Redazione 30 luglio 2026 07:27
In città ne circolano migliaia, spesso in barba alle norme del codice della strada e non solo. Ma adesso è arrivato un primo grosso stop al fenomeno delle bici elettriche trasformate in motorini. I finanzieri del comando provinciale di Palermo, su delega della procura della Repubblica di Palmi, diretta da Emanuele Crescenti, hanno eseguito un provvedimento emesso dall'ufficio Gip del tribunale calabrese, con il quale è stato disposto il sequestro su tutto il territorio nazionale di un ingente quantitativo di scooter elettrici venduti come biciclette elettriche a pedalata assistita ma in realtà non conformi alla marcatura Ce e, pertanto, non sicure per la circolazione e pericolose per la salute dei consumatori. Nell’ambito del procedimento sono indagati un imprenditore palermitano e una società in relazione alla responsabilità degli enti, per i reati di frode in commercio e falso in atto pubblico.
Furti d'auto, spaccio e fughe contromano: così le bici elettriche truccate sono diventate il mezzo del crimine a Palermo
L'attività di indagine condotta dai finanzieri palermitani guidati da Dario Persano anche con l’ausilio dei colleghi del Gruppo di Gioia Tauro, avrebbe consentito di disvelare la sussistenza di importanti lacune formali e sostanziali presenti all’interno della documentazione prodotta dall'imprenditore palermitano e attestante la presunta conformità ai requisiti di sicurezza delle e-bike importate dalla Cina. La stessa documentazione sarebbe stata presentata in occasione dell’importazione, dal 2023 ad oggi, di almeno 6.885 veicoli agli uffici doganali competenti per le procedure di sdoganamento e di immissione in libera pratica, i quali, indotti in errore dalla falsa documentazione presentata, hanno proceduto a emettere i relativi provvedimenti di svincolo dei velocipedi non sicuri il cui valore complessivo sul mercato è di circa 5 milioni di euro. I successivi riscontri, effettuati anche grazie all’ausilio dei competenti Ministeri, delle Infrastrutture e del Made in Italy, e delle associazioni di categoria, avrebbero invece disvelato un sistema di certificazioni ingannevole.
Le attività di servizio, che hanno visto un ingente dispiegamento di forze, con il coinvolgimento anche delle fiamme gialle della Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana hanno consentito di sottoporre a sequestro, nei magazzini di grossisti e venditori al dettaglio dislocati su tutto il territorio nazionale, migliaia di veicoli importati dall’estero non conformi alle prescrizioni imposte dalla normativa europea e nazionale disciplinanti lo specifico settore.
Le indagini condotte dai finanzieri del primo nucleo operativo metropolitano del Gruppo di Palermo hanno riguardato quello che è diventato un vero e proprio fenomeno, tanto dilagante quanto pericoloso per la sicurezza pubblica. Tali scooter elettrici immessi sul mercato come biciclette a pedalata assistita, nonostante le fattezze esteriori, sono spesso oggetto di modifiche idonee ad alterarne le caratteristiche tecniche e in grado di circolare senza targa e omologazione sulle strade italiane. Note come e-bike e Epac, le biciclette a pedalata assistita sono dotate di un motore elettrico ausiliario avente potenza massima pari a 250 Watt, la cui alimentazione è interrotta o è progressivamente ridotta se il ciclista smette di pedalare e comunque prima che la velocità raggiunga i 25 chilometri orari.
I mezzi sono spesso condotti da ragazzi di giovanissima età, persone adulte private della licenza di guida e talvolta anche utilizzati per commettere crimini, potendo beneficiare indebitamente della possibilità di circolare senza essere individuabili tramite una targa di circolazione, in aperta violazione alle norme del Codice della strada, nonché senza sostenere i costi di assicurazione del veicolo.
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