Bollette azzerate, scuolabus gratis e piazze nuove: così il tuo sindaco potrebbe tagliare le spese

2026/09/21

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Manlio Pistolesi

Produrre energia pulita e assicurare servizi alla propria cittadinanza. Due piccioni con una fava, verrebbe da dire. I Comuni che ospitano sul proprio territorio opere come campi fotovoltaici e parchi eolici possono infatti godere di vantaggi altrimenti preclusi alle casse di una piccola comunità. Tra i benefici attivati si va dai pulmini scolastici con posti per persone con disabilità alle ciclabili, dal potenziamento del welfare ai progetti per abbattere la tassa sui rifiuti (Tari). 

Il campionario delle compensazioni, si chiamano così, è molto vasto e dipende dalle singole trattative intavolate in sede di conferenza dei servizi e in ambito comunale con gli operatori energetici. Ma il prezzo delle rinnovabili può essere molto alto per una realtà locale: terreni "persi" per dare spazio ai pannelli, compromessi a livello paesaggistico, l'identità di un territorio consegnata alla rincorsa italiana ed europea all'energia pulita. E il più delle volte un'amministrazione comunale può fare ben poco per opporsi.

Gli operatori: cosa dice la normativa

Entro il 2030 il nostro Paese prevede di contare su poco più di 80 GW (gigawatt) di potenza installata attraverso campi fotovoltaici. Un obiettivo ambizioso, ma dettato da un regolamento europeo (il 2018/1999). L'Italia ha inviato a Bruxelles il Piano nazionale integrato per l'energia e il clima con i suoi obiettivi da raggiungere. Per mettere a terra questi traguardi, insieme alle Regioni, sono state stabilite le aree idonee su cui far sorgere le infrastrutture necessarie.

La trafila burocratica da seguire è regolamentata dal decreto legislativo 190/2024 e dal decreto correttivo 178/2025. Quando un operatore energetico, come Enel, Edison o Erg, intende realizzare un impianto il processo autorizzativo varia in base alla tipologia di infrastruttura e alla potenza installata. Se si tratta di interventi di "attività libera", come impianti solari fotovoltaici di potenza inferiore a 5 MW installati a terra, non è necessario richiedere permessi, autorizzazioni o dare comunicazioni al Comune.

Diversi sono invece gli obblighi imposti alle opere che rientrano nella Procedura abilitativa semplificata (Pas). Sono opere come gli impianti fotovoltaici di potenza inferiore a 10 MW, ma diversi da quelli normati dall'attività libera. L'operatore in questo caso deve presentare al Comune diversi documenti, come la dichiarazione di legittima disponibilità del terreno (proprietà, affitto o diritto di superficie). Nel caso di interventi che superano la soglia di potenza di un 1 MW allora l'operatore deve comunque fornire al Comune un programma di compensazioni territoriali "non inferiore all'1 per cento e non superiore al 3 per cento del valore economico della produzione attesa durante la vita utile dell'impianto". Queste compensazioni non possono essere monetarie, ma opere con valore ambientale o paesaggistico.

L'ultima circostanza riguarda le infrastrutture soggette all'autorizzazione unica di competenza regionale e statale. Tra i casi previsti, le Regioni seguono la trafila burocratica degli impianti fotovoltaici di potenza pari o superiore a 1 MW e fino a 300 MW, mentre lo Stato centrale si occupa di quelli di potenza superiore a 300 MW. Anche in questo caso l'operatore deve presentare numerosi documenti e il processo autorizzativo si sposta in conferenza dei servizi dove si stabiliscono anche le compensazioni per il Comune, entro un limite non inferiore all'1 per cento e non superiore al 4 per cento del valore economico della produzione attesa durante la vita utile dell'impianto.

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Una visione aerea dell'impianto fotovoltaico e del parco eolico di Erg a San Floro, Calabria (foto Erg)

Il gruppo Erg, della famiglia Garrone, all'interno del suo bilancio ne fa esplicito riferimento. Nella sua relazione datata al 31 dicembre 2025, il colosso alla voce "Costi per servizi e altri costi operativi" riporta 11,9 milioni di euro di royalties e diritti di superficie. Un dato più "pulito" ritorna alla nota "Altri crediti e attività correnti" che registra quote di oneri differiti pari a 46,1 milioni di euro. Di questi, chiarisce il bilancio, una parte (11 milioni) si riferiscono soprattutto a canoni verso Comuni, diritti di superficie e premi assicurativi.

I Comuni "rinnovabili"

In Italia esistono diverse realtà che presentano una media di kilowatt per abitante fuori scala rispetto al contesto nazionale. Si tratta dei "Comuni rinnovabili", come li battezza da anni Legambiente in un suo report. A trionfare nella top 10 stilata sul solare fotovoltaico è San Bellino (Rovigo) con 68,6 kilowatt per abitante. Nella speciale classifica trovano posto anche il Comune di Canaro (Rovigo) e di Peglio (Como). Il resto delle posizioni è occupato da enti del Centro, del Sud e della Sardegna. E la provincia di Viterbo, come vedremo, ha una media altissima.

