Rendere il Tevere di nuovo balneabile è una sfida che non si può vincere senza risanare l’Aniene. Con una memoria di giunta di inizio agosto, firmata dall’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi, Roma Capitale ha dato il via alla fase operativa del progetto ‘Verso un Tevere balneabile’, un maxi-piano da 400 milioni di euro complessivi, di cui 120 milioni già finanziati.
L'atto ufficiale recepisce il piano d'azione elaborato dagli uffici capitolini insieme ad Acea Ato 2 e riconosce ciò che per le organizzazioni Contratto di fiume per l’Aniene, Agenda Tevere Ets e Tavolo Nazionale Contratti fiume è ormai un’evidenza, ossia che il "Tevere non tornerà balneabile senza prima risanare l’Aniene, principale responsabile dell’inquinamento batterico a valle della confluenza".
Gli interventi sull'affluente
Per affrontare il problema alla radice, la memoria di giunta individua una prima tranche da 5,2 milioni di euro destinata proprio all’Aniene all'interno della misura di ‘interventi di adeguamento per l’accesso al fiume'. Le risorse serviranno a finanziare interventi di riequilibrio idrologico mediante la riduzione dei prelievi, la riqualificazione dell'alveo e il miglioramento complessivo della qualità dell'acqua. I lavori dovrebbero iniziare nella seconda metà del 2027 e terminare a gennaio 2029.
L'iniziativa prende forma al termine del lavoro condotto dal Tavolo interistituzionale a cui partecipano Roma Capitale, Regione Lazio, Ministero dell’Ambiente, Città Metropolitana e Università La Sapienza. Il percorso istituzionale vedrà una tappa fondamentale a settembre con la firma del Protocollo d’Intesa generale, che coinvolgerà formalmente anche enti tecnici e sanitari di primo piano come Ispra, Istituto Superiore di Sanità, Asl e Aubac (Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Centrale).
La visione del municipio
La notizia è stata accolta con estremo favore a livello locale. "Lo stanziamento conferma una visione che stiamo portando avanti da tempo" hanno detto a RomaToday il presidente del municipio, Paolo Emilio Marchionne, e l’assessore all’Ambiente, Matteo Zocchi, "l’Aniene deve tornare a essere una parte centrale della città e non un margine urbano".
I due amministratori hanno poi sottolineato che l'intento non è solo la balneabilità, ma la rigenerazione dell'intero ecosistema "migliorando la qualità delle acque e mitigando le temperature attraverso il verde e le aree ombreggiate". Non solo, anche "restituire ai cittadini spazi oggi poco accessibili o poco valorizzati, anche perché poco conosciuti", fattore già preso in considerazione con l’organizzazione di "discese in gommone gratuite per famiglie e scuole".
Una strategia che trova concretezza anche nei cantieri del quadrante locale: "Su questo stiamo lavorando anche a Sacco Pastore, con interventi sui parchi, sulla mobilità ciclopedonale e sulla riqualificazione lungo il fiume", hanno concluso Marchionne e Zocchi, ribadendo la volontà di "ricucire il rapporto tra la città e l’Aniene, trasformandolo da margine a vera infrastruttura ambientale e spazio pubblico di Roma".
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