VENEZIA - Sindaco Venturini, un video la riprende mentre “caccia” dal ponte votivo del Redentore alcuni ragazzi che bevono uno spritz. È proprio “tolleranza zero” verso chi non rispetta la città. Cosa è successo?
«È successo che venerdì pomeriggio, dopo la cerimonia di apertura del ponte, con i fedeli in transito e le autorità presenti, questo gruppetto di universitari stesse festeggiando rumorosamente una laurea con il bicchiere in mano. Ho semplicemente fatto presente loro che quello era un luogo sacro, che c’era un rito religioso e di accomodarsi ai piedi del ponte a bere, abbassando il tono della voce».
E loro?
«Devo dire che hanno capito, uno di loro ha chiesto chi fossi e gli ho risposto che per ora sono il sindaco, ma che al di là di questo, non era un comportamento da tenere in quel luogo. Non lo sapevano, se ne sono andati senza protestare, capendo di essere fuori luogo».
Tre anni fa, da assessore, cacciò una finta maschera vestita da angelo dal monumento di campo Manin.
«L’ho sempre fatto, anche da cittadino comune. Quando vedo chi non si comporta rispettando Venezia, con educazione lo faccio presente. Mi è successo con chi mangia la pizza seduto sui gradini di un ponte o come qualche giorno fa, davanti al Comune, con chi ha messo bicchieri di carta sul davanzale delle finestre al piano terra di Ca’Farsetti. Li ho invitati a usare i cestini a pochi metri».
Viene in mente l’assessore Augusto Salvadori, quello che dichiarò guerra ai saccopelisti e ai torsonudisti. Anche lui andava in giro a “sgridare” chi non rispettava le regole del decoro. E non è un caso che anche lui abitasse in centro storico, come lei.
«Io credo che piuttosto che girare un video e pubblicarlo sui social per fare contatti col pretesto di dire quanto degrado c’è a Venezia, sia meglio intervenire in prima persona e invitare a rispettare le regole. Da cittadino, prima che da assessore o da sindaco. Ho anche dato indicazione alla polizia municipale in questo senso. In certi casi basta dirlo e la gente capisce».
Però poi c’è chi va oltre come nel caso dell’ultimo sfregio al ponte di Rialto.
«È ben diverso. Un conto è chi non sa che bere uno spritz su un ponte votivo non è un reato, ma comunque è una mancanza di rispetto verso un rito religioso. Nel caso del ponte di Rialto, o di altri comportamenti simili, siamo davanti a criminali, gente che deturpa un monumento per puro divertimento».
I responsabili sono stati individuati subito.
«Sì, tra il gesto e l’individuazione con denuncia è passato davvero pochissimo. È il frutto del lavoro dei vigili e della presenza di telecamere, un sistema di videosorveglianza che potenzieremo in tutta la città, anche in centro storico».
Chiederete un risarcimento? A quanto può ammontare?
«Certo. Il danno materiale in sé varrà alcune migliaia di euro. Poi vedremo se ci sarà margine per un danno di immagine. I tre responsabili sono stati denunciati, vedremo come si incardinerà il procedimento, se sul piano penale o amministrativo».
Resta il fatto che comunque tutta l’area di Rialto è deturpata da scritte e graffiti su muri e serrande.
«Lo sappiamo, faremo una mappatura dell’area del ponte e del mercato per intervenire con un piano di pulizia e di controlli».