La irripetibile munifica stagione del Pnrr è ai titoli di coda in città, con l’amministrazione comunale che sta gestendo le incombenze finali. Le ultime opere sono in fase di completamento e, salvo i cantieri ancora aperti, il bilancio di quella che è stata la più grande occasione di investimento pubblico degli ultimi decenni può dirsi ormai definito. Non si può sostenere che il Piano nazionale di ripresa e resilienza abbia cambiato il volto di Cesena (ma in zona stazione sì, ad esempio), tuttavia è difficile negare che non abbia potenziato scuole, impianti sportivi, rigenerazione urbana e servizi sociali grazie a interventi che, con le sole risorse ordinarie del bilancio comunale, avrebbero probabilmente richiesto molti più anni per trovare copertura economica e realizzazione. Fra di essi ci sono anche progetti, come ad esempio la rigenerazione di palazzo Roverella, che in tempi normali difficilmente, per l’alto esborso economico e la non indifferibile necessità, sarebbe mai stati progettati.
Per il sindaco Enzo Lattuca, il Pnrr rappresenta una stagione "irripetibile", sfruttata fino all’ultimo euro disponibile: i 63 milioni di euro investiti in 40 progetti, otto dei quali realizzati insieme all’Unione Valle Savio. Restano aperti soltanto cinque cantieri, ma l’amministrazione comunale assicura che tutte le scadenze saranno rispettate.
Sindaco Lattuca, quanti sono stati in città gli interventi realizzati con le risorse del Pnrr? "Risultano complessivamente quaranta progetti, otto dei quali in collaborazione con l’Unione Valle Savio."
A quanto ammontano i finanziamenti ricevuti? "Alla somma di quasi 63 milioni di euro".
Quanti cantieri sono ancora aperti? "Sono cinque: palazzo Roverella, la nuova scuola media Anna Frank e gli interventi di messa in sicurezza antincendio delle palestre della scuola primaria Fiorita, della succursale Anna Frank di via Plauto e della scuola Rita Levi Montalcini alle Vigne".
È regolare questa situazione? Esiste il rischio di non rispettare le scadenze con le sanzioni previste? "No. Il nostro è stato un percorso netto: abbiamo portato a termine praticamente tutti gli interventi grazie al grande lavoro della struttura comunale, che voglio ringraziare ancora una volta per la professionalità e l’impegno".
Pensando a che cosa è stato realizzato e a che cosa no, questa stagione da Bengodi per i comuni italiani poteva portare ancora di più a Cesena? "Francamente non credo ci sia motivo di avere rimpianti. Come comune di Cesena infatti siamo riusciti a spendere fino all’ultimo centesimo delle risorse assegnate."
C’è chi ha espresso dei dubbi: tutti gli interventi condotti erano veramente prioritari? "Basta guardare ai risultati conseguiti: nuovi nidi per azzerare le liste d’attesa, l’emporio solidale, che mette al centro relazioni e dignità delle persone, oppure la riqualificazione dell’area stazione. Secondo la nostra idea di città erano interventi necessari".
Quindi lei ritiene che i soldi siano stati spesi bene? "Posso dire che il Comune di Cesena ha seguito linee strategiche precise: edilizia scolastica e universitaria, impiantistica sportiva, rigenerazione urbana e infrastrutture per la sicurezza. Cesena sta già mostrando i frutti di questi investimenti e credo che ne esca migliorata".
Che cosa è mancato in questa tavola così doviziosamente apparecchiata? "Le strade. Purtroppo il Pnrr non le finanziava e quello sarebbe stato un settore sul quale avremmo voluto fare un ulteriore salto di qualità".
Ora si torna a guardare al proprio portafoglio, oltre che ai fondi da intercettare. Quali saranno le nuove priorità? "Ci sono opere importanti ancora da completare, come la nuova piscina e i luoghi della cultura, finanziati anche con altre risorse. Poi arriveranno interventi di più lungo periodo, dalla circonvallazione di Villa Calabra-Calabrina, sostenuta in larga parte con fondi Fsc, fino alle opere della ricostruzione post alluvione, come la possibile demolizione e ricostruzione del Ponte Risorgimento".
>> Home