Caldo, consumi elettrici da record in Italia a luglio 2026: i dati

2026/08/13

Categories: world-news

Introduzione

Il caldo aumenta il fabbisogno di elettricità, ad esempio a causa di un uso maggiore dei condizionatori. Come rileva Terna, la società che gestisce la rete in Italia, il mese scorso si è chiuso con una domanda record di energia elettrica pari a 32,5 terawattora, in crescita di quasi 8 punti e mezzo rispetto a luglio 2025. Ecco qual è la situazione.

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Quello che devi sapere

Consumi industriali

Dati positivi arrivano invece sul fronte dei consumi industriali, in aumento a luglio del 2,1% in confronto a dodici mesi prima. Le elaborazioni, basate sull'indice Imcei, prendono in esame circa mille imprese energivore attive nella Penisola: estendendo l'analisi al periodo gennaio-luglio 2026 la crescita ha raggiunto il 4% rispetto allo stesso periodo del 2025.

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Fonti rinnovabili

Con una copertura che a luglio ha toccato il 41,5% sul fabbisogno totale di energia in Italia, Terna rileva un incremento della produzione elettrica in arrivo da fonti sostenibili. A partire dal fotovoltaico, che il mese scorso ha toccato quota 6,7 terawattora, venti punti e mezzo in più rispetto a dodici mesi prima, trainato soprattutto dalla capacità installata. Nel periodo gennaio-luglio 2026 è salita di 3.791 megawattora, 6.874 MW in più rispetto a luglio 2025.

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Il fattore caldo

A parità di giorni lavorativi, 23, luglio 2026 ha registrato una temperatura media superiore di 1,2 gradi in confronto allo stesso mese del 2025, e più alta di 2 gradi se si confronta con la media dell'ultimo decennio. Il fabbisogno - legato anche a un uso più intenso dei condizionatori - è salito soprattutto negli ultimi cinque giorni del mese, più caldi fino a sei gradi rispetto alla media stagionale. Anche senza considerare parametri come temperatura ed effetti del calendario, la domanda elettrica in Italia è salita del 5,1%.

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I dati sui territori

La crescita del fabbisogno di elettricità trova riscontro in tutte le aree della Penisola con valori che vanno dal +7,9% del Centro al +8,3% del Nord e del Sud-Isole. Dati che consolidano un andamento di lungo corso con la domanda di energia che nei primi sette mesi di quest'anno è salita del 3,4%. A livello congiunturale, la richiesta elettrica destagionalizzata e corretta per gli effetti di calendario e temperatura registra un incremento dell'1,6%: si tratta del terzo mese consecutivo di crescita, livelli che non si vedevano da prima dello scoppio della crisi energetica del 2022.

Produzione nazionale

Con la domanda di elettricità in aumento, la produzione nazionale soddisfa la richiesta per l'84,4% mentre, secondo i dati Terna, il restante 15,6% è garantito dagli scambi con l'estero. La produzione netta in Italia ha raggiunto i 27,7 terawattora, una crescita che sfiora gli otto punti percentuali. Ma a salire è anche il saldo con l'estero, 10,2%, frutto delle importazioni aumentate del 4,4% a fronte di una diminuzione delle esportazioni, pressoché dimezzate rispetto allo stesso periodo 2025.

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Calano eolico e idroelettrico

Nonostante l'andamento positivo del solare, luglio 2026 si è chiuso con una flessione di altre fonti rinnovabili, come eolico (-20,3%), idroelettrico (14,9%), geotermico (-3,6%) e biomasse (-2%). In generale, la domanda elettrica coperta dalle energie "verdi" è passata dal 44,5 al 41,5%, tre punti in meno rispetto a luglio 2025. Dati che contrastano con l'aumento della potenza di energia pulita a disposizione del sistema: nel solo mese di luglio sono entrati a regime 745 megawattora di nuova capacità rinnovabile.

In crescita capacità rinnovabile e gli accumuli

Guardando alla fine del mese scorso, Terna calcola che la capacità installata rinnovabile ha raggiunto gli 87,70 gigawattora, dei quali 47,30 GW di solare e 14 GW di eolico. Ad aumentare sono infine gli accumuli: nella Penisola si contano ad oggi 948.154 impianti che corrispondono a 19,43 gigawattora di capacità e a 8,0 GW di potenza nominale.

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