Bynario chiude un pre-seed da 2,1 mln euro. Guidano 360 Capital e Prana Ventures - BeBeez

2026/09/11

Categories: business-finance

Da sin, Alfredo Pesoli e Giancarlo Russo

Bynario, startup milanese di cybersecurity che utilizza l’intelligenza artificiale per individuare, verificare e correggere vulnerabilità software, ha chiuso un round pre-seed da 2,1 milioni di euro, guidato da 360 Capital con la partecipazione di Prana Ventures (si veda qui il comunicato stampa).

La società è stata fondata a Milano alla fine del 2025 da Alfredo Pesoli e Lorenzo Cavallaro, ai quali si sono ora aggiunti come co-founder Giancarlo Russo, (coo), Alberto Ornaghi (cto) e Marco Valleri (Chief AI). L’ingresso dei tre, formalizzato in occasione del round (si veda qui il post Linkedin di Russo), ricompone un nucleo di specialisti della cybersecurity che aveva già lavorato insieme a partire dal 2009. Russo, Ornaghi e Valleri hanno infatti trascorsi in Hacking Team, la società italiana di offensive security finita al centro delle polemiche per l’utilizzo dei suoi strumenti di sorveglianza contro giornalisti, attivisti e dissidenti. Nel presentare il loro ingresso in Bynario, i tre hanno scelto di affrontare direttamente quel passato, spiegando di avere successivamente trascorso circa un decennio lavorando prima a strumenti di blockchain intelligence e analytics e poi ad applicazioni dell’intelligenza artificiale al trading di digital asset. Bynario, sottolineano, nasce invece come progetto “defensive by design”, dedicato alla protezione del software lungo l’intero percorso che va dall’individuazione delle vulnerabilità alla loro correzione.

Quanto ai fondatori, Lorenzo Cavallaro, chief scientific officer di Bynario, è visiting senior research fellow al King’s College London, dove ha fondato e guida il Systems Security Research Lab e svolge attività di ricerca all’intersezione tra program analysis, machine learning e systems security. Pesoli, invece, proviene dal mondo dell’offensive security e della vulnerability research e ha lavorato in precedenza in Immunity, società statunitense di cybersecurity fondata a Miami nel 2002 da Dave Aitel, ex ricercatore della NSA,  specializzata nella offensive security.

Bynario analizza il codice delle applicazioni, le infrastrutture cloud e le componenti software di terze parti, individua le vulnerabilità e cerca poi di determinare quali siano effettivamente sfruttabili nell’ambiente concreto del cliente, assegnando loro una priorità e intervenendo sulla remediation. La società dichiara di lavorare già con clienti nei settori software, cloud, finanziario ed enterprise. Il progetto era stato presentato pubblicamente da Pesoli già nel novembre 2025 con l’idea di costruire una piattaforma di “autonomous security” basata sulla comprensione del software, capace di lavorare non soltanto sul codice sorgente ma sul software nel suo complesso. (si veda qui il blog di Bynario). Nei mesi successivi la tecnologia è stata messa alla prova anche nella ricerca di vulnerabilità reali: già a marzo Bynario affermava di aver validato sette CVE relative a macOS, iOS e iPadOS. (si veda qui il post LinkedIn).

Ma a dare visibilità internazionale alla startup è stato soprattutto il lavoro condotto quest’estate sui sistemi di Apple. Lo scorso agosto il Financial Times ha raccontato che Bynario aveva utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per individuare oltre 50 bug in macOS in circa tre settimane, tra cui una vulnerabilità di privilege escalation, nell’ambito di un fenomeno più ampio che sta mettendo sotto pressione i programmi di bug bounty delle grandi società tecnologiche. Le vulnerabilità sono state comunicate ad Apple, che ha successivamente distribuito le relative patch, precisa Bynario nel comunicato.

Le nuove risorse raccolte con il round saranno ora destinate ad accelerare lo sviluppo della piattaforma AI-powered della società, ampliare il team e sostenere la crescita presso clienti enterprise alle prese con ambienti software sempre più complessi, si legge nel comunicato diffuso ieri dalla società.

Alfredo Pesoli, ceo e co-founder di Bynario, ha commentato: “La difesa su larga scala deve avere la stessa profondità dell’attacco. Gli attaccanti sono fondamentalmente guidati da incentivi. Abbassando il costo necessario per trovare e sfruttare le vulnerabilità, l’intelligenza artificiale rende appetibili anche obiettivi che prima non lo erano. Per chi difende, la sfida si fa inevitabilmente più complessa”.

Giancarlo Russo, co-founder e coo ha aggiunto: “La complessità del software e degli ambienti di produzione richiede un approccio diverso alla sicurezza. Abbiamo costruito un team di ricercatori, ingegneri e accademici che conoscono sia la teoria sia la pratica della cybersecurity. Questa combinazione ci permette di tradurre la ricerca più avanzata su AI e Cybersecurity in soluzioni concrete che le organizzazioni possono implementare su larga scala”.

Cesare Maifredi, partner di 360 Capital, ha dichiarato: “Conosciamo da molto tempo gran parte del team fondatore e siamo rimasti profondamente colpiti dalla chiarezza della visione di Alfredo e dall’innovazione tecnologica sviluppata. L’approccio di Bynario, basato sull’individuazione, validazione, prioritizzazione e remediation autonoma delle vulnerabilità, è ciò di cui ha bisogno la cybersecurity moderna. Siamo orgogliosi di essere al loro fianco mentre costruiscono da zero questa piattaforma basata sull’intelligenza artificiale, con il potenziale di cambiare profondamente il settore”.

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