Burnley-Torino 0-1: i granata convincono in Inghilterra - Toro News

2026/08/02

Categories: sports

La sconfitta contro il Cittadella non aveva certamente intaccato il lavoro svolto nelle settimane di Pinzolo, ma non era il modo migliore per salutare la Val Rendena. Work in progress, a maggior ragione, a Burnley, dove il Toro vince di misura grazie al gol nato dall'asse Njie-Dembele, mostrando però già giocate collaudate, coraggio nella costruzione dal basso e ulteriori conferme dai giovani, veri protagonisti di questa preseason. Su tutti, naturalmente, Andrea Luongo. In campo anche gli esordienti Comuzzo, Comert e Fitz-Jim. Bene l'ex viola, protagonista di una prova proattiva in difesa; più altalenante, invece, la prestazione dello svizzero. Per l'ex Ajax ci sarà probabilmente più spazio già a partire da mercoledì, contro il Vado. Si è rivisto anche Nikola Vlasic, alla prima sgambata dopo il Mondiale.

Burnley v Torino FC - Pre-Season Friendly

Le scelte: Comuzzo e Comert al debutto, torna Vlasic

Ignazio Abate conferma il 3-4-2-1. Paleari torna dal primo minuto; davanti a lui gli esordi dei due nuovi arrivati Comuzzo e Comert. Il primo viene schierato al centro, lo svizzero a sinistra, con Coco a completare il terzetto difensivo. In panchina, a sorpresa, Ardian Ismajli. Sugli esterni vengono riproposti Dembele a destra e Cacciamani sull'out opposto, mentre a centrocampo è ancora confermata la rivelazione della preseason, Andrea Luongo, in cabina di regia insieme a Gineitis. Sulla trequarti, Vlasic torna in campo per la prima volta dal Mondiale e, insieme a Njie, supporta l'unica punta Giovanni Simeone.

Primo tempo: qualche difficoltà iniziale, poi il Toro trova le misure e il gol

Il ricordo di Franco Baresi travalica i confini italiani: anche a Turf Moor viene omaggiata la leggenda del Milan e della Nazionale. Un doveroso minuto di silenzio, prima di disporsi in campo e attendere il fischio d'inizio. Il primo pallone è del Burnley e il Toro si compatta difensivamente. Brutto il primo controllo di Comert che, una volta riconquistata palla, regala un angolo ai padroni di casa. Nessun problema, però, per i granata e per Paleari. Da destra e da sinistra, il Burnley cerca le spizzate dei propri punti di riferimento offensivi e Comuzzo si mostra già pienamente coinvolto nel gioco aereo. Tre giri dalla bandierina per il Burnley nei primi quattro minuti e la prima occasione al 5' per gli inglesi. Dembele e Luongo pasticciano, la pressione degli inglesi è vincente. Flemming, allora, in area di rigore, si libera della presenza di Coco e calcia di destro con Paleari battuto, ma il pallone termina di poco a lato del palo. Opportunità sprecata.
Il Toro insiste nell'impostazione dal basso nonostante il Burnley venga a pressare con coraggio. Al 7' anche i granata riescono finalmente a distendersi. Luongo trova un corridoio, un tunnel, per Cacciamani che, con un tocco morbido, serve Simeone. L'argentino si proietta in area ma calcia addosso al portiere in uscita. Luongo, a rimorchio, spara alto. Anche il Burnley è spesso rivedibile in impostazione. Njie si ritrova casualmente il pallone tra i piedi e cerca di approfittarne dalla lunga distanza, trovando la risposta del portiere in tuffo. Dall'altra parte, invece, Coco è attento e interrompe due iniziative del Burnley con destrezza, facendo poi ripartire l'azione a testa alta. Qualche difficoltà, invece, per Comert.
Poco dopo il quarto d'ora il Toro occupa con continuità la metà campo avversaria, palleggiando rapidamente. Al 18', Comert offre una palla verticale per Simeone che lavora spalle alla porta. Riesce a tenere botta sulla marcatura avversaria e, dopo un rimpallo, Njie è pronto a raccogliere il pallone e a offrirlo al centro per Dembele, che chiude perfettamente. Il tap-in, da due passi, è vincente.Dopo il gol tutto ex Primavera, Andrea Luongo mostra doti importanti anche in fase di non possesso. Al 26', gran chiusura del centrocampista, che scippa il pallone a Flemming dopo una splendida apertura a tagliare il campo di Hannibal. Alla mezz'ora, dopo le fatiche iniziali, è invece Comert a dire di no a Edwards, intento a puntarlo, prima di essere costretto a spazzare pochi secondi dopo sulla palla corta di Paleari. Edwards viene poi fermato anche da Cacciamani, in un duello stimolante in velocità. Il Burnley rimane in attacco. Al 35', corner da sinistra: Walker svetta sul secondo palo, ma Paleari para. Sul capovolgimento di fronte, altra giocata di grande qualità di Simeone spalle alla porta, che coinvolge Dembele in progressione palla al piede. Ha due opzioni, Cacciamani o Njie, e premia l'italiano, che arriva in area ma, al momento del tiro, viene chiuso dalla rimonta di Walker.
Il Toro continua a impostare con sicurezza nonostante la pressione alta degli avversari. I movimenti sono coordinati. Il lavoro senza palla di Simeone è eccellente nelle geometrie che lo riguardano con i due playmaker, aprendo spazi per gli esterni. A un minuto dal 45', Vlasic sfrutta il velo di Simeone. Njie si muove verso destra e premia il movimento a smarcarsi del Cholito: destro, sinistro, conclusione parecchio alta. Dopo un disimpegno difensivo di Vlasic e una sponda di Simeone, ancora una volta prezioso nel lavoro spalle alla porta a centrocampo, si chiude la prima frazione.

