Bimbi morti in piscina, il ministro Musumeci: «Metteremo gli impianti in sicurezza. Entro ottobre la legge sarà approvata»

2026/07/20

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«Abbiamo il dovere di approvare velocemente la nuova legge per mettere in sicurezza le piscine. Sono certo che avverrà entro ottobre. Ce lo chiedono i genitori delle piccole vittime degli ultimi mesi». Nello Musumeci, ministro della Protezione civile, promette: faremo presto, metteremo in sicurezza le piscine.

Ministro, lei in questi giorni ha insistito molto sulla necessità di approvare una legge che imponga regole più severe. Ci può spiegare qual è la situazione?

«Considero il diritto alla vita e il diritto alla salute prioritari e fisiologici, prima ancora che istituzionali. Se non c'è un contesto normativo adeguato e omogeneo dal Trentino alla Sicilia, tutto diventa più complesso. Quello degli incidenti mortali in piscina e nei contenitori d'acqua è un fenomeno purtroppo sempre più ricorrente e colpisce in gran parte i minori. Il governo non può restare a guardare. Da questo stato d'animo è nato il mio disegno di legge nel luglio dello scorso anno, firmato anche dal collega Schillaci, deliberato subito dal Consiglio dei Ministri e il mese successivo trasferito alla Camera per l'iter legislativo».

Cosa cambierà?

«C’è un filo conduttore in tutte queste tragedie: un minore non può mai essere lasciato in acqua senza la costante sorveglianza di un adulto. Questa è la regola generale. Il nostro compito è dotare l'Italia di un assetto normativo omogeneo che metta in sicurezza le piscine o, se si preferisce, ne riduca l'esposizione al rischio».

Oggi ogni Regione ha un regolamento differente?

«Esatto. Con questo provvedimento non stiamo semplicemente rispondendo a una spinta emotiva – che sarebbe comunque sufficiente, dato che anche noi legislatori siamo padri e nonni – ma andiamo a colmare una lacuna consolidata nei decenni. Vent'anni fa in Italia c'erano molte meno piscine rispetto a oggi. E a volte non si tiene conto delle minime nozioni strutturali di prevenzione».

Sul Messaggero abbiamo pubblicato l'intervista al padre del bambino romano di sette anni morto in un centro termale dopo essere stato risucchiato dal bocchettone di aspirazione della vasca. Lo stesso mercoledì è successo ad Alice, 11 anni, in un impianto in Liguria. La nuova legge stabilirà che questi bocchettoni debbano essere protetti da grate?

«Non solo. Abbiamo chiesto una consulenza all'Università La Sapienza per sviluppare un dispositivo o un impianto di aspirazione cosiddetto "anti-intrappolamento". Ma la causa del decesso può essere anche la mancata sorveglianza. Ecco, la sorveglianza va rafforzata. O ancora: il bagnante rischia di annegare e c'è bisogno di un defibrillatore che non c'è, o che arriva dopo 5 o 10 minuti. Il disegno di legge dello scorso anno non è frutto di improvvisazione, ma ha visto una forte partecipazione tecnica. Come saprà, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto anche una toccante lettera dalla madre di un’altra vittima delle piscine, Matteo Brandimarti. Anche lui è morto perché nella piscina mancava la grata. Ora siamo determinati ad approvare questa legge».

Prevede anche un sistema di protezione per le piscine quando lo stabilimento è chiuso?

«Assolutamente sì. È prevista una barriera che deve impedire al minore di scavalcare e accedere allo spazio acqueo. Per quanto riguarda le piscine – che si dividono in tre categorie: pubbliche, collettive e domestiche – abbiamo anche previsto la presenza obbligatoria del bagnino in determinate fattispecie. Sono stati ipotizzati anche degli strumenti di allarme sonoro. Si sta tentando di abbattere tutte le cause o le concause che potrebbero determinare una tragedia, sia per la nuova impiantistica sia attraverso l'adeguamento dell'esistente».

Ma il disegno di legge è ancora fermo in commissione.

«Ci troviamo in una fase di particolare urgenza, ma purtroppo c’è la pausa estiva. L'obiettivo è riuscire ad approvare questo disegno di legge tra settembre e ottobre. È fuori discussione».

Quanto tempo darete ai gestori degli impianti per adeguarsi dal punto di vista della sicurezza?

«Abbiamo ridotto le tempistiche delle proposte iniziali. I tempi di adeguamento alla nuova disciplina per le imprese saranno di 30 giorni per il decreto tecnico e 45 giorni per l'adeguamento strutturale, mentre inizialmente si parlava anche di un anno».

Vale anche per le piscine domestiche?

«Tutte le piscine, escluse quelle sportive, avranno l'obbligo di adeguarsi».

Il primo tavolo tecnico su questa tematica risale al 2023 e la legge era già pronta lo scorso anno. Perché si è andati così a rilento? Lei ha parlato esplicitamente di resistenze delle "lobby".

«A volte dal territorio arrivano spinte che per alcuni temi sono legittime, ma che diventano assolutamente inappropriate per una questione del genere. Ogni parlamentare, ogni Regione, ogni Comune si rende interprete di diverse esigenze e si tende a frenare. Immagino che i gestori degli hotel non stiano facendo salti di gioia sapendo che dovranno investire per mettere in sicurezza le proprie piscine. Mi dispiace, ma io credo che ognuno debba avere la serena consapevolezza di gestire una piscina a norma. Anche a fronte di un piccolo sforzo finanziario, abbiamo tutti il dovere di lavorare perché questa carneficina possa finalmente arrestarsi».

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