Bonus fiscale dipendenti pubblici 2026, come funziona e a chi spetta

2026/09/29

Categories: world-news

Introduzione

Come chiarisce l'Agenzia delle Entrate, la tassazione agevolata al 15% sui trattamenti accessori per i dipendenti del pubblico impiego osserva un limite di 800 euro sommando tutti gli importi percepiti nel 2026.

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Quello che devi sapere

I requisiti per il bonus

Secondo le Entrate l'agevolazione rispetto alle aliquote Irpef, prevista dalla Legge di Bilancio 2026 e limitata all'anno in corso, dispiega i suoi effetti su indennità e compensi "extra" riconosciute ai lavoratori pubblici con incarichi non dirigenziali e soglie di reddito non superiori a 50mila euro annuo.

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©IPA/Fotogramma

L'anno di riferimento

Dai trattamenti accessori una tantum alle indennità fisse e continuative: come stabilito dall'articolo 1 comma 237 della Legge 199/2025, viene applicata per un anno la tassazione agevolata del 15% al posto dell'Irpef ordinaria e delle addizionali regionali e comunali. La misura resta però facoltativa per il lavoratore che può rinunciare tramite dichiarazione scritta e palesare di volere restare nel regime precedente, posto che la tassazione ordinaria risulti più vantaggiosa. 

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L'istanza

La norma stabiliva i requisiti reddituali per l'accesso al beneficio fiscale sui trattamenti accessori senza tuttavia precisare l'anno fiscale di riferimento. Nell'istanza, il sostituto d'imposta proponeva di ritenere valida la soglia raggiunta nel 2026 basandosi su proiezioni e lasciando aperta la possibilità di applicare eventuali conguagli futuri. Impostazione di fatto accolta da Agenzia delle Entrate che, in mancanza di indicazioni normative di segno opposto, conferma il calcolo sul reddito dell'anno in corso in quanto è quello su cui "insiste" il provvedimento.

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Le ricadute sui sostituti d'imposta

A livello pratico, i datori di lavoro che agiscono come sostituti d'imposta possono ammettere nel regime fiscale al 15% tutte le voci riconducibili ai trattamenti accessori riconosciuti quest'anno a patto che la loro somma non superi gli 800 euro. Sempre nello stesso periodo d'imposta, il beneficiario dovrà rimanere sotto la soglia dei 50mila euro come reddito da lavoro dipendente. Eventuali modifiche alla situazione reddituale richiederanno un conguaglio finale.

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Un esempio pratico

Facendo un esempio pratico, un dipendente pubblico che nel 2026 percepisce indennità per 600 euro e ha un reddito non superiore a 50mila euro otterrà un'imposta sostitutiva sull'intero importo.

Mentre se i trattamenti superano i 1.200 euro pur restando entro i limiti reddituali, il regime al 15% verrà applicato solo su un importo di 800 euro lasciando la quota restante alla tassazione ordinaria.

Chi non rientra nell'agevolazione

Ad essere esclusi dalla norma sono alcune categorie del pubblico impiego, a partire dal personale assunto presso le Forze di polizia o le Forze armate, già destinatari di un regime fiscale favorevole specifico. Mentre per i dipendenti di aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale (Ssn) il regime agevolato al 15% va ad aggiungersi ad altre misure introdotte da provvedimenti precedenti.

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Flat tax su trattamenti accessori

Per quanto riguarda il settore privato, l'ultima manovra di bilancio ha introdotto un beneficio fiscale per i lavoratori con reddito non superiore a 40mila euro. La tassazione agevolata al 15% viene prevista per le maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, giorni di riposo settimanale e indennità di turno erogate nel 2026, entro il limite annuo complessivo di 1.500 euro.

Gli effetti in busta paga

Fondazione consulenti del lavoro ha calcolato l’applicazione dell’imposta al 15% su trattamenti accessori di 1.500 euro, il massimo previsto dalla norma. Il risparmio oscilla da un minimo di 80 euro per un reddito di 12 mila euro annui lordi a un massimo di 690 per chi invece percepisce una ral di 40 mila euro.

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Quando le imposte sostitutive non valgono?

Sul raggio di applicazione delle imposte sostitutive, già nei mesi scorsi Agenzia Entrate ha chiarito che le agevolazioni non sono attuabili quando il datore di lavoro non adotta alcun Contratto collettivo nazionale. Al contrario, tali misure valgono integralmente per i lavoratori rientranti nel nuovo regime, per impatriati, docenti e ricercatori che trasferiscono la residenza fiscale in Italia dopo un periodo all'estero. In questi casi, le somme aggiuntive e le indennità devono essere tassate con l'imposta sostitutiva sull'intero importo, senza considerare ulteriori riduzioni previste dalle singole agevolazioni.

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