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Quanto all'eolico, anche qui il Centro-Sud non ha rivali. Monteferrante, in provincia di Chieti, occupa il primo posto e con 773,9 kilowatt per abitante, appena 119 nel 2025, e distacca gli altri comuni. Se si tiene conto della potenza installata è invece il Comune di Melfi (Potenza) a dominare gli altri grazie ai suoi 271,2 Mw. Tra i primi cinque rientrano poi Bisaccia (Avellino) con 250,2 Mw, Ascoli Satriano (Foggia) con 230,1 Mw, Troia (Foggia) con 225,8 e Foiano di Val Fortore (Benevento) 223,4 Mw.

Il caso di Montalto di Castro

Come documenta la delibera della Regione Lazio 171 del 2023, nella provincia di Viterbo è presente il 78 per cento di tutti gli impianti di energie rinnovabili della regione. Montalto di Castro, un paese di nemmeno 9mila abitanti, nel 2025 ha registrato una potenza installata di 455,7 MW. Uno sviluppo recente che ha scatenato non poche polemiche.

"La nostra comunità è sostanzialmente divisa. Da un lato ci sono gli ambientalisti che sono contrari. Dall'altro i sostenitori dell'energia pulita che sono favorevoli, anche in ragione dell'indotto lavorativo e finanziario", dichiara a DossierToday.it la sindaca Emanuela Socciarelli. Nel 2026 i parchi fotovoltaici tra operativi, in fase di realizzazione e autorizzati hanno raggiunto quota 57. Una situazione non più gestibile, secondo la sindaca Socciarelli. La sua amministrazione si è infatti opposta al decreto del ministero dell'Ambiente che dichiarava la compatibilità ambientale del maxi-impianto fotovoltaico "Montalto Pescia" da più di 65 MW. E il Tar del Lazio ha accolto il ricorso dell'ente riconoscendo le sue rivendicazioni in materia di tutela del paesaggio. 

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"Con questa sentenza è stato messo un punto fermo su come devono essere gestiti i grandi impianti di energia rinnovabile sul nostro territorio - sottolinea la sindaca -. Il Tar ha stabilito due principi. Il primo è che non esistono automatismi, definire un'area 'idonea' non significa firmare una cambiale in bianco. Lo Stato ha il dovere di valutare ogni progetto caso per caso. Il secondo è l'obbligo di motivazione. Il ministero dell'Ambiente ha ignorato l'allarme del ministero della Cultura, che segnalava come la nostra zona fosse ormai satura di pannelli e pale eoliche, senza spiegare perché quell'impatto sul paesaggio non fosse un problema", riassume Socciarelli.

La sindaca di Montalto di Castro non si fa illusioni sulle conseguenze della sentenza: "Non decreta in modo definitivo la saturazione del territorio e non impone un divieto assoluto. Il ministero dell'Ambiente potrebbe approvare di nuovo il progetto". Ma le cose da oggi saranno più complicate: "Non si non potrà più usare la scusa delle 'aree idonee', se vorrà procedere sarà obbligato a spiegare perché i timori della soprintendenza sul carico ambientale e visivo sarebbero infondati".

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La vittoria per l'amministrazione resta, ma è solo uno dei fronti su cui sta combattendo. Un'altra battaglia è quella del "Burden sharing", o condivisione delle responsabilità. "È un principio contemplato dalle direttive europee e dalle leggi italiane e stabilisce che l'obiettivo nazionale degli 80 GW deve essere suddiviso tra le Regioni". Il Comune "non rifiuta la transizione energetica", chiarisce la sindaca, "ma ha dimostrato di aver già ampiamente estinto la quota che spetterebbe a decine di altri Comuni del Lazio". Alla Regione si chiede di recepire il principio del Burden sharing nella sua legge regionale sulle aree idonee cosicché "Montalto di Castro venga escluso da ulteriori installazioni a terra, venendo classificato come Area non idonea".

Cosa prevedono le compensazioni

Negli anni, grazie alle compensazioni, il Comune di Montalto ha potuto efficientare gli immobili comunali e la rete idrica e costruire piste ciclabili. L'amministrazione sta anche realizzando il Polo energetico comunale per produrre energia e venderla in rete: i proventi finanzieranno le spese elettriche dell'ente. Il 12 agosto 2026, inoltre, il Comune ha rimodulato l'accordo pattuito con la società Solar energy quattordici srl che aveva presentato richiesta per la realizzazione di un impianto.

Nella convenzione sottoscritta dalle parti il 22 luglio 2025, la società si è impegnata a finanziare opere compensative di un valore pari a 507mila euro. Le risorse sono state impiegate per fornire al Comune, tra le altre cose, uno scuolabus adatto anche alle persone con disabilità da 40 posti più accompagnatori e autista. Il credito residuo avanzato si utilizzerà per l'efficientamento energetico della scuola "G. Rodari". Lo stesso identico intervento è stato finanziato da Shell nella sede municipale di San Bellino (Rovigo).

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Casi così sono diffusi in tutto il Paese. A Foiano Val Fortore (Benevento), come riporta la stessa Erg in un comunicato del 2019, l'amministrazione ha utilizzato le royalties provenienti dagli impianti di produzione di energia rinnovabile sul territorio a sostegno del sistema comunale di welfare.

A Celle di San Vito (Foggia) il consiglio comunale nel 2024 ha deliberato una convenzione con Edison per la compensazione e il riequilibrio ambientale a seguito della realizzazione degli impianti eolici sul territorio comunale, a partire dalla fine degli anni Novanta. Queste risorse sono state impiegate, così si legge in una delibera di giunta di giugno 2025, nella pulizia delle strade rurali e comunali e delle aree di verde pubblico.

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