Blocco sulla Milano-Meda per girare un video, espulso il trapper Bratan: “Socialmente pericoloso”

2026/09/27

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Il trentunenne Nicolae Novacenco aveva fermato il traffico con Omar Ramo. Permesso di soggiorno revocato, scatta il rimpatrio immediato in Moldavia. Il legale: faremo ricorso al Tar, misura sull’onda dell’esposizione mediatica

Blocco sulla Milano-Meda: il rapper Bratan ha fermato il traffico per girare un video

Blocco sulla Milano-Meda: il rapper Bratan ha fermato il traffico per girare un video

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Milano, 27 settembre 2026 –  Il trapper Bratan, al secolo Nicolae Novacenco, è stato espulso. Stando a quanto appreso dal Giorno da fonti legali, al trentunenne moldavo è stato revocato il permesso di soggiorno per motivi di pericolosità sociale. Da lì l’espulsione per lo stesso motivo, che salvo cambi di programma sarà eseguita oggi dallo scalo internazionale di Malpensa con un volo in partenza per Chisinau.

Una procedura-lampo, generata da quanto accaduto nove giorni fa sulla Milano-Meda.

BRATAN

Il rapper Bratran

Il video sulla Milano-Meda

Alle 19.25, il nativo di Stefan Voda, cittadina a due passi dal confine con l’Ucraina, in Italia dal 2009, si è materializzato sulla carreggiata nord, all’altezza del cavalcavia tra Affori e Bruzzano, insieme al trentaduenne italo-marocchino Omar Ramo (non c’era invece Dariè Baby, come emerso in precedenza) e a una trentina di motociclisti per girare un video. Risultato: traffico paralizzato per alcuni minuti, così da consentire alla coppia di trapper di farsi riprendere indisturbati da una telecamera e a un drone di immortalare la lunghissima coda di automobilisti (probabilmente convinti che il rallentamento fosse dovuto a un incidente). All’arrivo delle Volanti, alle 19.40, non c’era più nessuno.

Il filmato condiviso sui social

La notizia è deflagrata sui siti d’informazione mercoledì, quando Novacenco e Ramo hanno condiviso il filmato sui social, innescando le reazioni di diversi esponenti di centrodestra. Lo stesso giorno, il trentunenne, identificato grazie alle immagini che lui stesso ha postato su Instagram, è stato indagato dagli agenti dell’Ufficio prevenzione generale della Questura con l’accusa di blocco stradale.

Nella notte tra giovedì e venerdì, Novacenco, che compirà 32 anni il 26 novembre, è stato rintracciato dalla polizia in via San Marco, in zona Brera: dopo la perquisizione a casa, resa necessaria anche dalla presenza di armi (poi rivelatesi giocattolo) nei fotogrammi on line, all’uomo è stato notificato il provvedimento del questore di revoca per pericolosità sociale del permesso per soggiornanti di lungo periodo, rilasciato dalla stessa Questura in precedenza.

La pericolosità sociale

Una pericolosità legata innanzitutto al comportamento messo in atto sulla Milano-Meda, che, secondo via Fatebenefratelli, ha esposto a grave pericoloso la sicurezza degli automobilisti, per di più per un motivo futile come un videoclip musicale; nel documento è stato anche evidenziato il ruolo di trascinatore di Novacenco, con rischio di emulazione per i follower che hanno visionato i frame sul web. E ancora: la Questura ha ricordato i precedenti deferimenti del trentunenne per reati come porto di armi o oggetti atti a offendere (un manganello telescopico), ricettazione e detenzione di stupefacenti.

Non è finita: al rapper sono stati recapitati anche i provvedimenti di espulsione del prefetto, sempre per pericolosità sociale, e di esecuzione immediata della medesima espulsione. Una misura, quest’ultima, di cui è stata richiesta subito la convalida al giudice di pace: a valle dell’udienza andata in scena nel primo pomeriggio di ieri, è arrivato il via libera all’accompagnamento alla frontiera. “Si tratta di un provvedimento abnorme per quella che io definisco una bravata – ribatte l’avvocato Matteo Politano, legale di Novacenco presente in aula per rappresentare il suo assistito –. Stiamo parlando di una persona che vive in Italia da 17 anni: ha un lavoro come corriere e uno come rapper, una compagna e un bambino di meno di un anno. In Moldavia non ha più nessuno: la madre e le zie sono qui. Ha un mutuo da pagare e una famiglia da mantenere. Mi sembra una misura adottata solo sull’onda dell’esposizione mediatica, come per dare una lezione a qualcuno. La impugneremo al Tar”.  

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