Introduzione
Il Bonus ristrutturazioni può essere perso se, al termine dei lavori, un'abitazione viene trasformata urbanisticamente in struttura turistico-ricettiva. Non basta considerare la destinazione iniziale: conta anche quella finale. Ecco cosa dice la sentenza.
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Quello che devi sapere
La destinazione d'uso è importante
Il Bonus ristrutturazioni può essere messo in discussione quando un'abitazione, una volta conclusi i lavori, viene convertita in una struttura destinata all'attività turistico-ricettiva. A determinare la perdita dell'agevolazione non è, di per sé, la scelta di destinare l'immobile all'ospitalità dei turisti, ma la sua destinazione urbanistica e funzionale al termine degli interventi. Per beneficiare della detrazione, infatti, i lavori eseguiti sulle singole unità immobiliari devono interessare immobili a uso abitativo oppure, nei casi previsti dalla normativa, unità che acquisiscano tale destinazione proprio con la conclusione dei lavori.
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Da un uso abitativo a uno turistico
La detrazione può essere riconosciuta anche quando i lavori interessano un edificio originariamente non residenziale, a condizione che l'intervento ne preveda la trasformazione in abitazione e che tale modifica sia formalmente attestata dal titolo edilizio. È inoltre necessario che, una volta conclusi i lavori, l'immobile presenti effettivamente la destinazione residenziale richiesta dalla normativa. Diversa è la situazione quando l'intervento determina il passaggio da una destinazione abitativa a una di tipo turistico-ricettivo: in questo caso, il rispetto dei requisiti per accedere al beneficio fiscale diventa più problematico.
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La sentenza che cambia tutto
A chiarire la portata di questa distinzione è intervenuta la Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Veneto con la sentenza n. 431/2026. Il giudice tributario ha ritenuto corretto il recupero della detrazione disposto dall’Amministrazione finanziaria nei confronti del contribuente, poiché l'immobile, al termine dei lavori, aveva acquisito una destinazione turistico-ricettiva. Ma su quale norma si basa questa sentenza?
Cosa dice la normativa in vigore
Il riferimento normativo fondamentale è rappresentato dall'articolo 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), che disciplina la detrazione riconosciuta per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Per quanto riguarda le singole unità immobiliari, il beneficio fiscale si applica ai lavori espressamente previsti dalla disposizione, purché realizzati su immobili aventi carattere residenziale, indipendentemente dalla categoria catastale, compresi quelli rurali, nonché sulle relative pertinenze. Per questo motivo, quando i lavori comportano il passaggio da una destinazione abitativa a una turistico-ricettiva, la precedente natura residenziale dell'immobile non è di per sé sufficiente a garantire il mantenimento del beneficio fiscale.
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Cos'è il Bonus ristrutturazioni
Come scrive l'Agenzia delle Entrate, i contribuenti che ristrutturano le abitazioni e le parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato possono detrarre dall'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) una parte delle spese sostenute per i lavori. La detrazione può essere richiesta per le spese sostenute nell'anno, secondo il criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i soggetti che hanno partecipato alla spesa e che hanno diritto.
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Le nuove aliquote di detrazione
Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2033 l'aliquota di detrazione è ridotta al 30%, mentre è pari al 50% per le spese per interventi di sostituzione del gruppo elettrogeno di emergenza esistente con generatori di emergenza a gas di ultima generazione. Sono però previste aliquote più favorevoli per alcuni anni. Per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026, la detrazione spetta nella misura del 36% (50% in caso di abitazione principale) su un massimo di 96mila euro per unità immobiliare. Nel 2027, la detrazione scende al 30% (36% in caso di abitazione principale), sempre su un massimo di 96mila euro per unità immobiliare. In generale, la detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo.
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Alcune specifiche sul bonus
Dal 1° gennaio 2025 sono esclusi gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. Per gli interventi di ristrutturazione realizzati su immobili residenziali adibiti promiscuamente all'esercizio di un'attività commerciale, dell'arte o della professione, la detrazione spetta nella misura ridotta della metà.
A chi è rivolto il bonus
L'agevolazione è rivolta ai contribuenti soggetti all'Irpef, residenti o meno nel territorio dello Stato, che sostengono le spese di ristrutturazione. Tra gli altri riguarda: i proprietari degli immobili oggetto dell'intervento; i titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili; gli inquilini; il familiare convivente con il possessore o il detentore dell'immobile oggetto dell'intervento (coniuge, componente dell'unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado); il convivente more uxorio (per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016).
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