«Buongiorno, lavoro al cantiere»: entra nella chiesa di Venezia e ruba il borsello all’operaio

2026/09/19

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VENEZIA «Buongiorno, sono un responsabile della ditta per i lavori alla Pala. Devo fare alcune foto e raggiungere i miei collaboratori»: si è presentato così, fingendosi un addetto ai lavori, il ladro che è riuscito a mettere a segno il furto di un borsello ad uno degli operai che stavano effettivamente lavorando dentro alla chiesa di San Salvador, in sestiere San Marco. L’uomo, denunciato ai carabinieri dal parroco don Roberto Donadoni, si è intascato diverse centinaia di euro in contanti e ha fatto perdere le proprie tracce mimetizzandosi fra i turisti. Il suo volto però è stato ripreso dalle molte telecamere che puntano sulla navata e sul sagrato. 


Il finto operatore e il furto


E’ successo venerdì pomeriggio: un uomo si è presentato al sagrestano, mettendo le mani avanti rispetto a una possibile richiesta ufficiale. Un tono di voce calmo, una presenza credibile. Si è spacciato per uno degli operatori della ditta che anche in questi giorni si sta occupando del restauro di una delle pale di Tiziano all’interno della chiesa. Il sagrestano non ha avuto dubbi e l’ha fatto passare: si tratta di uno straniero che ha raggiunto il punto preciso in cui stava lavorando il vero operaio. Qui il ladro ha atteso qualche minuto e quando l’addetto ai lavori si è allontanato per andare al bagno, si è avvicinato, ha preso la sua borsa e ha fatto dietrofront, camminando a tutta velocità in direzione dell’uscita. Quando il derubato ha fatto ritorno, solo qualche minuto più tardi, si è accorto subito che qualcuno gli aveva preso il borsello. Anche lui si è presentato al sagrestano per denunciare tutto, ma ormai era troppo tardi. Le diverse centinaia di euro, peraltro anche prelevate poco prima di cominciare il lavoro, erano già sparite insieme a documenti, chiavi ed effetti personali. La denuncia ai carabinieri è stata fatta quello stesso giorno. L’uomo ha agito a volto completamente scoperto, facendo leva sulla credibilità del ruolo. 


«La situazione è critica e ben più ampia»


«Un episodio che si inserisce all’interno di una situazione critica che è ben più ampia - spiega don Roberto Donadoni - È un fatto che nella nostra città molti episodi criminosi vengano commessi nei luoghi in cui ci sono più turisti, in questo caso le chiese, che ne attirano migliaia ogni giorno. Le forze dell’ordine vengono sempre e comunque avvisate, ma non è facile controllare il flusso inesauribile di persone che transitano in città e che poi arrivano fino in chiesa, dove capitano anche questi episodi - continua Donadoni - Non bisogna criminalizzare il turismo. Bisogna rafforzare la prevenzione, capire in primis che questi non sono effetti normali di questo afflusso di persone. I furti sono all’ordine del giorno - continua il don - Spesso ci capita di trovare dentro alla chiesa, dietro all’altare, nel confessionale o dietro alle porte, borselli e portafogli vuoti. Vengono rubati, sfilati i soldi e poi gettato il resto dove si riesce. Una tecnica nota. Però ho fatto installare le telecamere ovunque nelle chiese di cui mi occupo. In questo caso il ladro è stato ripreso alla perfezione». 

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