Il conto alla rovescia per il Bus Rapid Transit è cominciato. A poco più di tre mesi dall’entrata in esercizio a Taranto prevista per il 1° gennaio 2027, il progetto da circa 300 milioni di euro finanziato con fondi Next Generation Eu entra nella fase dei completamenti. Il cronoprogramma aggiornato e l’avanzamento dei lavori restituiscono l’immagine di un’opera ormai prossima alla consegna, ma con una serie di interventi ancora da chiudere, dalle infrastrutture viarie agli impianti, fino all’accessibilità delle fermate. L’assessore alla Mobilità Giovanni Patronelli fa il punto su ciò che resta da fare e sulle scadenze che dovranno essere rispettate. «Manca poco per la realizzazione completa delle opere», spiega Patronelli.
Le attività sulle due linee
Le attività procedono su entrambe le direttrici Brt: la Linea Blu, da Tamburi a Talsano, per 38,5 chilometri, e la Linea Rossa, da Paolo VI a Cimino, lunga 42 chilometri.
I due percorsi avranno nove chilometri in comune e saranno serviti da 64 autobus elettrici snodati da 18,75 metri, prodotti dalla cinese BYD. Tra le opere più attese c’è il completamento del deposito, che «è quasi tutto terminato». Restano i pannelli dell’ultima palazzina, mentre sono già state eseguite prove di ricarica sia al deposito sia alla stazione di Circonvallazione dei Fiori. Si tratta di due modalità differenti: la ricarica lenta notturna nella struttura destinata alla flotta e quella rapida ai capolinea. Anche sulle pensiline il lavoro è entrato nella fase finale. Sono stati montati quasi tutti gli impianti fotovoltaici, si stanno installando i corrimano e, dopo il trattamento del cemento e la mano di primer, si procederà con monitor e componentistica elettrica. Una fermata già completata è quella nei pressi della villa Verde, dotata anche di stalli per le biciclette.
Il 21 settembre è previsto un passaggio decisivo per la viabilità: il varo delle travi dei cavalcaferrovia in zona Croce, uno in via Grazia Deledda e l’altro nei pressi della stazione centrale. «Il varo delle travi incide in maniera importante e significativa», sottolinea l’assessore, secondo il quale, una volta conclusa questa operazione, le opere di completamento saranno «veramente minimali».
La previsione è di chiudere gli interventi «al massimo entro un mese e mezzo-due mesi».
Sulla Linea Blu sono ancora aperti alcuni fronti. Tra questi, via Mediterraneo, nel tratto di viale Unità d’Italia, sul versante di Taranto 2, e il percorso di via del Rinascimento fino a via Scoglio del Tonno. In queste giornate si sta procedendo con la pavimentazione in asfalto e la segnaletica orizzontale, per restituire progressivamente alla città le strade completate. Patronelli ha chiesto alle imprese di prestare particolare attenzione proprio alla segnaletica, soprattutto nei pressi degli istituti scolastici interessati dalle fermate BRT.
«È importante che l’attraversamento pedonale delle scuole sia ben visibile», evidenzia. Anche la Linea Rossa presenta lavorazioni da ultimare. Gli interventi riguardano soprattutto i due cavalcaferrovia e alcune porzioni del tracciato lungo Paolo VI e in parte nel quartiere Tamburi. La tabella di marcia, però, secondo l’assessore, procede rapidamente. L’ultima operazione sarà l’installazione dei cordoli di delimitazione della corsia riservata, destinati a separare il percorso dei bus da quello delle automobili. Una scelta che, in questa fase, consente di lasciare ancora margini di manovra ai cittadini. «La segnaletica orizzontale relativa agli stalli e ai parcheggi non è stata ancora realizzata», spiega Patronelli, «proprio per minimizzare il disagio e permettere a tutti di parcheggiare serenamente».
Il vero punto delicato riguarda però l’energia. Per l’avvio del servizio sarà necessario che Enel garantisca l’alimentazione elettrica del deposito, con una potenza richiesta di 4,5 megawatt alla cabina di trasformazione realizzata in via Acton. «Hanno indicato ottobre, ma vedremo se i tempi saranno rispettati», dice Patronelli, spiegando che il Comune sta monitorando tutte le attività necessarie. Parallelamente dovranno essere effettuate le prove della bus priority, con la programmazione delle lanterne semaforiche e delle schede Sim che consentiranno al sistema di riconoscere il bus in avvicinamento agli incroci.
La città dovrà attendere ancora qualche settimana, tra cantieri da chiudere, verifiche tecniche e interventi sul verde.
In cambio, promette Patronelli, arriverà un sistema capace di collegare periferie e centro, riducendo i tempi di viaggio e offrendo un’alternativa concreta all’auto privata.
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