferenza degli alveari».

«Il pensiero – spiega Coldiretti – corre inevitabilmente al 2023, quando il caldo estremo provocò ingenti danni a numerose aziende apistiche, con migliaia di api morte e favi compromessi dalle temperature eccezionali. In quell’occasione furono attivati ristori per sostenere il comparto, ma non riuscirono a coprire tutte le aziende colpite né a compensare integralmente i danni subiti». Proprio per questo Coldiretti Cagliari ha chiesto alla Regione «di attuare una rimodulazione degli interventi, così da dare risposte anche alle imprese rimaste escluse e rafforzare gli strumenti di sostegno in vista di eventuali nuove criticità».

«Siamo quotidianamente in contatto con i nostri apicoltori – sottolinea il presidente di Coldiretti Cagliari, Giorgio Demurtas – le prime segnalazioni ci spingono ad alzare il livello dell’attenzione. È proprio questo il momento in cui bisogna prevenire perché il ricordo del 2023 è ancora molto vivo e vogliamo fare tutto il possibile affinché una situazione simile non si ripeta. Le api sono un patrimonio indispensabile per l’agricoltura, l’ambiente e la biodiversità e meritano la massima attenzione».

Secondo Coldiretti Cagliari, oltre al monitoraggio della situazione, è necessario rafforzare gli strumenti di ricerca, innovazione e assistenza tecnica a disposizione delle aziende apistiche. I cambiamenti climatici impongono infatti nuove strategie di adattamento e diventa sempre più importante accompagnare gli apicoltori nell’individuazione di tecniche e soluzioni capaci di ridurre gli effetti delle alte temperature sugli alveari e migliorare la resilienza del comparto.

«I cambiamenti climatici - evidenzia il direttore di Coldiretti Cagliari, Giuseppe Casu - non rappresentano più un fenomeno straordinario ma una nuova condizione con cui le aziende devono confrontarsi. Per questo chiediamo che, accanto al monitoraggio, si investa maggiormente in ricerca applicata, sperimentazione e assistenza tecnica, mettendo gli apicoltori nelle condizioni di adattarsi a un clima profondamente cambiato - aggiunge - la prevenzione passa anche dalla conoscenza e dall’innovazione e per questo chiediamo alla Regione di mantenere acceso un faro su questo comparto, così da poter intervenire tempestivamente qualora le condizioni dovessero peggiorare. Prevenire oggi significa evitare danni ben più gravi domani».

(Unioneonline/l.f.)

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