Secondo tempo: Toro in gestione, poco meno di mezz'ora per Fitz-Jim

A inizio ripresa, Abate sostituisce entrambi i trequartisti: Oristanio e Casadei prendono il posto di Vlasic e Njie. Dietro, invece, Ismajli sostituisce Comert, piazzandosi al centro della difesa, mentre Mascardi difende i pali al posto di Paleari. La prima occasione della ripresa è del Toro. Luongo offre un pallone in area per Simeone che, dopo un'altra giocata spalle alla porta, si gira, supera un avversario ma, col mancino, colpisce ancora la gamba del portiere in uscita. Il Toro prosegue sulla stessa falsariga della prima frazione, con il Cholito propositivo nel liberare spazi per esterni e trequartista e con i granata che cercano di dominare il gioco. Il Burnley prova a scavalcare la difesa del Toro con suggerimenti in verticale. Luongo commette un paio di leggerezze in costruzione, poco prima del tentativo di Flemming al 57': su assist da sinistra di Edwards, l'attaccante colpisce di testa, schiacciando debolmente a terra senza preoccupare Mascardi. Alza un po' il ritmo il Burnley, ma il Toro si dispone con due linee compatte che non concedono spazi e costringono i padroni di casa a un possesso sterile e a ritmi blandi. Al 64' è il momento dei cambi. Entrano Biraghi per Comuzzo, Aboukhlal per Dembele, Che Adams per Simeone e Fitz-Jim, all'esordio, al posto di Luongo.
Al 71' arriva uno squillo del Burnley. Edwards, dalla destra, alza un cross per Flemming che colpisce di testa, ma Mascardi blocca facilmente. Un minuto dopo, Edwards cerca il tiro a giro con il sinistro, ma spedisce il pallone in tribuna. A illuminare un secondo tempo avaro di emozioni è la giocata visionaria di Ché Adams all'indirizzo di Aboukhlal. Lo scozzese stoppa un servizio di Gineitis e, con un colpo di tacco, apre una prateria per il marocchino, il cui mancino a incrociare termina fuori misura. Dall'altra parte, Ismajli sbaglia i tempi dell'uscita e concede a Foster, servito in verticale, l'opportunità di ritrovarsi davanti a Mascardi. Fondamentale la chiusura in scivolata di Cristiano Biraghi. A dieci minuti dalla fine, Casadei prova a entrare in partita con una potente conclusione di destro che, però, non trova lo specchio della porta. All'83' ci riprova palla al piede e libera il mancino: trova lo specchio, ma anche la presa bassa dell'estremo difensore.
Un minuto dopo, Ismajli riscatta la brutta uscita di poco prima allontanando in area il pericolo rappresentato da Ramsay. Ben più pericoloso il Burnley all'86': Sambo mette un cross dalla destra, Sonne è colpevolmente solo sulla diagonale che lo porta alla conclusione da pochi passi, ma Mascardi è perfetto d'istinto nel mantenere il risultato invariato, smanacciando anche il successivo corner. Nel recupero, Fitz-Jim sradica un pallone a centrocampo, mostrando un primo accenno delle sue caratteristiche. Al 93' giunge il triplice fischio che certifica la vittoria esterna.

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