La strategia contro il turismo «mordi e fuggi»: a Pompei arriva il biglietto unico valido un mese. Una mossa per decongestionare l'area centrale degli scavi e rilanciare l'economia dell'intero territorio vesuviano. Il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, scommette su un cambio di passo radicale: dal primo gennaio 2027 entra in vigore il nuovo sistema tariffario incentrato su un biglietto unico da 25 euro, valido per tranta giorni.
L'iniziativa punta a contrastare il fenomeno del turismo rapido e superficiale, offrendo un forte incentivo a prolungare il soggiorno e a esplorare l'intricata rete della cosiddetta Grande Pompei. L’obiettivo è un turismo lento e sostenibile: con 30 giorni a disposizione per effettuare un ingresso in ciascun sito del circuito, i visitatori non saranno più costretti a concentrare la visita in una sola giornata.
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I siti
La misura vuole spingere i flussi turistici verso i tesori meno noti ma di straordinario valore situati nelle città vicine, come le ville di Oplontis (Torre Annunziata), Villa Regina a Boscoreale e le residenze con il Museo Archeologico di Stabia (Castellammare di Stabia). Peraltro, aumentare la permanenza media dei turisti significa dare ossigeno all'intera filiera dell'accoglienza, dalle strutture ricettive alla ristorazione, fino ai trasporti e all'artigianato dell'area vesuviana.
Invariate le misure di sicurezza e contingentamento. Per garantire la tutela degli scavi di Pompei e la sicurezza dei visitatori, restano saldi i capisaldi della gestione recente: il tetto massimo di 20mila ingressi giornalieri per il sito di Pompei e l'obbligo del biglietto nominativo abbinato all'esibizione di un documento d'identità. Restano inoltre disponibili i biglietti singoli a 8 per Oplontis, Stabia e Boscoreale per chi desidera una visita puntuale.
Il premio
Intanto Pompei è tra le finaliste del premio Palmyra. La più visitata area archeologica italiana è stata selezionata come finalista per l'International Archaeological Discovery Award Palmyra, il premio dedicato alle scoperte archeologiche più significative. La proclamazione del vincitore avverrà il 30 ottobre, nell'ambito della Borsa mediterranea del turismo archeologico (BMTA) che si svolge a Paestum.
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Dal pomeriggio di oggi, invece, è possibile visitare i vigneti dell’area archeologica, brindare con i vini di Feudi di San Gregorio e degustare l’olio IGP del Parco, Pumpaiia. Con la Festa del Vino, dunque, Pompei ripropone in chiave contemporanea un momento che richiama gli antichi saperi agricoli legati a Bacco, dio del vino, della vite, della convivialità e della rinascita della natura. Un tema particolarmente significativo per il Parco, che nel corso del 2026 ha dedicato diverse attività e iniziative alla dimensione dionisiaca della vita pompeiana. Il raccolto di quest’anno riguarda i 14 piccoli vigneti custoditi all’interno delle Domus del Parco, per una superficie complessiva di poco più di un ettaro, coltivata anche con finalità di ricerca e didattica.
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